BRONX

DOSI

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2 /10 di Vermouth dry
2/10 di Vermouth rosso
2/10 di Succo di arancia
4/10 di Gin.

PREPARAZIONE

Raffreddare sia la coppetta da cocktail che lo shaker.
Versare in successione il succo d’arancia, il vermouth dry, il vermouth rosso ed il gin.
Shakerare per 6-10 secondi, filtrare con un passino e versare nella coppetta da cocktail.
Servire rapidamente, decorando, se gradito, con scorza d’arancia.

NOTE

  • È un cocktail pre-dinner inserito nella lista dei cocktail ufficiali IBA (International Bartenders Association).
  • • Il cocktail rientra nella categoria “Short drinks”.

QUALCHE NOTIZIA STORICA

La nascita del cocktail Bronx è controversa.
Se ne contendono la paternità il barman Jonnhie Solon (o Solan) e il ristoratore Joseph S. Sormani.
L’opinione più accreditata è che il cocktail “Bronx” sia stato inventato da uno dei più grandi barman mai esistiti, il cui nome è Jonnhie Solon
Costui lavorò presso il Waldor-Astoria di New York a partire dal 1899.
Secondo quanto riportato dallo storico Albert A. Crockett nel libro “The 1934 Old Waldor-Astoria” Bar Book”, fu lo stesso Solon a raccontare come era nato il cocktail Bronx.
Il barman narrò che un giorno gli venne chiesto dallo chef del ristorante, di nome Traverson, di inventare all’istante un nuovo cocktail, in quanto un cliente aveva scommesso con lo stesso chef che era impossibile creare un cocktail inedito in meno di un minuto.
Solon raccontò di aver mescolato due parti di gin con una parte di succo d’arancia e di avere aggiunto del vermut italiano e del vermut francese, passando il tutto allo shaker.
Riferì, anche, di aver passato senza alcun indugio il cocktail allo chef per testarne la reazione.
Costui bevve il miscuglio tutto in un fiato e se ne entusiasmò.
Prima di portare il cocktail al cliente, lo chef chiese a Solon quale fosse il nome del nuovo cocktail.
Il Solon, che era un amante degli animali, diede al cocktail il nome di un quartiere di New York dove si trovava uno zoo: per l’appunto il Bronx.
Per estensione, il nome Bronx è adatto anche come riferimento agli animali visti dagli ubriachi durante le allucinazione da alcool.
Era nato il nuovo cocktail Bronx che lo chef si affrettò a portare al cliente, vincendo la scommessa.
Non conosciamo l’anno preciso in cui avvenne questo episodio.
Certamente essa è collocabile tra il 1899, anno in cui il Solon iniziò a lavorare per il Waldor-Astoria e il 1908, quando apparve il primo riferimento scritto al cocktail Bronx.
Di parere discordante sono altri estimatori del cocktail, i quali affermano che il cocktail Bronx è stato inventato a Philadelphia, dove sarebbe rimasto sconosciuto se nel 1905 non l’avesse scoperto nel Quaker City Joseph S. Sormani, un ristoratore del Bronx.
Il Bronx attribuito a Sormani era preparato con 4 parti di gin , una parte di succo d’arancia e una parte di vermut italiano.
Chiunque sia stato l’inventore del Bronx, quel che è certo che in brevissimo tempo il cocktail divenne richiestissimo.
Largamente consumato tra il 1910 e il 1920, il consumo del cocktail diminuì notevolmente attorno agli anni ’50, quando venne ritento troppo dolce per i bevitori (che gli preferirono il Martini dry) e troppo forte per le donne .
Ritornato in auge negli anni seguenti, il Bronx si è classificato al terzo posto nella classifica dei 10 cocktail più famosi del mondo, diventando il rivale più forte del Martini Dry e del Manhattan.

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