Mostarda di Uva alla Siciliana

La Mostarda di Uva alla Siciliana è una confettura tipica del periodo autunnale.
Viene preparata con il mosto a cui viene aggiunto lo zucchero.
La Ricetta della mostarda di uva, gli ingredienti e i consigli.

21 Gennaio 2009

Ricetta Mostarda di Uva alla Siciliana

di FraGolosi

Categoria: Dispensa

Mostarda di uva alla siciliana
  • Porzioni
    Porzioni 4
  • Difficoltà
    Difficoltà Facile
  • Costo
    Costo Basso
  • Cucina
    Cucina Italiana

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

Per la crema:
2 litri di mosto, 90 g di amido o farina per dolci per ogni litro di mosto ridotto, 100 g di zucchero per ogni litro di mosto ridotto.
Per insaporire:
100 g di mandorle tostate e/o 100 g di gherigli di noce (o di nocciole), 1 chiodo di garofano, la buccia di un mandarino grattugiata e/o alcune scorzette d’arancia essiccate e sminuzzate.
Per spolverizzare:
cannella in polvere.

PREPARAZIONE COL METODO MODERNO

Fare sobbollire il mosto appena pigiato, finché si ridurrà della metà mediante lenta evaporazione.
Lasciare raffreddare (anche per 12 ore).
Mescolare 100 ml di mosto con 90 gr di amido (o farina) e sciogliere bene con una frusta , per evitare che si formino dei grumi.
Unire, se gradito, un po’ di zucchero.
Versare il composto di farina nel rimanente mosto, mescolare accuratamente e porre sul fuoco.
Lasciare bollire con il chiodo di garofano intero o ridotto in polvere, rigirando in continuazione, fino a quando la mostarda avrà raggiunto una giusta consistenza.
A cottura ultimata, fuori dal fuoco, aggiungere le mandorle e le noci sminuzzate o intere se preferite.
Unire, quindi, la buccia grattugiata del mandarino e/o le scorzette d’arancia.
Versare il composto in apposite formine, dal fondo decorato, precedentemente bagnate.
In mancanza delle formine, versare la mostarda in una ciotola o in un piatto inumiditi.
Lasciare raffreddare la mostarda di uva siciliana e cospargerla, se gradito, con la cannella.
Mangiare subito oppure conservare in frigorifero per alcuni giorni.

VIDEO RICETTA DELLA MOSTARDA DI UVA ALLA SICILIANA

MOSTARDA D’UVA, NOTE E CONSIGLI

  • Alcuni fanno ridurre il mosto di un terzo.
  • Le dosi classiche sono le seguenti:
    90 g di amido (o farina) e 100 g di zucchero per ogni litro di mosto, precedentemente ridotto.
  • La quantità di zucchero dipende dai gusti.
    Chi preferisce una mostarda dal sapore più asprigno eviterà di zuccherarla.
  • Una volta rassodata, la mostarda siciliana può essere consumata subito o conservata per essere gustata durante le festività natalizie.
  • In quest’ultimo caso, esporre le formine al sole per 3-4 giorni, successivamente sfornarle, girarle dalla parte non esposta al sole nei giorni precedenti e lasciarle asciugare al sole per altri 2-4 giorni.
  • Quando la mostarda d’uva sarà ben asciutta, avvolgerla in carta oleata e conservarla in contenitori con coperchio.


FraGolosi

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29 commenti all'articolo “Mostarda di Uva alla Siciliana”

  1. parisi antonina ha detto:

    :-) Vivo en argentina soy Siciliana

  2. salvatore ha detto:

    mia nonna e mia mamma hanno sempre messo in una garza o un panno di lino della cenere di legna che va messa dentro il mosto in ebollizione per dare un sapore meno aspro.

  3. tatiana ha detto:

    Anche chi soffre di celiachia può godere di questo meraviglioso dolce della tradizione siciliana, basta sostituire l’amido o la farina con amido di mais o la fecola di patate… buon appetito

  4. cetti ha detto:

    grazie a chi pubblica queste antiche ricette siciliane, io le intendo tramandare ai bambini attraverso gli incontri natura con le scuole.

    • FraGolosi ha detto:

      Grazie mille…. Anche il nostro intento è quello di coniugare insieme memoria e antichi sapori.
      Continua a tramandare ai bambini le antiche tradizioni gastronomiche, in modo che esse non vadano perdute! In bocca al lupo e a presto! Aspettiamo tue news :-)

  5. Apollonia ha detto:

    vorrei provare a fare la ricetta di queste deliziose mostarde siciliane, di cui vado molto ghiotta, e porre la seguente domanda : al posto del mosto, (che non so dove procurarmi), si puo’ utilizzare del vino ? e quale ? (rosso, bianco, dolce?)
    Grazie se qualcuno puo’ rispondermi

    • FraGolosi ha detto:

      Ciao Apollonia, mi dispiace deluderti, ma la ricetta tradizionale siciliana prevede l’utilizzo del mosto e non del vino. Solitamente è facile poterlo acquistare, durante il periodo della vendemmia (settembre-ottobre). A presto..

