CUDDURA CU L’OVA

La “Cuddura cu l ova” è certamente uno dei dolci di Pasqua Siciliani più conosciuti.
La Ricetta delle cuddure Pasquali, gli Ingredienti e i Consigli.

INGREDIENTI

Per l’impasto:
500 g di farina manitoba, 500 g di farina 00, 100 g di zucchero, 100 g di strutto, 50 g di burro, 2 uova, circa 500 ml di acqua, 2 cubetti di lievito di birra, 8 gocce di estratto di chiodi di garofano, 2 pizzichi di cannella, 20 g di sale.
Per farcire:
uova sode.
Per spennellare:
2 uova.
Per decorare:
semi di sesamo e confettini colorati.

Preparazione della pasta

Setacciare insieme le due farine.
Disporle sulla spianatoia a fontana e versare al centro il lievito, sciolto in due dita d’acqua tiepida, e lo zucchero.
Unire il burro, lo strutto, le gocce di chiodi di garofano, la cannella in polvere e le uova, iniziando ad amalgamare il tutto.
Continuare ad impastare aggiungendo acqua tiepida, fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Ricordare che la “casetta del sale” va impastata lontano dal lievito, altrimenti l’impasto non lieviterà.
Pertanto è consigliabile porre il sale al di fuori della fontana, nella parte più esterna della farina, in modo da incorporarlo per ultimo, cioè dopo che il lievito avrà cominciato ad agire.
Quando l’impasto sarà pronto, batterlo per tre volte sul piano del tavolo e fare tre spacchetti sopra.
Avvolgere in un panno (in inverno in una coperta) e fare lievitare per circa un’ora, cioè fino a quando la pasta avrà raddoppiato il suo volume.
Nel frattempo, preriscaldare il forno a 220°C.

Preparazione delle “cuddure Pasquali”

Trascorso il tempo di riposo dell’impasto, riprendere la pasta e dividerla in parti più o meno grandi, a seconda di quante “cuddure” si desidera preparare.
Mettere da parte una piccola parte di impasto, che servirà per la preparazione finale.

Preparazione di una “cuddura” a forma di “cestino”

Staccare una parte della pasta e stenderla allo spessore di circa 2 cm.
Darle la forma di una piccola borsa, munita di manico.
Quest’ultimo viene realizzato intrecciando tra loro due cilindri della dimensione di un dito.
Le estremità del manico intrecciato devono essere, poi, inumidite con acqua ed unite al corpo della “cuddura” con una leggera pressione delle dita.
Una volta data alla “cuddura” la forma di un cestino, disporla su una teglia imburrata ed infarinata oppure ricoperta di carta da forno.
Nella parte bassa del cestino praticare una o più fossette, in base al numero di uova che si desidera inserire nella “cuddura” (uno, tre…).
Naturalmente più uova si desidera inserire, più la “cuddura” deve essere grande.
Con una leggera pressione disporre ogni uovo sodo nella sua fossetta.
Fermarlo con delle strisce strette e lunghe di pasta, ricavate dalla pasta messa da parte.
Inumidirne le estremità e posizionarle a croce, in modo da fissare l’uovo al corpo della “cuddura”.
Spennellarla con le uova sbattute e guarnirne la superficie con i semi di sesamo ed i confettini colorati.
Procedere, quindi, alla realizzazione di altri cestini.

Preparazione di una “cuddura Siciliana” a forma di ciambella intrecciata

Dividere la pasta in tanti pezzi, quante sono le ciambelle che si vogliono preparare.
Suddividere, poi, ogni pezzo in tre parti e ricavare da ciascuna di esse un lungo cilindro.
Successivamente intrecciare tra di loro i tre cilindri, avendo l’accortezza di sigillarne accuratamente le estremità, precedentemente inumidite con acqua.
Una volta data alla “cuddura” la forma di una ciambella, disporla su una teglia imburrata ed infarinata oppure ricoperta di carta da forno.
Nella parte bassa del cestino praticare più fossette, in base al numero di uova che si desidera inserire nella “cuddura” (uno o più uova).
Nel caso in cui si desidera inserire più uova, distanziare le fossette in modo regolare.
Naturalmente più uova si desidera inserire, più la “cuddura” deve essere grande.
Con una leggera pressione disporre ogni uovo sodo nella sua fossetta.
Fermarlo con delle strisce di pasta incrociate, ricavate dalla pasta messa da parte.
Esse vanno posizionate in modo da fissare l’uovo al corpo della “cuddura”.
Spennellarla con le uova sbattute e guarnirne la superficie con i semi di sesamo e/o confettini colorati.
Procedere, quindi, alla realizzazione di altre ciambelle.

