Uova alla Paprika

Ricetta Uova alla Paprika di , Pubblicata il 25 Settembre 2015, Aggiornata 21 Giugno 2026

“Le uova alla paprika sono un secondo piatto della cucina ungherese di media difficoltà. La ricetta è indicata per 6 persone.”
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Uova alla Paprika

Le Uova alla Paprika sono una pietanza della cucina tipica ungherese.
La Ricetta, gli Ingredienti e i Consigli.

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Come fare le Uova alla Paprika

Prima di iniziare, prepara tutti gli ingredienti e organizza gli utensili necessari per lavorare in modo più semplice e ordinato.

INGREDIENTI PER 6 PERSONE

6 uova, 350 g di ricotta ben sgocciolata, 3 cucchiai di parmigiano grattugiato, 3 cucchiai di groviera grattugiato, 3 cucchiaini di maizena, 4-5 cucchiai di latte, sale, pepe e paprika ungherese.

PREPARAZIONE

Lasciare sgocciolare la ricotta in un colino per almeno 30 minuti, poi versarla in una ciotola e schiacciarla con una forchetta.
In un’altra ciotola sciogliere la maizena nel latte, poi unire le uova.
Sbattere con una piccola frusta, poi aggiungere la ricotta ed il parmigiano grattugiato.
Insaporire di sale e di pepe ed amalgamare il tutto con la frusta.
Versare 4 cucchiai di olio in una padella di ferro o antiaderente.
Fare scaldare e, poi, versare il composto di uova e formaggi.
Con un movimento circolare, inclinare la padella, in modo che il composto ne ricopra uniformemente il fondo.
Coprire con un coperchio e fare cuocere a fuoco lento, agitando diverse volte la padella.
Avere l’accortezza di cambiare spesso la posizione della padella rispetto alla fiamma, in modo che la frittata abbia un colore uniforme.
Quando la frittata si staccherà dal fondo della padella, girarla appoggiando un piatto o un coperchio liscio sopra la padella.
Tenerlo fermo con la mano e capovolgere la frittata.
Rimettere la padella sul fuoco, versare un filo d’olio e fare scivolare la frittata dal piatto in padella, in modo che possa cuocere dall’altro lato.
A cottura ultimata, fare scivolare la frittata sul piatto da portata e cospargerla di groviera.
Insaporire, poi, la frittata di uova con della paprika ungherese e servire.

NOTE E CONSIGLI QUALCHE NOTIZIA SULLA PAPRIKA UNGHERESE

La Paprika è una spezia in polvere di colore rosso, che si ottiene a partire dal frutto maturo essiccato e macinato (compresi i semi) di diversi tipi di peperone tra i quali il “Capsicum annuum” dal quale si e ottiene il peperoncino rosso nostrano.
Il termine ungherese “Paprika” designa sia il peperone che la spezia che se ne ricava.
In cucina la paprika è utilizzata sia per il profumo che per il colore.
La Paprika è originaria dell’America del Sud ed è adoperata in molteplici paesi tropicali ed asiatici.
È anche presente nelle pietanze magrebine e in particolare spagnole, giacché la Spagna è una nazione in cui il consumo di paprika è elevato.
Basti pensare al “Chorizo”, un tipo di salsiccia di colre rosso a base di carne di maiale insaporita con la paprika.
Nell’immaginario collettivo, però, la paprika è il simbolo della cucina tradizionale ungherese.
Basti pensare ai celeberrimi “Gulash” e “Pörkölt” ungheresi che sono conosciuti in tutto il mondo.