  6. Apollonia ha detto:

    grazie per la risposta FraGolosi, ma il problema é che io abito a Parigi, e non so proprio dove andare a procurarmi il mosto !
    Altra domanda : ho pensato a comprare queste mostarde siciliane via Internet, ma non ho trovato nessun e-negozio al riguardo.
    Sapreste indicarmi se ne esiste qualch’uno ?
    Grazie ancora in anticipo,
    Cordialità.

    • FraGolosi ha detto:

      Ciao Apollonia.. Certo a Parigi sarà molto difficile trovare il mosto :-) Non sappiamo dove puoi acquistarlo via internet, ma se lo scopriremo ti informeremo!!!Spero riuscirai cmq a farti una bella mostarda di uva! A presto!

  7. mary schweizer ha detto:

    oggi per la prima volta ho fatto la mostarda con del´uva che ho nel mio giardino. Certo, di sicuro é che la mia uva é al 100% biologica…..ma che fatica….. la mia domanda: e´possibile fare la mostarda con del succo d´uva che si trova al supermercato? grazie e ciao a tutti.

  8. mariarosa ha detto:

    si mette la cenere non di legno ma di “sarmenti” (i tralci legnosi della vite)nel mosto per togliere l’agro e poi si schiuma con un mazzetto di nepetella;non si aggiunge zucchero perchè con questo procedimento viene già abbastanza dolce; se si lascia bollire per un po’ di più tempo (fino a farlo diventare della consistenza di uno sciroppo), otteniamo il vino cotto utile per la preparazione di alcuni dolci siciliani ma che mia nonna (e comunque anche le nonne di altre mie amiche)utilizzava per dare al sugo di coniglio un aroma particolare.

  9. rosanna ha detto:

    Ho letto la ricetta nn vedo l’ora di provarla qualcuno pero’ mi ha suggerito ke nn si aggiunge zucchero nella preparazione fatta cuocere e restringere cn la cenere. Mi è stato dato il composto ottenuto dentro barattoli di vetro per poi ottenere la mostarda secondo ricetta. Mi è stato detto da ki ha fatto proced bollitura ke il composto ancora caldo è stato messo nei barattoli e ke nn è necessario quindi bollire barattoli per sterilizzarli. E’ vero? Posso stare tranquilla? Se la risposta è si quanto tempo eventualmente posso conservare il composto in tali barattoli ancora da aprire?

  10. roberta ha detto:

    Scusate ma ho letto e riletto la ricetta e temo ci sia un errore. Per ottenere il dolce illustrato nella foto alla fine del procedimento bisogna versare il composto in delle apposite terrine possibilmente di coccio e aspettare che si raddensi. Si può consumare fresco o lasciarlo seccare per l’inverno.
    Inoltre io so che la cenere che voi riportate nella ricetta tradizionale si usa anche per bloccare la fermentazione dell’uva che altrimenti potrebbe creare fastidiosi inconvenienti.
    Se lo si versa nei barattoli si ottiene una specie di marmellata o comunque un composto spalmabile diverso dalla mostarda siciliana.

    • FraGolosi ha detto:

      Ciao Roberta, onde evitare fraintendimenti, abbiamo modificato la ricetta, attenendoci alla versione tradizionale della ricetta.
      Grazie per il tuo intervento e a presto!

    • Maria rosa ha detto:

      La fermentazione viene bloccata dalla bollitura, la cenere di sementi si aggiunge per addolcire il mosto e per non aggiungere lo zucchero.

  11. Gustavo ha detto:

    questa è la vera ricetta come la faceva mia nonna grazie¡¡¡¡¡¡¡¡¡

  12. catena ha detto:

    speriamo che venga bene

  13. catena ha detto:

    speriamo che viene buona

  14. Rosalba ha detto:

    Mi ricorda la mia gioventù’, ma a Milano dove lo trovi il mosto

  15. isabella ha detto:

    alcuni aggiungono la cenere della vite

  16. Salvo ha detto:

    e vero e buona fatta cosi…..io la faccio con l’aggiunta della cenere..x tpgliere l’acidità..poi la filtro….buonissima..cosi la faceva mia nonna

  17. Enrico ha detto:

    Infatti.. La tradizione vuole che il mosto venga fatto oltre con 10grammi di cenere fatta con i rametti della vite, .dopo 12 ore il mosto viene filtrato con una calza di nylon e poi viene aggiunto circa 120 grammi di farina……

  18. Serafina ha detto:

    Nel mosto appena pigiato aggiungo in un litro un pizzico di cenere e lo motto sul fuoco appena prende il bollore lo spengo Il giorno dopo lo filtro e in un litro di mosto inggiunco 4 cucchiai da cucina di amido giro finché. Il composto si addensa come una crema al bollore spengo verso nelle ciotole metto su le mandorle tostate sminuzzate e la cannella Ottima ps la cenere serve per addolcire il vino toglie l’acidità del vino. Più cenere metti più dolce diventa

  19. Giulia ha detto:

    e se faccio la mostarda con l’uva fragola (o americana)?

    • FraGolosi ha detto:

      Ciao Giulia, la tradizione siciliana prescrive che la mostarda venga preparata con mosto di uva nera.
      Nonostante ciò, nulla vieta che si possa preparare anche con l’uva fragola.
      A presto!

  20. Nino ha detto:

    Un consiglio per consumarla tutto l’anno. Una volta ristretto il mosto, potete congelarlo e utilizzarlo in qualsiasi periodo dell’anno.

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