Fase finale del procedimento

Infornare le “cuddure” nel forno già caldo, per circa 10-20 minuti, a seconda del tipo di forno utilizzato e della grandezza del dolce.
Estrarle quando la superficie diventerà lucida e dorata.
Lasciare raffreddare.
Maneggiare, poi, con cura, per evitare di danneggiare la preparazione finale.

CUDDURA PASQUALE, NOTE E CURIOSITA’

  • La “cuddura cu l ova” è un dolce tradizionale messinese, preparato nel periodo di Pasqua non solo a Messina, ma anche, con poche varianti, in tutta la Sicilia.
  • La Cuddura è certamente uno dei dolci pasquali Siciliani.
  • In origine le “cuddure” non erano preparazioni dolci.
    Venivano, infatti, realizzate con pasta di pane al cui interno venivano inserite delle uova sode.
    Solo in tempi relativamente recenti la pasta di pane venne sostituita dalla pasta brioche o dalla pasta frolla, trasformandole in dolci come nel caso delle cuddure di pasta frolla.
  • Nei tempi antichi le promesse spose, dopo averle portate in chiesa per la benedizione pasquale, le regalavano ai fidanzati nel giorno della Santa Pasqua.
  • Come molti piatti preparati nel periodo pasquale, anche la preparazione delle “Cuddure messinesi” in origine era, ed in parte è ancora oggi, ricca di riferimenti simbolici.
  • Le varie forme con le quali possono essere realizzate le cuddure (cestino, campana o campanile, ciambella, galletto o colomba, cuore) hanno tutte precisi significati simbolici e beneauguranti.
  • Esse fanno tutte riferimento alla simbologia cristiana, alla gioia della Risurrezione o, comunque, sono di buon auspicio:- il cestino serve ad augurare l’abbondanza;
    – la campana o il campanile ricordano la celebrazione festosa della Risurrezione di Cristo;
    – la ciambella è simbolo della corona di Cristo risorto;
    – il cuore rappresenta l’amore verso chi si ama (e quindi verso il
    prossimo);
    – il galletto o la colomba simboleggiano l’augurio di pace……
  • Per tradizione il numero delle uova inserite in una “cuddura” è sempre dispari.
    Oggi, tuttavia questa regola non è sempre seguita.
  • Cuddura cu l’ova in italiano: “CIAMBELLA INTRECCIATA CON LE UOVA”.

L’ETIMOLOGIA DEL NOME

Il termine “cuddura” deriva dalla parola greca “kolloura” o “kollura” che significa “pane circolare, corona”.
Con questo termine i greci indicavano dei tipi particolari di focacce che venivano offerte agli dei per impetrare il loro aiuto e la loro benevolenza.
Con l’avvento del Cristianesimo l’usanza di preparare dei pani speciali non andò perduta.
La mattina del Sabato Santo “i cudduri” venivano portate in Chiesa e benedette.
Venivano, poi, portate in casa in modo da celebrare anche in tavola la solennità della Pasqua.

RICORDI FAMILIARI

Fino a qualche decennio fa, alle ore undici del Sabato Santo, molte famiglie messinesi si riunivano intorno al desco per festeggiare la Risurrezione di Cristo.
In quel preciso momento le campane delle Chiese suonavano a distesa e ai din don augurali dal porto di Messina, con suoni prolungati e festosi, rispondevano le sirene delle navi ormeggiate o in transito.
Si usava, in quel preciso momento prendere in mano una “cuddura” e, dopo aver tracciato sulla fronte un segno di croce, si era soliti lanciarla gioiosamente in aria (o sulla tavola imbandita).
Ci si sedeva, poi, tutti intorno al tavolo e si consumavano in allegria il pane dolce della “cuddura” e le uova sode sbucciate e insaporite con un pizzico di sale.
Questa antica usanza è, oggi, quasi completamente scomparsa, ma nel ricordo essa continua a vivere come simbolo della gioia che accompagna la Risurrezione del Cristo.

