PER CONSERVARE LE BANANE

Alcuni dei consigli presenti provengono da suggerimenti tramandati da generazione in generazione, altri sono stati raccolti tramite un processo di “passaparola”.
Leggi il nostro consiglio per conservare le banane.
Buona lettura!

Per conservare le banane:
La banana è il frutto commestibile -botanicamente una bacca- della pianta del banano, appartenente alla famiglia delle Musaceae.
Ha forma oblunga, falcata, di colore giallo ad avvenuta maturazione.
Ogni banano assicura una sola produzione di banane per anno.
Ciacuna pianta produce più di 300 frutti, suddivisi in una serie di caschi composti da banane disposte a grappolo.
Ciascuna banana pesa generalmente tra i 90 e i 200 g di peso, dei quali il 20% è da attribuire alla buccia.
Il peso, tuttavia, può variare a seconda del cultivar.
La banana è un frutto dolce e cremoso, che è disponibile tutto l’anno.
Contiene una buona quantità di vitamine dei gruppi A, B1, B2, C, PP e in misura minore di vitamina E.
È ricca di potassio, di fibre solubili e di inibitori della proteasi, che aiutano l’eliminazione dei batteri dello stomaco.
La banana, purtroppo, matura in fretta e in breve tempo annerisce diventando immangiabile.
Infatti, essa continua a maturare anche dopo essere stata raccolta dalla pianta a causa dell’emissione di un gas, chiamato etilene, che si sviluppa durante la maturazione.
Invecchiando la banana produce il gas, che ha l’effetto di convertire l’amido in zuccheri solubili e di ammorbidire le cellule delle banana, rendendola sempre più molle.
Per questi motivi, il tempo di conservazione dei frutti non supera i 3 giorni.

Qui di seguito riportiamo alcuni suggerimenti per prolungare la maturazione delle banane di altri 3-4 giorni:

  • Se non si ha l’intensione di consumare le banane in giornata, acquistarle ancora verdi oppure ad inizio di maturazione (verdi alle estremità e giallo chiaro al centro).
    Assicurarsi che abbiano buccia liscia e polpa soda,
    Evitare di comprare delle banane con macchie marroni o tagli oppure che abbiano la buccia grigia e/o opaca.
    Questa colorazione rivela che esse sono state refrigerate.
    Non scegliere delle banane che abbiano la buccia già del tutto gialla, in quanto matureranno in tempi brevissimi.
    Via via scegliere la banana da consumare in base al suo stadio di maturazione.
    Tenere presente che la banana non è più commestibile quando la colorazione della buccia è più scura che gialla.
  • Togliere le banane dal loro imballaggio in plastica, in quanto l’umidità che si andrà formando potrebbe farle imputridire.
    Inoltre, all’interno de sacchetto si concentrerebbe una quantità di etilene tale da far maturare molto velocemente le banane.
  • Conservare le banane verdi a temperatura ambiente.
    L’esposizione all’aria ritarda l’inizio della maturazione, a condizione che la temperatura sia quella ambientale e che l’aria venga rinnovata.
    In queste condizioni la banana maturerà correttamente.
  • Alcuni suggeriscono di mettere le banane in frigorifero solo quando saranno ben mature.
    La temperatura fredda rallentando la reazione chimica creata dall’etilene, accentuerà il processo di maturazione della buccia, ma nel contempo rallenterà quello della polpa interna.
  • Per prolungare il tempo di maturazione, separare le banane l’una dall’altra a livello del peduncolo.
  • Un altro accorgimento per prolungare la vita delle banane consiste nel tenerle lontane fra loro.
    Questa accortezza eviterà che l’etilene emesso da ciascuna banana faccia maturare le altre.
    Infatti, se una delle banane del casco dovesse maturare prima delle altre, l’etilene favorirebbe l’immediata maturazione delle altre banane.
  • Un’altra astuzia ben collaudata consiste nel coprire il peduncolo di attacco di ciascuna banana con la pellicola alimentare e/o con carta alluminio, giacché esso è il punto in cui ha inizio la maturazione del frutto.
    Tenendo il peduncolo al buio si rallenterà il processo di maturazione.
    Inoltre, la copertura del peduncolo impedirà all’etilene di raggiungere il frutto nella sua interezza.
  • Un ulteriore trucco per conservare le banane consiste nel sospendere il casco di banane ad un gancio, con il peduncolo coperto di pellicola alimentare e/o di alluminio.
  • Evitare di mettere le banane vicino ad altra frutta sia perché l’etilene emesso dalle banane farebbe maturare la frutta sia perché anche quest’ultima durante la maturazione emette in quantità più o meno grandi dei gas che favoriscono lo sviluppo completo dei frutti e, quindi delle vicine banane.
  • Infine, un ultimo suggerimento riguarda la rapida ossidazione della polpa della banana, una volta che quest’ultima è stata sbucciata.
    Per evitare l’ossidazione, è buona abitudine sbucciare la banana al momento di consumarla.

