SPINACI STUFATI

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

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1 kg di spinaci già nettati, 50 g di burro, sale e pepe.

PREPARAZIONE

Per prima cosa, procedere ad un’accurata pulizia degli spinaci.
Eliminare le radici e le foglie sciupate.
Lavarli accuratamente in un recipiente, cambiando più volte l’acqua di lavaggio.
Metterli in un grande tegame, pressandoli con le mani anche quando sembrerebbero troppi per la pentola.
Lessarli, a tegame coperto e a fuoco vivace, con la sola acqua rimasta sulle foglie dall’ultimo risciacquo.
Cuocerli per 5 minuti, mescolandoli ogni tanto, poi insaporirli con un pizzico di sale.
A cottura ultimata, sgocciolare gli spinaci pressandoli all’interno di un colino.
In un tegame sciogliere il burro fino a farlo spumeggiare.
Unire gli spinaci e lasciarli insaporire per qualche minuto.
A cottura ultimata, cospargere gli Spinaci stufati con un pizzico di pepe e correggere di sale.
Servire.

NOTE E CONSIGLI

  • Gli spinaci stufati sono un contorno gustoso e semplice da realizzare.
    Sono indicati per accompagnare piatti a base di carne o di pesce.
  • Per arricchire la pietanza, a cottura ultimata unire abbondante parmigiano grattugiato e mescolare con cura.
    In questo caso, gli Spinaci stufati possono essere considerati un secondo piatto alternativo.

QUALCHE NOTIZIA SUGLI SPINACI

Gli spinaci (nome scientifico Spinacia oleracea) sono ortaggi appartenenti alla famiglia delle Chenopodiaceae, originari dell’Asia sudoccidentale.
Sono tra gli ortaggi con più elevato contenuto di ferro (2,9 mg di ferro per 100 g di prodotto), anche se è ormai accertato che il 95% di questo ferro non è utilizzabile come nutriente per la presenza dell’acido ossalico, che limita la biodisponibilità dei minerali presenti in tutti gli ortaggi a foglie verdi.
Gli spinaci, inoltre, sono ricchi di vitamina C, carotenoidi, clorofilla, acido folico e luteina.
Per assimilare le loro proprietà nutritive è consigliabile consumarli crudi, preferibilmente conditi con succo di limone, che accresce la biodisponibilità dei minerali presenti nell’ortaggio.
Se, invece, si consumano cotti, è opportuno cuocerli con la sola acqua rimasta sulle foglie dopo l’ultimo risciacquo.

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