Biancomangiare alle mandorle con pesche sciroppate
Vota!
5/5 (1 Voto)

INGREDIENTI

Per il budino:
½ l di latte di mandorle, 100 g di amido per dolci, 50 g di zucchero, 200 g di pesche sciroppate.
Per decorare
gelatina di pesche e fettine di pesca q.b.

PREPARAZIONE

Sgocciolare le pesche sciroppate e tagliarle a dadini.
Versare l’amido, la cannella e lo zucchero in un pentolino ed aggiungere, poco per volta, il latte di mandorle, mescolando in continuazione per non formare grumi.
Cuocere a fuoco lento, mescolando sempre dallo stesso verso.
Lasciare addensare e spegnere appena cominciano ad apparire le prime “bollicine”.
A cottura ultimata, togliere il biancomangiare dal fuoco ed unire la metà delle pesche a dadini.
Versare la crema in uno stampo, precedentemente bagnato e ben sgocciolato.
Fare raffreddare il biancomangiare in frigorifero per alcune ore, in modo che si rassodi perfettamente.
Appena freddo, capovolgere il budino in un piatto da dessert.
Decorare il biancomangiare con la gelatina e fettine di pesca.

NOTIZIE STORICHE

  • Il dolce prende il nome dal colore bianco dell’ingrediente principale con cui viene preparato: il latte vaccino o quello di mandorla.
  • La ricetta del Biancomangiare (o Bianco mangiare) affonda le sue radici nel periodo medievale.
  • Probabilmente la preparazione nacque in Francia.
  • Lo si presume dal fatto che in antiche raccolte di ricette si fa riferimento a dolci chiamati “Blanc mangieri, Balmangier, Bramangére”, terminologie di chiara origine francese.
  • Tale opinione è supportata dal fatto che, ancora oggi, nella Val d’Aosta il dolce prende il nome di “Blanc Manger”.
  • Il biancomangiare si diffuse in Italia intorno all’XI-XII secolo e divenne uno dei dolci preferiti dagli aristocratici.
  • Si è a conoscenza, infatti, che la contessa Matilde di Canossa, che per quarant’anni regnò su uno Stato che si estendeva su buona parte dell’Italia settentrionale e centrale, inserì il Biancomangiare tra i dolci portati in tavola durante il pranzo, avvenuto nel castello di Canossa nel 1077, subito dopo la riconciliazione tra il papa Gregorio VII (al secolo Ildebrando di Soana), ed Enrico IV, imperatore del Sacro Romano Impero.
  • Il biancomangiare nei secoli successivi divenne uno dei dolci preferiti dalla nobiltà siciliana, tanto da entrare nella Letteratura.
  • Cita il dolce, per esempio, Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne “il Gattopardo”, quando, durante l’incontro tra il principe Fabrizio Salina e il superficiale e sbruffone generale Pallavicino, descrive il protagonista del romanzo

    “mentre degustava la raffinata mescolanza del biancomangiare, pistacchio e cannella racchiusa nei dolci che aveva scelto…”

  • Il Biancomangiare è uno dei dolci tradizionali di due regioni italiane geograficamente lontane tra di loro: la Val d’Aosta e la Sicilia.
  • In Val d’Aosta il dolce prende il nome di Blanc Manger e viene preparato in due varianti, l’una preparata con latte di mandorla e l’altra con latte di mucca.
  • Anche in Sicilia ne esistono numerose varianti.
  • La più accreditata utilizza mandorle tritate, latte, amido, zucchero o miele, cannella e buccia di limone grattugiato.
  • Ci si sbizzarrisce soprattutto nella decorazione del dolce: cioccolato, foglie di limone, pezzetti di frutta candita (soprattutto di agrumi), pistacchi, gelsomini…
5/5 (1 Voto)

RICETTE SIMILI E CONSIGLI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here