CURIOSITÀ STORICHE

  • Nei tempi antichi le “cuddure” erano preparate dai pastori o viandanti con la pasta di pane, alla quale veniva data una forma circolare.
    Per essere maggiormente sostanziosa, nella ciambella, prima della cottura, venivano inserite delle uova.
    Durante gli spostamenti la “cuddura cull’ova” veniva infilata in un bastone o in un braccio.
  • Nata come pane da viaggio, la “cuddura” ne aveva tutte le caratteristiche:
    – Era facilmente trasportabile;
    – Era un alimento sostanzioso, in quanto farcito con uova;
    – Era preparato con alimenti facilmente reperibili, anche tra gli strati meno abbienti della popolazione.
  • Con il tempo, però, la preferenza per il dolce, ne ha modificati gli ingredienti ed oggi le “cuddure” sono diventate uno dei dolci più caratteristici della tradizione messinese e, in generale, di tutta l’Italia meridionale.
  • Si tratta di dolci preparati esclusivamente durante il periodo pasquale.
  • La tradizione impone che siano preparati durante tutta la Settimana Santa e che non manchino mai durante la scampagnata del Lunedì dell’Angelo.
  • La consuetudine di recarsi in campagna per la “Pasquetta” sembra rievocare, anche se in modo inconsapevole, la liberazione degli Ebrei dalla schiavitù egiziana ed il loro ritorno in Palestina sotto la guida di Mosè.
  • Dalla memoria di antichi spostamenti, probabilmente, traeva origine la necessità di preparare un “pane da viaggio”, da consumare durante i trasferimenti.

VOTA LA RICETTA O IL CONSIGLIO


CONSIGLI E RICETTE CHE POTREBBERO INTERESSARTI


8 Commenti
  1. pipirella ha scritto

    forse queste sono le cuddure che stavo cercando, ossia non quelle in frolla ma in una specie di pane aromatizzato 😀 grazie!!

  2. cettina ha scritto

    Vorrei farli per il venerdi santo e per dire il vero ne ho provate tante e ancora non ho trovato la ricetta giusta.questa mi piace perche’ non e’ di frolla ma vorrei chiederti perche’ due cubetti di lievito ? E poi le varie forme si realizzano come la frolla? Attendo tua risposta grazie.

  3. cettina ha scritto

    Vorrei prepararli per il venerdì santo ma perche’ due cubetti di lievito? E per realizzare le forme della colomba o della campana si procede come per quella di frolla?grazie.

    1. FraGolosi ha scritto

      Ciao Cettina, la ricetta tradizionale prevede che venga utilizzato un cubetto di lievito per ogni 500 g di farina.
      Con l’impasto puoi modellare le forme che più ti aggradano, comprese quelle realizzate con la pasta frolla. A presto!

  4. cettina ha scritto

    Ho fatto entrambi cioè’ i panini e le cuddure e sono venuti ottimi .Finalmente ho trovato la ricetta giusta grazie mille . Vorrei provare a fare un unica treccia da usare come centro tavola a pasqua speriamo di fare buona figura.Grazie

    1. FraGolosi ha scritto

      Ciao Cettina, la cuddura può essere modellata nelle più svariate forme nate dall’inventiva e dalla creatività personali. Buon lavoro e a presto!

  5. elena ha scritto

    Sono messinese e le cuddure fanno parte della mia infanzia.
    Mi piace questa ricetta e la voglio provare.
    Auguri.
    Elena

    1. FraGolosi ha scritto

      Ciao Elena, tanti auguri a te e grazie per il tuo commento sulle cuddure messinesi. A presto!

Prima di andar via commenta la Ricetta o il Consiglio ↓

Lasciami un commento alla ricetta o al consiglio che hai trovato qui. Chiedimi un parere o racconta come è andata, proponi una variante o semplicemente lascia un saluto!

L'indirizzo email non verrà pubblicato.