PESTO DI PISTACCHIO

INGREDIENTI

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50 g di pistacchi di Bronte pelati o non pelati, 20 g di pinoli, 50 g di gherigli di noci, 30 g di parmigiano reggiano, un mazzetto di basilico, olio extravergine d’oliva, sale e pepe.

PREPARAZIONE

Lavare le foglioline di basilico, sgrondarle e metterle ad asciugare su un canovaccio pulito, senza pressarle.
Immergere per un minuto i pistacchi in acqua bollente.
Spegnere il fuoco e lasciarli riposare nell’acqua per 3-4 minuti.
Scolarli e, appena è possibile toccarli con le mani, rompere la pellicina e strizzare l’altra estremità tra la punta delle dita.
Il pistacchio scivolerà immediatamente fuori dalla pellicina violacea che lo riveste.
Una volta sgusciati tutti i pistacchi, posarli ben allargati su un canovaccio ed asciugarli tamponandoli con un panno morbido.
Tritarli, poi, con la mezzaluna assieme ai gherigli di noce e ai pistacchi il più finemente possibile.
Mettere, quindi, il composto nel mortaio, aggiungere un cucchiaio d’olio ed iniziare a schiacciare il tutto con un movimento rotatorio e prolungato del pestello.
Dare dei piccoli colpetti ritmici al composto e ruotare il pestello fino ad ottenere un insieme ben amalgamato.
Unire, poi, il parmigiano, incorporandolo con una spatola di legno.
Insaporire di sale, di pepe ed aggiungere in ultimo l’olio necessario per ottenere un pesto di pistacchio denso e ben amalgamato, versandolo goccia a goccia o al massimo a “filo”.

NOTE E CONSIGLI

  • Questo pesto di pistacchio è indicato per condire pasta o gnocchi.
  • Si può conservare a lungo in frigo o addirittura può essere congelato.
  • Il parmigiano può essere sostituito da un altro formaggio, per esempio pecorino, caciocavallo etc.
  • Se al momento di condire la pasta o altro il pesto di pistacchi fosse troppo consistente, diluirlo con un cucchiaio d’acqua calda di cottura della pasta.

QUALCHE NOTIZIA SUL PISTACCHIO

Il pistacchio (Pistacia Vera) è un albero appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae, genere Pistacia.
Coltivato fin dalla preistoria nel Medio Oriente e principalmente in Persia, venne introdotto in Occidente dagli Arabi.
La coltivazione dei pistacchi iniziò in Sicilia al tempo della dominazione araba, quando i frutti del pistacchio vennero conosciuti ed apprezzati dai siciliani.
Ancora oggi in Italia il pistacchio viene coltivato quasi esclusivamente in Sicilia.
Per l’ottima qualità sono famosi ed apprezzati in tutto il mondo i pistacchi siciliani di Bronte, un paese in provincia di Catania.
Nel 2009 l’Unione europea ha riconosciuto al Pistacchio di Bronte la Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.).
Il termine “pistacchio” deriva dal persiano “pesteh”, trasformato in “fustuaq” dagli Arabi.
Non è, quindi, un caso che in dialetto siciliano la pianta del pistacchio venga chiamata “frastucara” e il frutto “frastuca” (o “festuca”).

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