Maccheroni freschi alla norma
Maccheroni Freschi alla Norma
Vota!
0/5 (0 Voti)

I maccheroni freschi alla norma sono un piatto della cucina tradizionale catanese, comune però in tutta l’isola.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

Per i maccheroni:
300 g di farina di grano duro, 1 uovo, acqua tiepida q.b. (circa 120 ml), 1 pizzico di sale.
Per il sugo alla Norma:
3 melanzane1 kg di pomodori maturi per salsa, 1 spicchio d’aglio, qualche foglia di basilico, olio extravergine d’oliva, sale e pepe.
Per completare:
200 g di ricotta infornata salata, stagionata da grattugia.
Per decorare:
foglioline di basilico.

PREPARAZIONE

Disporre la farina e formare la classica fontana.
Unire un pizzico di sale e versare al centro della fontana l’uovo precedentemente sbattuto.
Cominciare a raccogliere la farina prima con una forchetta e, poi, con le mani.
Aggiungere, a poco a poco, l’acqua.
Continuare ad impastare per un decina di minuti, fino ad ottenere un impasto sodo ed elastico.
Lasciarlo riposare, coperto con un tovagliolo, per 30 minuti.
Dividere, quindi l’impasto in bastoncini della larghezza massima della dimensione si un dito mignolo e tagliare la pasta a piccoli cilindri di circa tre cm.

Posare su ogni tocchetto un sottile stelo di giunco (o un ferro da calza) e con una leggera pressione delle dita farlo penetrare all’interno della pasta.
Poi, portando le due mani, aperte e affiancate l’una all’altra, avanti e indietro, ricoprire il “ferretto” di pasta.
Sfilare, quindi, delicatamente il maccherone dal “ferretto”, facendo attenzione a non pressarlo, per evitare la chiusura del buco interno.
Posarlo su un vassoio infarinato o cosparso di semolino.
Utilizzare lo stesso procedimento per preparare tutti i maccheroni, tenendo presente, disponendoli sul vassoio, di non sovrapporli, per evitare che si attacchino l’uno all’altro.
Lasciarli asciugare per almeno 60 minuti.

Nel frattempo, passare alla preparazione del sugo alla Norma.
Versare 5 cucchiai d’olio in un tegame e rosolarvi lo spicchio d’aglio, lasciandolo imbiondire.
Lavare i pomodori, tagliarli a metà ed eliminare i semi e l’acqua di vegetazione.
Sminuzzarli e metterli nel tegame assieme a qualche foglia di basilico spezzettato a mano.
Insaporire di sale e lasciarli cuocere, a fuoco basso e a tegame semicoperto, fino a quando saranno ben spappolati.
Durante la cottura avere l’accortezza di mescolarli di tanto in tanto, per evitare che i pomodori si attacchino al fondo del tegame.
A cottura ultimata, passare i pomodori con il passaverdure e rimettere la passata nel tegame, in modo da lasciarla restringere a fuoco basso.
Appena la salsa diventerà della densità desiderata, controllare di sale, insaporire di pepe (se gradito) e spegnere.

Passare, quindi, alla preparazione delle melanzane.
Lavarle, asciugarle e senza sbucciarle tagliarle, nel senso della lunghezza, a fette dello spessore di circa 1,5 cm.
Sistemare le fette di melanzane a strati in uno scolapasta, cospargendo ogni strato con sale grosso.
Appoggiarvi sopra un coperchio con un peso e lasciarle sgocciolare per almeno 30 minuti, in modo da eliminare tutta l’acqua di vegetazione.
Dopo mezz’ora, strizzare le fette di melanzane tra le mani, per eliminare più acqua possibile, ed asciugarle con la carta da cucina.
Friggerle, poi, in abbondante olio caldo, evitando di colorirle troppo.
Metterle, quindi, ad asciugare su carta assorbente da cucina.

A questo punto, procedere alla preparazione del piatto.
Lessare la pasta in abbondante acqua salata e scolarla al dente.
Versarla in un piatto da portata (o nei piatti individuali) e condirla con la salsa di pomodoro, mescolata assieme ad un po’ di ricotta grattugiata.
Adagiarvi sopra le fette di melanzane fritta.
Aggiungere una bella spolverata di ricotta infornata stagionata e decorare con qualche fogliolina di basilico fresco.

NOTE SULLA PREPARAZIONE DEI MACCHERONI FRESCHI

  • La lunghezza dei cilindri è puramente indicativa.
    Può, infatti, essere maggiore, se si desiderano dei maccheroni un po’ più lunghi.
  • Il giunco è una pianta che vive in zone umide e ombrose, ma che può crescere anche su spiagge marittime.
  • Le nostre nonne, che preparavano la pasta in casa, facevano incetta dei suoi steli, li facevano asciugare e li conservavano accuratamente.

QUALCHE NOTIZIA SULL’ORIGINE DELLA PASTA ALLA NORMA

È opinione comune che sia stato il regista, sceneggiatore e commediografo catanese Nino Martoglio (Belpasso, 3 dicembre 1870 – Catania, 15 settembre 1921) a dare il nome alla ricetta.
Si racconta, infatti, che davanti ad un piatto preparato con salsa di pomodoro, melanzane fritte e ricotta salata egli abbia esclamato: “È una Norma”, paragonando la preparazione per il suo gusto eccezionale alle alte vette raggiunte in campo musicale dalla Norma di Vincenzo Bellini (Catania, 3 novembre 1801 –Puteaux, 24 settembre 1835), celebre compositore catanese, tra i più famosi compositori di opere liriche.
Secondo un’altra opinione sarebbero stati alcuni artisti che in quel periodo rappresentavano l’Opera lirica ad esclamare, dopo essere stati conquistati dalla magnificenza del piatto, che “era una Norma”, cioè eccezionale come è straordinaria l’opera di Bellini.
Qualunque sia la versione veritiera sull’origine del piatto, non è casuale che il nome che gli è stato attribuito sia quello dell’opera più famosa del compositore Vincenzo Bellini, verso il quale la città di Catania ha sempre dimostrato un’ammirazione incondizionata.

CURIOSITÀ

Pur essendo una ricetta tradizionale della cucina catanese, la Pasta alla Norma è diventata patrimonio gastronomico di tutta la Sicilia e non solo.
La pietanza viene preparata, infatti, in tutta la penisola ed è apprezzata anche all’estero.

0/5 (0 Voti)

RICETTE SIMILI E CONSIGLI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here