ZUCCHINE SPINOSE (o CHAYOTE) FRITTE

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

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2-3 zucchine spinose (o Chayote), 1 spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva, sale e peperoncino.

PREPARAZIONE

Con un coltello affilato spuntare le zucchine spinose.
Possibilmente con i guanti, rimuovere la buccia esterna delle zucchine senza stringerle troppo dal momento che esse sono ricoperte da spine (in verità piuttosto morbide in alcune varietà).
In alternativa, passare le zucchine sulla fiamma, in modo da bruciare le spine, poi sbucciarle.
A questo punto, lavarle accuratamente, quindi affettarle a rondelle sottili di circa 3-4 mm di spessore.
Arrivati al centro della zucchina, eliminare la parte più dura (embrione o seme botanico della pianta).

Versare olio abbondante in una padella e, a fuoco basso, lasciare rosolare poche zucchine alla volta assieme allo spicchio d’aglio e al peperoncino.
Togliere dalla padella le rondelle di zucchina via via che diventeranno uniformemente dorate.
A frittura ultimata, salarle in modo da contrastare il loro sapore dolciastro.
Trasferite le Zucchine spinose fritte su un piatto da portata e servirle calde o fredde a piacere.

NOTE

Zucchina spinosa è il modo in cui comunemente (ma in modo inesatto) viene chiamato il Sechium edule, conosciuto anche con il nome di Sechio o di Chayote.
Per la verità, la zucchina spinosa viene chiamata impropriamente anche con altri nomi.
In Italia le si dà il nome di “ Zucca centenaria” , “ Melanzana spinosa”, “Melanzana americana”, “Patata spinosa”
All’estero viene chiamata nei paesi francofoni Christophine o Christophène dal nome di Cristoforo Colombo che per primo portò la pianta i Spagna.
Altrove l’ortaggio viene chiamato chouchou (Isola Mauritius), chouchoute (Nuova-Caledonia, Polinesia francese).
Saosety ou sosoty (Madagascar), chuchu (Brasile), labu siam (Indonesia), chow chow (India), choko (Nuova-Zelanda, Australiea) ou encore mirliton ad Haïti sono degli altri nomi con cui viene conosciuto l’ortaggio.
In realtà il nome corretto di chiamare l’ortaggio è “Sechio” (forma italianizzata dal nome scientifico Sechium edule) o “Chayote”, termine di derivazione atzeca.

Si tratta di una pianta rampicante, che appartiene alla famiglia delle Cocurbitaceae ed è originaria del Sud America.
Viene coltivata nelle zone a clima caldo, dove attecchisce e si sviluppa molto in fretta.
Non sopporta, invece, il gelo per cui l’ortaggio è consumato nelle zone tropicali e in quelle temperate
Il frutto (che è commestibile) ha forma ovoidale simile a quello di una grossa pera rugosa e può raggiungere i 15 cm di lunghezza ed il peso di circa 300-350 grammi.
La buccia è verde scura (quando l’ortaggio è acerbo), per assumere a raggiunta maturazione un colore giallognolo.
L’ortaggio presenta una parte interna più dura, che impropriamente viene chiamata “seme”.
In realtà, la parte più interna della zucchina è l’embrione ed il seme botanico della pianta; invece la polpa è in buona parte la sostanza di accumulo del seme stesso.
Pertanto, il cosiddetto seme è connesso ed inseparabile dal resto dell’ortaggio, in quanto seme e polpa in senso orticolo (per la condizione di viviparità) costituiscono un tutt’uno.

La fioritura della pianta inizia in estate ed il frutto si raccoglie in autunno (ottobre-novembre).
Esso è rivestito da escrescenze aghiformi che sono più o meno dure a seconda della varietà del chayote.
Va, pertanto, sbucciato prima di venire adoperato come una zucchina comune.
La zucchina spinosa contiene vitamina C e amminoacidi diversi e sali minerali.
Il Chayote ha diverse proprietà terapeutiche: è diuretico e previene sia l’ipertensione che l’arteriosclerosi.
Favorisce anche l’assorbimento dei calcoli renali.
Esso è un valido aiuto per i regimi dietetici in quanto apporta solo 12 calorie per 100 g di prodotto.

NON TUTTI SANNO CHE…

Il termine “Chayote” viene dallo spagnolo “chayote” a propria volta derivante dalla parola Nahuatl “chayohtli o chayoti”.
La lingua “Nahuati” , nota anche come “Atzeco” appartiene al macro-gruppo delle lingue uto-atzeche, ed era la lingua parlata dal gruppo Nahua nel Messico durante la conquista spagnola avvenuta nel XVI secolo.
Ancora oggi è la lingua indigena più parlata nel Messico.

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