La Crapiata Materana (in dialetto “la crapiet”) è un piatto tipico della cucina povera di Matera.
Si tratta di un piatto tradizionale, le cui origini risalgono al periodo degli antichi romani.
Nei tempi antichi la crapiata era legata all’ambiente contadino e la sua preparazione era un vero e proprio rito, legato alla celebrazione del raccolto.
Risale al tempo in cui i contadini, ogni anno, il primo giorno di agosto, si riunivano tutti insieme per festeggiare la fine del raccolto.
Ciascuna donna materana portava una piccola quantità di ciò che era rimasto del raccolto dell’anno precedente,: cicerchie, fagioli, ceci, fave, lenticchie, piselli (tutti rigorosamente secchi), grano, patate novelle, olio e sale.
Tutti gli ingredienti venivano cotti in un grande calderone e poi tutti insieme mangiavano la zuppa e festeggiavano.
La crapiata era, dunque, il piatto della collettività e non della singola famiglia,
Questa usanza è rimasta in vita ancora oggi.
Infatti, il rito della preparazione e degustazione della Crapiata viene ancora oggi celebrato a Matera il 1 Agosto di ogni anno nel borgo La Martella.
In tale occasione viene cotta un’enorme quantità di Crapiata, che viene distribuita ai residenti, ai curiosi ed ai turisti.

28 Febbraio 2022 / Aggiornata il 28 Febbraio 2022

Ricetta Crapiata Materana

di FraGolosi

Categoria: Primi

Tempo totale: 2 ore e 15 min

Crapiata materana Crapiata materana
  • Tempo di preparazione
    Tempo di Preparazione 15 min
  • Tempo di cottura
    Tempo di Cottura 120 min
  • Porzioni
    Porzioni 5
  • Difficoltà
    Difficoltà Facile
  • Costo
    Costo Basso
  • Cucina
    Cucina Italiana

Crapiata Materana: Ricetta di FraGolosi

Ingredienti, Preparazione passo passo e Consigli



Ingredienti per 5 persone

    • 50 g di cicerchie secche

    • 50 g di ceci secchi

    • 50 g di fagioli borlotti secchi

    • 50 g di fagioli cannellini secchi

    • 50 g di lenticchie secche

    • 50 g di piselli secchi

    • 50 g di fave secche con la buccia

    • 200 g di grano duro

    • 300 g di patate novelle

    • 2 foglie di alloro

    • 2-3 peperoni cruschi

    • fette di pane tostato q.b.

    • olio extravergine d’oliva

    • sale

Come preparare la Crapiata Materana

Preparazione

Tenere in ammollo in acqua fredda per 12 ore tutti i legumi in modo da reidratarli.
Trascorso il tempo della reidratazione, sciacquarli e scolarli.
Metterli in un capiente tegame (preferibilmente di terracotta) ed unire il grano e le foglie di alloro.
Coprire con acqua fredda fino a superare di circa 3-4 dita la superficie degli ingredienti.
Lasciare cuocere, a fuoco dolce e a tegame coperto, per circa un’ora e mezza, mescolando ad intervalli regolari.
Poi, aggiungere le patate in pezzi e proseguire la cottura per altri 30 minuti o fino a quando i legumi si saranno cotti e le patate si saranno disfatte.
Unire il sale solo a fine cottura.
Al bisogno, in corso d’opera aggiungere acqua calda quando la zuppa si asciuga troppo.

A cottura ultimata, eliminare le foglie di alloro e trasferire la crapiata materana ben calda nelle ciotole e condirla con un filo d’olio e completare con una spolverata di peperoni cruschi macinati al momento.
Accompagnarla con fette di pane di Matera tostate e con un bicchiere di ottimo vino rosso del territorio.

In estate, la crapiata materana può essere gustata anche fredda.

A PROPOSITO DEL GRANO

Se si utilizza del grano duro al naturale, metterlo in ammollo assieme ai legumi, poi seguire le indicazioni della ricetta.
Se, invece, si adopera del grano precotto, non è necessario farlo reidratare.
Pertanto, occorre aggiungerlo ai legumi secchi direttamente nel tegame.

VARIANTE:

La ricetta da noi suggerita è quella originale della tradizione classica, quando la Crapiata veniva preparata solo con legumi, grano e patate novelle.
Nel tempo sono stati aggiunti alla zuppa altri ingredienti: cipolla, pomodorini, carota, sedano, peperoncino.
Ciascuno si regoli a proprio piacimento.

ETIMOLOGIA DEL TERMINE “CRAPIATA”

L’origine del nome “Crapiata” è incerta e sull’argomento esistono varie ipotesi.
Alcuni ritengono che derivi dal greco “Κράμπε”, termine con cui si indicava la pianta delle leguminose, parola in seguito italianizzata in “crampa o cramba”.
Altri credono che il nome “crapiata” derivi dalla parola di origine calabrese “crápia”, con cui si indicava il treppiede sul quale si appoggiava il calderone nel quale veniva cotta la zuppa.
Altri ancora sono convinti che il termine derivi dalla parola latina “crapula”, che significa “ubriachezza”, giacché è plausibile che i contadino accompagnassero la zuppa con abbondanti libagioni di vino.
Infine, altri ipotizzano che il termine “crapiata” derivi da “crapa”, parola dialettale per “capra”, giacché in passato era usuale uccidere e mangiare una capra la domenica di agosto successiva alla fine del raccolto.

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FraGolosi

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