TIRAMISÙ ALLE FRAGOLE

Tiramisù alle fragole
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INGREDIENTI PER 6 PERSONE

300 g di savoiardi, 5 uova medie, 500 g di mascarpone, 5 cucchiai di zucchero, 1 bustina di vanillina.
Per la bagna:
400 g di fragole, 200 g di zucchero, 500 ml di acqua, il succo di ½ limone, 4 cucchiai di maraschino.
Per decorare:
150 g di fragole.

PREPARAZIONE

Per prima cosa preparare la bagna.
Frullare le fragole assieme allo zucchero, all’acqua ed al succo di limone.
Versare il composto in una casseruola e portarlo ad ebollizione.
Lasciarlo ridurre a fuoco basso per una ventina di minuti.
Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare il composto, prima di incorporarvi il maraschino.
Lavorare il mascarpone con un cucchiaio di legno, fino a ottenere una crema liscia ed omogenea.
In una ciotola sbattere i tuorli con la frusta elettrica assieme allo zucchero, fino a quando diventeranno gonfi e spumosi.
Unire alla crema di uova la vanillina ed il mascarpone, avendo l’accortezza di aggiungere quest’ultimo poco alla volta, sbattendo con le fruste a bassa velocità.
Montare gli albumi, fino a quando raggiungeranno una consistenza ben soda ed incorporarli delicatamente al composto, con un movimento dal basso verso l’alto.

Immergere velocemente un savoiardo alla volta nella bagna e rivestire il fondo di una pirofila da portata.
Coprire i biscotti con uno strato di crema al mascarpone.
Ricoprire con un altro strato di savoiardi imbevuti di bagna e proseguire così fino al termine degli ingredienti.
Terminare con uno strato di crema al mascarpone.
Livellare accuratamente la superficie del tiramisù.
Decorare il tiramisù con fragole a fettine e/o intere, seguendo la fantasia personale.
Coprire con la pellicola per alimenti e mettere a raffreddare nel frigorifero per circa 3 ore.
L’ideale sarebbe preparare il tiramisù alle fragole il giorno prima.

NOTIZIE STORICHE

Sono molte le regioni italiane che rivendicano la paternità del Tiramisù, uno dei più famosi dolci al cucchiaio.
In Piemonte, Veneto e Toscana sono nate numerose leggende sull’origine del dolce.
Particolarmente suggestiva è la leggenda che lega il Tiramisù alla città di Siena.
Se ne tramandano due versioni.
La prima racconta che la Corporazione dei pasticceri senesi creò la “Zuppa del duca”, in onore del duca di Coreggio, inviato a Siena per sedare la contesa tra i Senesi e gli Spagnoli da Cosimo I de’ Medici (Firenze, 12 giugno 1519 – Villa di Castello, 21 aprile 1574), signore di Firenze e primo granduca di Toscana.
La più accreditata è, però, la seconda versione della leggenda, secondo la quale il dolce venne creato verso la fine del XVII secolo dai Senesi, che lo prepararono in onore di Cosimo III de’ Medici (Firenze, 14 agosto 1642 – Firenze, 31 ottobre 1723), Granduca di Toscana dal 1670 al 1723, che risiedette per un certo periodo a Siena.
Al Granduca piacque tanto il dolce, che, al suo rientro a Firenze, portò con sé la ricetta.

Dalla città toscana la “Zuppa del duca”, in seguito, si sarebbe trasferita nelle zone di Treviso e di Venezia.
In quest’ultima città venne grandemente apprezzata dalla classe nobiliare, che denominò il dolce “Tiramisù”, ritenendo che, degustato prima di incontri amorosi, avesse proprietà afrodisiache ed energetiche.
Da allora la fama del Tiramisù si diffuse in tutta la penisola, per poi varcare i confini nazionali.
Anche le altre regioni che rivendicano la paternità del dolce hanno le loro leggende.
In Piemonte si narra che sia stato un pasticcere piemontese a creare il dolce in onore di Camillo Benso, conte di Cavour (Torino 1810 – Torino 1861), che, impegnato nelle vicende legate alla riunificazione d’Italia, aveva bisogno di “tirarsi su”.

In Veneto, invece, circola il racconto che il dolce sia nato alla fine del XVIII secolo per mano del cuoco di un ristorante ubicato nelle vicinanze di una casa “chiusa”, al fine di dare una sferzata di energia ai clienti.
Il dolce di cui abbiamo finora dissertato somiglia solo vagamente al Tiramisù odierno.
La ricetta del Tiramisù classico, che tutti conosciamo, divenne universalmente nota negli anni ’70, quando tutte le riviste di cucina ne resero noti sia gli ingredienti (biscotti, caffè e mascarpone) che la modalità di preparazione.
In seguito, si diffusero numerose varianti del dolce, per lo più a base di frutta.

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