In Ungheria esistono, infatti, condizioni favorevoli per la coltura della spezia, tanto che la Paprika ungherese viene ritenuta la migliore.
Sul mercato si trovano numerose varietà di Paprika, la cui diversificazione dipende dal sapore della spezia determinato dalle parti del peperoncino adoperate per la sua produzione e dal tipo di lavorazione.
Questi elementi rendono variabile il grado di dolcezza e di piccantezza della paprika
La spezia, infatti, può essere prodotta a partire dal peperoncino privato della placenta (la parte bianca della polpa dove hanno sede le ghiandole produttrici della capsicina che produce il sapore piccante), oppure dall’insieme di tutte le parti che costituiscono il peperoncino nella sua interezza.
A tale proposito è bene evidenziare che esiste una fondamentale differenza tra la paprika ungherese e altre tipologie di paprika.
La Paprika Ungherese si ottiene solo dal frutto ed è caratterizzata da un sapore dolce.
La Paprika piccante, invece, si ricava dall’intero frutto (compresa la placenta ed i semi) ed ha, pertanto, un sapore intenso.

QUALCHE RIFERIMENTO STORICO:

Come sappiamo, la paprika è una spezia che si ricava dal peperone (in ungherese chiamato “paprika”).
Quest’ortaggio venne scoperto da Cristoforo Colombo nel suo secondo viaggio verso le Americhe (1493) e da lui importato in Spagna.
Diffusosi in Europa nel XVI secolo, il peperone non venne apprezzato per il sapore ritenuto eccessivamente piccante.
L’ortaggio venne rivalutato solo quando nel XIX secolo si svilupparono varietà di peperone più dolci.
La paprika come spezia venne introdotta in Europa dagli ungheresi che la importarono dai turchi che a loro volta l’avevano importata dall’India.
Sembra che in Europa la paprika sia stata prodotta per la prima volta dai fratelli Pàlfi a Szeged (Seghedino) nel corso del XIX secolo.
Essi ottennero la spezia polverizzando la polpa secca del peperoncino, dopo averlo privato della placenta e dei semi in essa contenuti nei quali si concentra la capsicina, un composto chimico che rilascia un sapore piccante.
Utilizzando la sola polpa, i fratelli Pàlfi ottennero una paprika dal sapore dolce.

La paprika dolce, chiamata “édes o csemege” si differenzia, dunque, da quella piccante, denominata “cpisicös o erös”.
L’uso della paprika in Ungheria aumentò considerevolmente quando il chimico ungherese Albert Szent-György (Budapest, 16 settembre 1893 – Woods Hole, 22 ottobre 1986), premio Nobel nel 1938, scoprì che il peperone conteneva buone quantità di acido ascorbico e avrebbe pertanto potuto limitare la mancanza di vitamina C, flagello che ai tempi decimava la popolazione marinaresca ungherese, che si ammalava e moriva di “scorbuto”.
Ai giorni d’oggi, come in passato, in Ungheria, il momento del raccolto dei peperoni diventa un’occasione rituale gioiosa.
Lì8 settembre, vestite a festa, le donne ungherese raccolgono i peperoni e li infilzano con l’ago formando delle ghirlande che, poi, appendono ai muri delle case o a speciali sostegni in modo che si essicchino.
Quest’usanza ricorda quella delle donne dell’Italia meridionale ed insulare, le quali conservano allo stesso modo i pomodorini, in modo da poterli utilizzare durante la stagione invernale.

Consigli per la riuscita
  • Nei secondi con uova la semplicità spesso valorizza il piatto.
  • Curare la presentazione rende il risultato più invitante.
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Buone pratiche in cucina
  • Controlla attentamente gli ingredienti e utilizza materie prime di qualità.
  • Presta attenzione alle modalità di conservazione per mantenere gli alimenti freschi e sicuri.
  • Rispetta tempi e temperature di cottura per garantire una preparazione sicura e uniforme.
  • Verifica sempre la presenza di allergeni o ingredienti non adatti a chi consumerà il piatto.
  • In caso di dubbi legati alla salute o alla dieta, rivolgiti a un medico o a un professionista.
  • Lava accuratamente mani, utensili e superfici prima e dopo la preparazione degli alimenti.
  • Mantieni sempre puliti piani di lavoro e utensili per una preparazione ordinata e sicura.


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Redazione FraGolosi

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