DIFFERENZA TRA OMELETTE E FRITTATA

Molti si chiedono quale sia la differenza tra omelette e frittata.
Spesso le due pietanze vengono confuse, soprattutto all’estero.
In realtà, invece, pur essendo entrambi i piatti a base di uova sbattute, la loro preparazione e la presentazione differiscono.
Esaminiamo brevemente la questione.

OMELETTE

L’omelette (nome di etimo incerto ) è un piatto tipico della cucina francese, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo.
Si tratta di una preparazione a base di sole uova, montate con la frusta assieme ad un pizzico di sale per garantirne la sofficità.
A questi ingredienti base, talvolta viene aggiunta una piccola quantità di latte (o di panna), in modo da rendere l’omelette più morbida e cremosa.
Una volta amalgamati gli ingredienti, l’omelette viene cotta da un solo lato, in modo tale che la parte a contatto con il calore del fuoco si rapprenda e quella superiore rimanga cremosa (o come dicono i francesi “baveuse”).
Viene, poi, ripiegata su se stessa.
Quando si prepara, invece, un’omelette farcita, a cottura ultimata il ripieno viene adagiato su un lato dell’omelette.
Essa viene, poi, chiusa e ripiegata su se stessa in due parti (o talvolta tre).
L’omelette viene generalmente preparata per una sola persona (monoporzione) e viene consumata calda.

FRITTATA

La frittata [der. di fritto] è un piatto di origine Italiana, di forma rotonda e di consistenza soda e compatta (ma non asciutta).
Essa generalmente viene preparata per più persone.
Si tratta di una preparazione a base di uova sbattute, giusto il tempo di amalgamarle, pochi minuti prima della cottura.
Ad esse vengono aggiunti formaggio grattugiato, sale, pepe ed erbe aromatiche.
A questi ingredienti di base, vengono spesso aggiunti altri ingredienti come carne, formaggi, insaccati, pasta, riso, verdure o altro.
Il composto viene, poi, fatto cuocere in una padella con pochissimo olio, fino a quando si addenserà staccandosi dal fondo della padella.
A questo punto la frittata viene girata con l’ausilio di un coperchio (o di un piatto) e cotta brevemente anche dall’altro lato, in modo che non rimanga alcun residuo liquido.

Infine, in base alla sua grandezza viene tagliata a fette e servita a più commensali.
Viene gustata calda, tiepida o a temperatura ambiente.
Un metodo di cottura alternativo consiste nel cuocere la frittata nel forno preriscaldato a 180°C, dopo averla versata in una teglia foderata di carta da forno appena unta d’olio oppure bagnata e strizzata.
Lasciarla cuocere, senza girarla, per circa 12-15 minuti o fino a quando non rimarrà alcun residuo liquido.
È opzionale durante gli ultimi 2 minuti passare la frittata sotto il grill.

Il gastronomo Pellegrino Artusi, nel manuale di ricette “La scienza in cucina e l’arte di mangiare bene” (1891) indica un metodo diverso di preparare la frittata.
L’Artusi, scrive così: “Le uova per le frittate non è bene frullarle troppo: disfatele in una scodella colla forchetta e quando vedrete le chiare sciolte e immedesimate col torlo, smettete”.
A proposito delle frittate, suggerisce poi di cuocere in padella gli ingredienti da inglobare.
Consiglia, poi, di versare le uova sbattute direttamente sugli ingredienti e di cuocere la frittata da entrambi i lati nel modo classico.

STORIA DELL’OMELETTE E DELLA FRITTATA, ALCUNE NOTE

Per quanto riguarda la storia delle due pietanze, probabilmente la frittata ha preceduto l’omelette.
È difficile rintracciare le origini di questo piatto data la semplicità della sula preparazione.
Del resto, che cosa c’è di più semplice che mescolare verdure o avanzi in un composto a base di uova?

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