QUALCHE NOTIZIA STORICA
La pianta del banano, nella sua forma selvatica, esiste da tempi immemorabili in tutto il Sud-Est asiatico.
La sua diffusione avvenne in tali territori fin dalla preistoria.
La coltivazione delle banane fece la sua prima apparizione nella Papua Guinea all’incirca nel 5000 a.C. (e forse anche prima).
La sua diffusione avvenne in tempi successivi in India, Birmania, Indonesia, Polinesia e Nuova Guinea.
Per la prima volta si fa riferimento alla banana in testi islamici del 600 a.C.
In Cina almeno dal 200 a.C. è stata accertata l’esistenza di una coltivazione organizzata della pianta.
La coltivazione della banana venne introdotta in Africa orientale, nella Melanesia e nel Sud Pacifico, a partire dall’era cristiana.
I conquistatori islamici nel 650 introdussero la banana in Palestina.
Nel 500 era presente in tutto il Madagascar.
Gli Arabi la diffusero nel Mediterraneo (Africa del Nord e Spagna) attorno al 650.
Furono i Portoghesi a fare conoscere la pianta in tutta l’Europa.
Nel XVI secolo la pianta della banana arrivò nelle zone tropicali dell’America del Sud, delle Antille e dei Caraibi, portate da marinai portoghesi provenienti dall’Africa occidentale.
La commercializzazione del frutto iniziò nel XIX secolo.
A tutt’oggi i più importanti produttori di banane sono l’India, la Cina, le filippine, il Brasile, l’Ecuador e l’Indonesia.
Essi assicurano una produzione annua ininterrotta di banane.

ETIMOLOGIA DEL TERMINE “BANANA”
Non vi sono notizie certe sul significato e sull’l’etimologia del termine “banana”.
Sull’etimologia esistono varie ipotesi.
La parola potrebbe derivare dall’arabo “banan”, che significa dito.
Altri ritengono il termine che derivi dal portoghese, che a propria volta lo prese in prestito da una parola di una lingua africana (probabilmente il Wolof , parlato dalle popolazioni originarie del Senegal, del Gambia e della Mauritania)
Altri ancora ritengono che la parola “banana” sia stata introdotta in Europa dai Portoghesi che l’avrebbero appresa dalle popolazioni della Guinea.
Altri, infine, fanno riferimento ad una non meglio identificata località africana chiamata Banane, in cui i Portoghesi avrebbero notato questo strano fico.
Nella metà del XVI secolo a Lisbona la pianta veniva chiamata “fugura Bananes”, cioè “ fico proveniente da Banane”.

CURIOSITÀ
Dopo aver esaminato i metodi che consentono di prolungare la vita delle banane, consideriamo cosa fare per velocizzare il loro processo di maturazione.
Collocare le banane all’interno di in un sacchetto di carta ben chiuso.
L’etilene, che in tempi brevi si accumulerà all’interno del sacchetto, accelererà il processo di maturazione dei frutti.

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