SCIUSCEDDU MESSINESE

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

300 g di polpa di manzo macinata, 300 g di ricotta fresca di pecora, 100 g di parmigiano grattugiato, 100 g di mollica, ½ litro di brodo di carne sgrassato, un ciuffo di prezzemolo, 5 uova, sale e pepe.

PREPARAZIONE

Mettere la carne in una ciotola, salarla, peparla e impastarla con due uova, una manciata di parmigiano, il pane grattugiato, il prezzemolo tritato e pochissimo brodo.
Lavorare bene gli ingredienti, in modo da amalgamarli accuratamente.
Con il composto preparare delle piccole polpettine tonde (della grandezza di un’oliva) e lessarle al massimo per 3 minuti nel brodo bollente.
A parte, sbattere la ricotta con 80 g di parmigiano, 3 uova, sale, pepe e un trito di prezzemolo.
Versare le pallottoline sul fondo di una teglia rotonda, coprirle con il brodo bollente e ricoprire il tutto con la crema di ricotta.
Infornare immediatamente la teglia a 180-200°C, sino a quando si formerà una leggera crosticina.

NOTE E CONSIGLI

  • Piatto tradizionale della cucina messinese
  • “ ‘U sciusceddu” è un’antica ricetta, preparata tradizionalmente a Messina in occasione della S.Pasqua.
  • Il piatto va servito ben caldo.
  • Alcuni, però, lo preferiscono tiepido o, addirittura, freddo.

VARIANTI

Dello Sciusceddu esistono due varianti.
La prima, che è quella sopra suggerita, prevede che la cottura dello Sciusceddu venga completata in forno.
La seconda versione prevede, invece, che la cottura dello Sciusceddu avvenga in un tegame posto a cuocere sulla fiamma del fornello.
Chi è interessato a visionare quest’ultima variante può collegarsi con la nostra ricetta “Sciusceddu di Messina“.

ETIMOLOGIA DEL TERMINE “SCIUSCEDDU”

Le teorie più accreditate relative all’origine del termine “Sciusceddu” sono due.
Secondo l’opinione di alcuni studiosi di “Etimologia, la parola “Sciusceddu” deriva dal termine latino “juscellum”, il cui significato è “zuppa”.
Secondo quanto affermato da altri studiosi della stessa scienza, invece, il termine “Sciussceddu” ha origine dal verbo siciliano”sciusciare”, il cui significato è “soffiare”.
Dal momento che “u sciusceddu” viene generalmente servito caldissimo, il verbo “sciusciare” indicherebbe la necessità di soffiare su ogni boccone per evitare eventuali ustioni.
Per completezza di informazioni, occorre aggiungere che alcuni studiosi ritengono che il termine “sciusceddu” derivi dal verbo francese “souffler”, soffiare.
Altri, ancora, ipotizzano una connessione lessicale con il termine “soufflé”, indicando come elemento provante il fatto che in alcune versioni dello sciusceddu si aggiungono alla ricotta degli albumi montati a neve ben ferma, al fine di ottenere, a cottura ultimata, una copertura gonfia e soffice.

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