Ricetta Tequeños di Redazione, Pubblicata il 18/09/2018, Aggiornata il 20/06/2024
Per i tequeños: 500 g di farina di grano, 250 g di burro, 1 uovo, acqua calda (circa 8-10 cucchiai), 1 cucchiaino di sale.
Per farcire: circa 600 g di formaggio bianco semi-stagionato.
Per friggere: 1 l di olio di semi di arachidi.
PREPARAZIONE
Sciogliere il burro al microonde o a bagnomaria, poi lasciarlo raffreddare.
Porre la farina in una larga ciotola e formare la classica fontana.
Versare nella cavità l’uovo sbattuto, il burro ed il sale.
Iniziare a mescolare con l’aiuto di una forchetta, incorporando la farina a partire dai bordi della cavità.
Aggiungere, poi, a filo la quantità d’acqua occorrente per ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
La quantità di liquido dipende dalla capacità di assorbenza della farina.
Continuare a lavorare l’impasto a piene mani per circa 8-10 minuti o fino a quando diventerà elastico e non si attaccherà più alle mani.
Formare una palla , coprirla e lasciarla riposare per 30 minuti a temperatura ambiente.
Nel frattempo, tagliare il formaggio in bastoncini lunghi da 5 a 7 cm e spessi 1,5-2 cm.
Metterli in frigorifero fino al momento di adoperarli.
Trascorso il tempo di riposo della pasta, dividerla in 2 porzioni per poterla lavorare meglio.
Con il matterello infarinato stenderla sulla spianatoia leggermente spolverata di farina, fino ad ottenere una forma rettangolare di circa 2 mm di spessore.
Con un coltello affilato tagliare la pasta in strisce larghe circa 2 cm e lunghe circa 12 cm.
Appoggiare un bastoncino di formaggio ad un’estremità della prima striscia e, allungando di volta in volta leggermente la pasta, arrotolarlo in diagonale fino a quando non sarà completamente ricoperto di pasta.
Fare attenzione ad accavallare bene la pasta, a non lasciare spazi vuoti e a chiudere perfettamente le estremità, in modo da sigillarle.
Appoggiare il tequeño su un vassoio infarinato.
Ripetere l’operazione fino a ricoprire di pasta tutti i bastoncini di formaggio.
Scaldare l’olio a fuoco vivo in una padella dai bordi alti.
Non appena l’olio diventerà caldo, abbassare la fiamma ad un valore medio.
Appena l’olio inizierà a generare delle piccole bollicine, immergere pochi tequeños alla volta.
Lasciarli friggere per circa 2-3 minuti rigirandoli con un mestolo forato.
Appena diventeranno croccanti e dorati, prelevarli e metterli su carta assorbente da cucina a perdere l’unto in eccesso.
I tequeños possono essere gustati dopo un paio di minuti, per non correre il rischio di ustionarsi.
Se si preferisce non friggere i tequeños, cuocerli fino a doratura nel forno preriscaldato a 200°C, rigirandoli a metà cottura.
In totale, occorreranno all’incirca 8-10 minuti.
Il termine “tequeño” non ha un significato preciso nella lingua spagnola.
Anche l’origine della ricetta è piuttosto incerta.
Si ipotizza una connessione tra il termine e la città di Los Tequies, capoluogo dello Stato di Miranda, che si trova a circa 40 km dalla capitale del Venezuela Caracas.
Sembra che il piatto sia nato a Los Teques.
Si racconta che la ricetta sia stata inventata negli anni 20 del XX secolo dalle sorelle Baez, che vivevano a Los Tequies.
Inizialmente la ricetta non aveva un nome.
Con il passare del tempo venne chiamata “deditos de queso” (ditini di formaggio).
In seguito, l’alimento prese il nome dalla gente che vendeva la specialità.
Infatti, venditori provenienti da Los Teques si recavano a Caracas per vendere nei mercati i “deditos de queso”.
Con il passare del tempo i “deditos de queso” presero il nome con cui veniva chiamata la gente che li vendeva, cioè “tequeños”, che significa “provenienti da Los Teques”.
Un’altra teoria attribuisce l’invenzione della ricetta al cuoco di una ricca famiglia di Caracas, che possedeva una casa per le vacanze a Los Teques.
Anche in questo caso la parola “tequeños” farebbe riferimento agli abitanti di Los Teques.
Altri studiosi del settore, invece, hanno elaborato una terza tesi.
Essi indicano come luogo di nascita dei tequeños l’antico barrio (quartiere) El Teque che si trova a Caracas, nella parrocchia di Altagracia.
Nel tempo, i tequeños avrebbero preso il nome del barrio.
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