SORBETTO CON MELA E RABARBARO

INGREDIENTI PER 1 L DI SORBETTO

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Per la preparazione:
250 g (peso netto) di mele preferibilmente Granny Smith, 450 g di gambi di rabarbaro (peso netto), 2 albumi d’uovo, il succo di 1 limone, 1 baccello di vaniglia.
Per lo sciroppo di zucchero:
250 g di zucchero di canna, 350 ml di acqua.

PREPARAZIONE

Lavare le mele, sbucciarle e ridurle in piccoli pezzi.
Bagnarle con il succo del limone per non farle ossidare.
Nettare il rabarbaro dai filamenti (come se fosse un sedano), lavarlo e tagliarlo a tocchetti minuti.
Incidere il baccello di vaniglia nel senso della lunghezza.
Con un coltellino affilato raschiare i semini e metterli da parte.
Preparare, poi, lo sciroppo di zucchero.
Mettere lo zucchero e l’acqua in un tegame.
Porlo sul fuoco, a fiamma bassa, e lasciare cuocere lentamente, mescolando in continuazione.
Quando lo zucchero sarà perfettamente sciolto, unire le mele, il rabarbaro e i semini di vaniglia.
Lasciare cuocere fino a quando la frutta si ammorbidirà.
Togliere il tegame dal fuoco e lasciare raffreddare il composto.
Successivamente, passarlo al mixer.
Montare a neve ben ferma gli albumi ed incorporarli alla purea di frutta, con un leggero movimento dal basso verso l’alto.
Versare, poi, il composto nella sorbettiera e seguire le istruzioni del fabbricante.
Dopo circa 30 minuti di lavorazione, il sorbetto sarà pronto e ben cremoso.
Estrarlo dalla sorbettiera e versarlo nei calici di vetro a stelo basso. Servirlo subito.

NOTE

  • Il Rabarbaro (genere Rheum) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Pologonaceae ed originaria del continente asiatico.
  • Fin dai tempi più antichi è stato adoperato dalle popolazioni asiatiche a scopo alimentare o medicinale. Sembra addirittura che i Cinesi lo adoperassero già fin dal 2700 a.C.
  • A scopo alimentare si adoperano i gambi della pianta, ma non le foglie che sono tossiche.
  • In medicina viene adoperato il rizoma di rabarbaro per le sue proprietà lassative, digestive e depurative.

ETIMOLOGIA DEL TERMINE “RABARBARO”

Il termine “rabarbaro” deriva dal latino “Rhabarbarum” che significa “radice barbara”, ove l’aggettivo barbarus ha il significato di “straniero”.
Il termine latino (presente anche nella forma rheubarbarum) deriva dal greco “rabàrbaron”, nome probabilmente composto di “rha” che è una radice e di “barbaros”, esotico, straniero.
L’utilizzo dell’aggettivo “barbaro”, nell’accezione su indicata, trova spiegazione nel fatto che il rabarbaro veniva consumato in Oriente, cioè in terre che, a parere dei Greci e dei Latini, erano popolate da stranieri.

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