INSALATA DI FARRO

L’insalata di farro è un piatto delizioso e semplice da preparare.
Tipicamente estivo, ideale da servire freddo.
La Ricetta, gli Ingredienti e i Consigli.

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INGREDIENTI PER 3 PERSONE

180 g di farro perlato, un porro, una zucchina, 200 g di fagiolini, una cipollina, 4 pomodorini, una scatola di tonno, vino bianco, sale, olio evo

PREPARAZIONE

Cuocere il farro perlato seguendo le istruzioni riportate sulla busta (io l’ho cotto per 12 minuti in pentola a pressione).
Tagliare un porro a rondelle e farlo soffriggere per almeno 15 minuti, aggiungendo acqua quando necessario.
Nel frattempo tagliare a cubetti molto piccoli le zucchine e aggiungerle al porro, salare, sfumare col vino bianco e cuocere brevemente lasciandole croccanti.
Sbollentare i fagiolini e tagliarli a pezzetti, tagliare a cubetti anche i pomodorini, la cipollina a rondelle e unire tutti gli ingredienti assieme a del tonno in scatola e una buona manciata di prezzemolo tritato.
Mescolare ed amalgamare bene.
Servire l’insalata di farro fredda, magari curando la presentazione con l’utilizzo di un coppapasta e decorando il piatto con prezzemolo.

NOTA

L’insalata di farro è un piatto tipicamente estivo, da servire freddo.

QUALCHE NOTIZIA SUL FARRO

  • Il farro è uno dei primi cereali coltivati dall’uomo, i primi reperti risalgono addirittura al periodo Neolitico intorno al X millennio a.C. ed è stato alla base dell’alimentazione di popolazioni come gli antichi romani, si pensi infatti che il termine “farina” trae origine proprio dal latino far farris che significa appunto farro.
    Esistono diverse tipologie di farro, il farro monococco o farro piccolo è stato il primo ad essere coltivato, ma è anche quello con le spighe più piccole e quindi con la resa minore, oggi la sua coltivazione è quasi abbandonata.
    Esiste poi il farro dicocco o farro medio, è certamente il più coltivato e quello che più comunemente si ritrova in commercio soprattutto alle nostre latitudini.
    Nel nostro paese è coltivato soprattutto in Toscana e in diverse aree tra Umbria e Lazio.
    Una terza tipologia è costituita dal farro spelta più tipico delle zone dell’Europa dell’Est e centrale.
    In base al tipo di lavorazione che questo cereale subisce dopo la raccolta distinguiamo essenzialmente due tipi di farro, ovvero il farro decorticato e il farro perlato.
  • Il primo è praticamente il farro integrale, in esso infatti non è stata asportata la pellicola esterna che ricopre il seme e quindi ha una cottura molto più lenta (circa un’ora e mezza) e necessita di ammollo di 12 ore prima della cottura.
  • Il secondo è invece trattato in modo tale da eliminare il rivestimento esterno, ha una cottura più breve (20-25 minuti) e non necessita di ammollo.
    Dal punto di vista nutrizionale il farro ha caratteristiche molto interessanti e può rappresentare una validissima alternativa ai cereali più utilizzati come frumento e riso.
    Esso è infatti ricco di fibre e di vitamine del gruppo B, inoltre contiene buone quantità dell’aminoacido essenziale (ovvero da assumere necessariamente con la dieta) Metionina, ma soprattutto è il cereale con il più basso indice glicemico, ovvero è quello che induce il più basso aumento della concentrazione di glucosio nel sangue.
    Questo è molto importante per soggetti affetti da diabete, per soggetti che osservano diete ipocaloriche, ma in ultima analisi anche per chiunque voglia seguire una dieta varia ed equilibrata.
  • E’ una fonte di glutine e dunque non può essere consumato da soggetti affetti da celiachia.
    Dopo un periodo di quasi totale oblio, oggi la coltivazione di questo prezioso cereale sta conoscendo un nuovo rilancio, sia per le questioni nutrizionali appena viste, sia per l’interesse dei consumatori nei confronti dei prodotti “bio”.
    Il farro infatti essendo una pianta più rustica rispetto ai cereali più famosi, cresce in terreni più poveri ed è aggredito da un numero più basso di parassiti e malattie infestanti ed è quindi ideale per coltivazioni che non facciano uso di fertilizzanti chimici e pesticidi.

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