TIRAMISÙ CLASSICO CON I PAVESINI

Il Tiramisù con Pavesini è una deliziosa variante del classico tiramisù.
La Ricetta del Tiramisù con i Pavesini, gli Ingredienti e i Consigli.

Tiramisù classico con i Pavesini
Tiramisù classico con i Pavesini

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INGREDIENTI PER 6 PERSONE

200 g di biscotti pavesini, 4 uova medie, 500 g di mascarpone, 45 g di zucchero.
Per la bagna:
100 ml di caffè leggero (tiepido o freddo) zuccherato a piacere, 5 cucchiai di marsala (facoltativo).
Per spolverizzare:
cacao amaro in polvere.

PREPARAZIONE

Dividere i tuorli dagli albumi.
Mettere gli albumi in una ciotola capiente ed i tuorli in una più piccola.
Aggiungere nei tuorli lo zucchero e montarli con un cucchiaio o uno sbattitore fino a quando il composto diventerà gonfio e spumoso.
Mettere la crema di uova ottenuta in frigorifero.
In una ciotola lavorare il mascarpone con un cucchiaio di legno, fino a ottenere una crema liscia.
Mettere un pizzico di sale negli albumi ed iniziare a montarli con lo sbattitore.
Appena gli albumi saranno montati a neve, incorporare il mascarpone sbattendo con le fruste a bassa velocità per un paio di secondi poi, procedere mescolando delicatamente con un cucchiaio di legno con un movimento dall’alto verso il basso.
Quando il mascarpone e gli albumi saranno ben amalgamati incorporare anche la crema di uova e mescolare fino a quando non si otterrà una crema liscia ed omogenea.

Preparare, poi, la bagna.
Allungare il caffè già zuccherato a piacere con il marsala, mescolando.
Immergere velocemente un pavesino alla volta nella bagna (in modo da non inzupparlo troppo) e metterli l’uno accanto all’altro in verticale fino a rivestire il fondo di una pirofila (o di un vassoio) da portata.
Coprire i biscotti con uno strato di crema al mascarpone.
Ricoprire la crema con un altro strato di pavesini imbevuti di bagna, disponendoli questa volta in orizzontale.
Proseguire così fino al termine degli ingredienti.
Terminare con uno strato di crema al mascarpone, livellandolo accuratamente con il dorso di un cucchiaio.
Coprire il tiramisù con pavesini con la pellicola per alimenti e metterlo a raffreddare nel frigorifero per circa 3 ore.
Successivamente, cospargere il tiramisù con una bella spolverata di cacao in polvere.

TIRAMISÙ CON PAVESINI, LA VIDEO RICETTA:

TIRAMISÙ PAVESINI, NOTE E CONSIGLI

  • E’ possibile preparare la crema aggiungendo gli albumi montati a neve dopo aver unito la crema di uova al mascarpone ed averli amalgamati bene. In questo modo si evita il rischio di smontare la crema che, nel caso della preparazione a cui facciamo riferimento nella ricetta, deve essere realizzata velocemente per evitare questo inconveniente.
  • Per una migliore riuscita del Tiramisù ai pavesini, è consigliabile prepararlo il giorno prima. In caso contrario, si corre il rischio che il cacao si inumidisca eccessivamente durante la permanenza in frigorifero.
  • Conviene spolverizzare di cacao in polvere la superficie del dolce solo all’ultimo momento.
  • Si può sostituire il marsala con altro liquore a piacere come ad esempio il brandy.

NOTIZIE STORICHE

Sono molte le regioni italiane che rivendicano la paternità del Tiramisù, uno dei più famosi dolci al cucchiaio.
In Piemonte, Veneto e Toscana sono nate numerose leggende sull’origine del dolce.
Particolarmente suggestiva è la leggenda che lega il Tiramisù alla città di Siena.
Se ne tramandano due versioni.
La prima racconta che la Corporazione dei pasticceri senesi creò la “Zuppa del duca”, in onore del duca di Coreggio, inviato a Siena per sedare la contesa tra i Senesi e gli Spagnoli da Cosimo I de’ Medici (Firenze, 12 giugno 1519 – Villa di Castello, 21 aprile 1574), signore di Firenze e primo granduca di Toscana.
La più accreditata è, però, la seconda versione della leggenda, secondo la quale il dolce venne creato verso la fine del XVII secolo dai Senesi, che lo prepararono in onore di Cosimo III de’ Medici (Firenze, 14 agosto 1642 – Firenze, 31 ottobre 1723), Granduca di Toscana dal 1670 al 1723, che risiedette per un certo periodo a Siena.
Al Granduca piacque tanto il dolce, che, al suo rientro a Firenze, portò con sé la ricetta.
Dalla città toscana la “Zuppa del duca”, in seguito, si sarebbe trasferita nelle zone di Treviso e di Venezia.
In quest’ultima città venne grandemente apprezzata dalla classe nobiliare, che denominò il dolce “Tiramisù”, ritenendo che, degustato prima di incontri amorosi, avesse proprietà afrodisiache ed energetiche.
Da allora la fama del Tiramisù si diffuse in tutta la penisola, per poi varcare i confini nazionali.
Anche le altre regioni che rivendicano la paternità del dolce hanno le loro leggende.
In Piemonte si narra che sia stato un pasticcere piemontese a creare il dolce in onore di Camillo Benso, conte di Cavour (Torino 1810 – Torino 1861), che, impegnato nelle vicende legate alla riunificazione d’Italia, aveva bisogno di “tirarsi su”.
In Veneto, invece, circola il racconto che il dolce sia nato alla fine del XVIII secolo per mano del cuoco di un ristorante ubicato nelle vicinanze di una casa “chiusa”, al fine di dare una sferzata di energia ai clienti.
Il dolce di cui abbiamo finora dissertato somiglia solo vagamente al Tiramisù odierno.
La ricetta del Tiramisù classico, che tutti conosciamo, divenne universalmente nota negli anni ’70, quando tutte le riviste di cucina ne resero noti sia gli ingredienti (biscotti, caffè e mascarpone) che la modalità di preparazione.
In seguito, si diffusero numerose varianti del dolce, per lo più a base di frutta.

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