Ricetta Tartufo Cioccolato e Nocciola di Redazione, Pubblicata il 25 Aprile 2018, Aggiornata 2 Settembre 2026
Dosi per 10 persone
Per il gelato
500 g di gelato di cioccolato
500 g di gelato di nocciole
Per salsa al cacao
85 g di cacao in polvere amaro
110 ml di acqua
170 g di zucchero
13 g di destrosio
Per decorare
100 g di cacao amaro in polvere
AVVERTENZA
Se non si dovessero utilizzare tutti i tartufi, sistemare quelli rimasti in un contenitore di plastica con coperchio ed inserirli nuovamente nel congelatore.
I tartufi possono rimanere nel congelatore all’incirca per un mese.
Passarli nel cacao amaro in polvere appena prima di servirli.
NON TUTTI SANNO CHE
Il Tartufo Nero di Pizzo Calabro, a base di gelato al cioccolata e di gelato nocciola con un cuore morbido di salsa al cioccolato, è probabilmente il tartufo più famoso italiano.
Esso nacque per puro caso nel 1952, nel laboratorio di una gelateria, sita in piazza della Repubblica, chiamata Gelateria Dante, dal nome del proprietario Dante Veronelli, un pasticcere messinese trapiantato a Pizzo che nel 1940 aveva rilevato una gelateria preesistente.
In occasione di un matrimonio patrizio, il pasticcere messinese, Giuseppe de Maria, detto “don Ciccio, che collaborava con Dante Veronelli, non avendo più a disposizione stampi in cui inserire i gelati, con un lampo di genio ebbe l’idea di utilizzare come contenitore il palmo della propria mano.
Sovrappose nel palmo della mano uno strato di gelato di cioccolato ed uno di gelato di nocciola, all’interno dei quali inserì del cioccolato fluido.
Formata una palla irregolare, l’avvolse in un foglio di carta alimentare e la mise a raffreddare.
Nacque così il celeberrimo Tartufo di Pizzo, il primo gelato europeo ad avere ottenuto il riconoscimento di I.G.P. (Indicazione Geografica Tipica), con tanto di disciplinare pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale serie Generale n. 288 del 12-12-2007.
CURIOSITÀ
In passato i gelatieri modellavano a mano il tartufo nero.
Ancora oggi, molti gelatieri di Pizzo continuano a modellare il gelato come da tradizione.
Altri preferiscono dare forma al tartufo con un porzionatore, il cui uso facilita il modellamento e velocizza i tempi di realizzazione.
Cucina con attenzione
Le informazioni pubblicate su FraGolosi sono fornite a scopo informativo e non sostituiscono indicazioni mediche, nutrizionali o professionali. La preparazione e il consumo delle ricette restano una scelta personale e sotto la responsabilità di chi le utilizza.
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