Se ti stai chiedendo cos'è, cosa vuol dire, quale sia la definizione o semplicemente vuoi conoscere il significato di "Comfort Food" scoprilo qui nel glossario di cucina e gastronomia di FraGolosi.
Il termine comfort food si riferisce a quei cibi che, oltre a soddisfare il bisogno fisico di nutrimento, forniscono un benessere emotivo immediato. La traduzione letterale dall’inglese è “cibo di conforto” e, in effetti, si tratta di piatti in grado di evocare sentimenti di sicurezza, nostalgia, felicità e appagamento, spesso legati a ricordi positivi della propria infanzia, della cucina della nonna o di momenti familiari sereni.
Il comfort food non è un concetto puramente gastronomico, ma anche psicologico e culturale: è strettamente connesso alla memoria affettiva, alla ritualità del pasto e alla relazione personale che ogni individuo ha con il cibo. Viene spesso consumato nei momenti di stress, stanchezza, tristezza o malinconia, quando si cerca, attraverso il sapore, una forma di sollievo emotivo.
In Italia: pasta al forno, lasagne, polenta, pane e cioccolato, minestrone, torte di mele, purè di patate.
Negli Stati Uniti: mac and cheese, zuppa di pollo, brownie, grilled cheese sandwich.
In Giappone: ramen fumante, curry rice.
In Francia: gratin dauphinois, croque-monsieur.
In America Latina: arroz con leche, empanadas calde.
È importante sottolineare che il comfort food varia da persona a persona e da cultura a cultura. Per qualcuno può essere un dolce fatto in casa, per altri un piatto salato, speziato, fritto o semplicemente caldo. Il denominatore comune non è l’ingrediente, ma la connessione affettiva e il senso di protezione che quel piatto riesce a trasmettere.
Spesso associato a cibi ricchi di grassi, zuccheri o carboidrati, il comfort food viene talvolta visto in modo critico dal punto di vista nutrizionale. Tuttavia, la sua funzione va oltre l’aspetto dietetico: rappresenta un gesto di cura verso se stessi, utile per ristabilire equilibrio emotivo, purché inserito in un’alimentazione consapevole.