SICILIANE FRITTE

Le Siciliane Fritte, chiamate anche pizza fritta, sono una specialità della rosticceria Catanese.
Si tratta di un prodotto gastronomico da tavola calda, realizzato con un involucro di pasta lievitata, che racchiude al suo interno una farcia a base di formaggio siciliano “tuma” e pezzetti di acciuga.
Piegata a mezzaluna, la siciliana viene poi fritta in olio abbondante, in modo da galleggiare nel grasso.
Si consuma ben calda.
Per questo motivo, nelle rosticcerie catanesi la siciliana viene fritta al momento dell’ordinazione e servita immediatamente.

INGREDIENTI PER 9 SICILIANE

Per l’impasto:
750 g di farina 00, 250 g di farina di semola, 50 g di lievito di birra fresco, 60 g di zucchero, acqua tiepida q.b. (circa 500 ml), 150 g di strutto, 20 g di sale.
Per il ripieno:
500 g di formaggio tuma, 80 g di filetti d’acciuga(sotto sale o sott’olio).
Per la frittura:
2 l di olio di semi di arachidi.

PROCEDIMENTO

PREPARAZIONE dell’impasto
Setacciare assieme le due farine.
Disporle a fontana sulla spianatoia e versare nella cavità lo strutto, lo zucchero e il lievito sciolto in un po’ d’acqua appena intiepidita.
Incorporare gli ingredienti, aiutandosi con i polpastrelli delle dita.
Aggiungere a poco a poco l’acqua a temperatura ambiente che l’impasto richiede, fino a poterlo lavorare a piene mani.
Dopo una decina di minuti, quasi al termine della lavorazione, incorporare il sale sciolto in poca acqua.
Ottenuto un impasto sodo, morbido ed omogeno, formare una palla.
Farla lievitare, coperta, per 15 minuti in un luogo tiepido (per esempio all’interno del forno spento, ma con la luce accesa).
Il tempo di lievitazione è ridotto, in quanto la pasta non deve gonfiarsi troppo.

CONFEZIONAMENTO delle Siciliane
Trascorso il tempo indicato per la lievitazione, tagliare le tuma in dadini o grattugiarla.
Dissalare i filetti di acciuga, sciacquandoli ripetutamente.
Se si utilizzano le acciughe sott’olio, scolarle del liquido di conservazione.
Dividere, poi, le acciughe in pezzetti.
Riprendere l’impasto e dividerlo in porzioni tonde (chiamati panetti) del peso di circa 80 g.
Dopo aver infarinato e coperto con un canovaccio i panetti, lasciarli lievitare nuovamente per una decina di minuti.
Sul piano di lavoro leggermente infarinato, stendere ogni panetto in forma circolare di circa 12 cm.
Disporre al centro del disco dei dadini di tuma e qualche pezzetto di acciuga.
Con un pennello bagnare i bordi della pasta.
Richiuderla su se stessa a mezzaluna, pressando vicino al ripieno in modo da fare fuoriuscire l’aria.
Sigillare perfettamente i bordi di ciascuna siciliana con la rotella taglia pasta.

COTTURA delle Siciliane
Versare olio abbondante in un tegame dai bordi alti e portarlo ad una temperatura che non deve superare mai i 180°C.
Lasciarvi scivolare una siciliana alla volta.
Lasciarla dorare da entrambi i lati, poi sollevarla con una schiumarola forata e metterla ad asciugare su carta assorbente da cucina.
Friggere con lo stesso procedimento tutte le siciliane e servirle calde.

QUALCHE NOTIZIA SULLA SICILIANA

La ricetta della Siciliana Fritta da noi suggerita trae ispirazione dalla celeberrima Siciliana di Zafferana Etnea, un comune sulle pendici orientali dell’Etna, in provincia di Catania.
A Zafferana, nel 1924, una donna di gran polso, il cui nome era Giuseppa Finocchiaro, aprì un locale, che chiamò “Donna Peppina”.
Lo gestì da sola per alcuni anni, poi chiamò al suo fianco il nipote Giuseppe.
Quest’ultimo, anni dopo, cedette l’attività ad imprenditori che a tutt’oggi la gestiscono.
Fu donna Peppina a vendere nel suo locale, oltre che i dolci tipici della pasticceria siciliana, dei pezzi di tavola calda, dei quali le Siciliane divennero il fiore all’occhiello.
Naturalmente la ricetta di donna Peppina ha uno o più ingredienti segreti, che rendono la specialità inimitabile.
Tuttavia, le siciliane da noi suggerite rappresentano una buona sperimentazione della specialità di Zafferana.

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