SEADAS (CON FORMAGGIO COTTO)

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INGREDIENTI PER 4 PERSONE

Per l’impasto:
500 g di farina di semola di grano duro, 70 g di strutto, 3 uova, un pizzico di sale.
Per la farcia:
500 g di pecorino sardo fresco (non più di 5 giorni di stagionatura), la buccia grattugiata di un limone (o di un’arancia) non trattato.
Per spennellare:
acqua o 1 albume d’uovo.
Per friggere:
olio extravergine d’oliva o di semi di arachidi.
Per addolcire:
miele amaro di Corbezzolo o di Castagno.

PREPARAZIONE

Disporre la farina sulla spianatoia e formare la classica fontana.
Mettere al centro della cavità le uova ed il sale sciolto in un dito di acqua tiepida.
Amalgamare il tutto prima con l’aiuto di una forchetta e, poi, lavorare l’impasto a piene mani.
Aggiungere lo strutto e continuare ancora ad amalgamare gli ingredienti, fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico.
Lasciare riposare la pasta per almeno 30 minuti.
Nel frattempo, tagliare a scaglie il formaggio e scioglierlo in un tegamino con poco più di 300 ml d’acqua,o comunque la quantità di acqua necessaria perché il formaggio non si attacchi al tegame.
Mescolare, poi, la crema di formaggio con la buccia grattugiata del limone (o dell’arancia).
Stendere il formaggio fuso su un vassoio appena unto d’olio e lasciarlo raffreddare.
Tagliarlo, quindi, a dischi di 6-8 cm di diametro con un coppapasta.
A questo punto, riprendere la pasta, dividerla in un panetti uguali e con un matterello stendere ogni panetto in un disco sottile del diametro di 10-12 cm circa.
Dovendo, per la preparazione, successivamente sovrapporre i dischi, avere l’accortezza di ricavare dall’impasto un numero pari di dischi.
Cospargere di tanto in tanto il matterello con la farina, altrimenti la pasta si potrebbe attaccare al legno.
Mettere su ogni disco una ruota di formaggio e ricoprirlo con un altro disco, dopo averne spennellato il bordo con acqua o con un albume sbattuto.
Passare le dita attorno al ripieno per fare aderire bene la pasta e sigillare accuratamente i bordi di ogni seada.
Appena tutte le Seadas saranno pronte, riscaldare leggermente il miele a bagnomaria o al microonde.
Friggere, poi, poche Seadas alla volta in olio profondo, ben caldo.
Metterle, quindi, a sgocciolare su carta assorbente da cucina e cospargerle con un velo di miele, lasciandolo cadere a filo con un cucchiaio.
Servirle ben calde.

NOTE

  • Le Seadas sono una preparazione tipica sarda ed una delle più conosciute al di fuori dei confini della Sardegna.
  • Esistono due versioni principali di Seadas: una a base di formaggio cotto ed uno a base di formaggio crudo.
    Quest’ultima versione è detta “a sa mandrona”, ossia “alla maniera della poltrona”, cioè della massaia pigra.
  • Per tradizione, i dolci vengono preparati in occasione delle Feste natalizie.
    Nei tempi antichi, invece, erano considerate dei doni che le donne preparavano come benvenuto da offrire ai pastori di ritorno dalla transumanza.
  • Essendo a base di formaggio pecorino sardo appena stagionato, il piatto è sicuramente nato nelle zone dell’isola più legate tradizionalmente alla pastorizia, quali, ad esempio, la Barbagia o il Logudoro.
  • Oggi, però, il dolce è uscito fuori dall’ ambiente di origine e viene prodotto in tutte le zone dell’isola.
  • Nei tempi antichi, essendo a base di formaggio, veniva considerato un secondo piatto.
  • Oggi, l’aggiunta di miele (o di zucchero a velo) ne fa una preparazione dolce.
  • Le seadas devono essere consumate entro 2-3 giorni al massimo.

VARIANTI

  • Ogni famiglia sarda, poi, ha una propria versione del dolce, preparato con modifiche o sostituzioni degli ingredienti-base.
  • Alcuni sostituiscono parzialmente o totalmente la semola di grano duro con la farina di grano tenero oppure non adoperano le uova, sostituendole con acqua tiepida.
  • Altri sostituiscono la buccia grattugiata del limone con quella di un’arancia.
  • Altri, ancora, adoperano la ricotta di pecora al posto del pecorino sardo.
  • Altri, infine, immergono ogni seada nel miele oppure sostituiscono il miele con zucchero a velo.
  • Per quanto riguarda, poi, il grasso di frittura, alcuni preferiscono lo strutto, che rende la frittura più saporita; altri invece adoperano il burro o un miscuglio in parti uguali di burro e olio.

CURIOSITA’:
Preparazione tipica della tradizione sarda.

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