PESCE PILOTA FRITTO

Pesce Pilota Fritto
Pesce Pilota Fritto
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Il pesce pilota fritto è un secondo piatto gustoso e croccante, che va mangiato ben caldo.
In questa ricetta i filetti di pesce pilota vengono passati prima nella farina di semola rimacinata e, poi, fritti in olio caldo.
La preparazione è semplice e veloce.
Necessita di pochissimi ingredienti: filetti di pesce pilota, semola di grano duro, olio e sale.
Perché il piatto riesca alla perfezione, occorre che il pesce piota sia freschissimo.
Si tratta di un pesce azzurro, ricco di omega 3 e di nutrienti.
Ha carni bianche e saporite ed è venduto ad un prezzo modico.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

4 filetti di pesce pilota del peso complessivo di 800 g, farina di semola rimacinata q.b., 60 ml di olio extravergine d’oliva, sale.

PREPARAZIONE

Per prima cosa occorre pulire e sfilettare il pesce pilota.
Non dovrebbe essere necessario squamare il pesce, giacché le squame sono piccole e vengono via sotto il getto dell’acqua corrente.
Se, però, alcune squame rimangono attaccate al pesce, occorre procedere con la normale squamatura.
Incidere il ventre fin sotto la testa, quindi eviscerare il pesce eliminando le interiora.
Sciacquarlo e rimuovere le pinne, la testa e la coda.
Successivamente partendo dall’alto ricavare il primo filetto, poi dividere le due metà del pesce e ottenere il secondo filetto.
A questo punto è opzionale eliminare la pelle o rimuoverla dopo la cottura.
Sciacquare i filetti di pesce pilota ed eliminare con una pinzetta eventuali lische.
Poi, asciugarli tamponandoli con carta da cucina.
Passare, quindi, alla pulizia e sfilettatura del secondo pesce pilota.
Chi ha poco tempo o è inesperto, può fare sfilettare i pesci pilota dal proprio pescivendolo di fiducia.

Una volta ricavati i filetti di pesce pilota, passare alla loro cottura.
Versare la semola rimacinata in una ciotola ampia e bassa.
Passare un filetto di pesce pilota alla volta nella farina, pressandolo in modo che la farina aderisca perfettamente sulla sua superficie.
Scuotere, poi, i filetti per far cadere la semola in eccesso.
Portare a temperatura l’olio in una larga padella.
Immergervi i filetti di pesce pilota e lasciarli rosolare 2-3 minuti.
Girare delicatamente i filetti di pesce pilota -una sola volta- e lasciarli cuocere ancora per 2-3 minuti.

Quando diventeranno leggermente dorati, sollevarli con una paletta piatta e metterli a perdere l’unto su carta assorbente da cucina, poi insaporirli di sale.
Trasferire il pesce pilota fritto nel patti ed accompagnarlo con un’insalata verde di stagione.

PESCE PILOTA, QUALCHE NOTIZIA

Pesce pilota (“Naucrates ductor”) è il nome dato comunemente ad un pesce marino perciforme, appartenente alla famiglia Carangidae, unico esponente del genere Naucrates.
Si tratta di un pesce commestibile, con carni saporite di colore bianco.
Viene commercializzato generalmente fresco.
Vive in mari aperti temperati e tropicali di tutto il mondo ed è presente anche nel Mediterraneo.
Ha corpo molto allungato con testa ovale, mandibola leggermente sporgente ed occhi piccoli, ma ben evidenti e circolari.
La pelle è ricoperta di piccole squame.
Il pesce pilota può raggiungere i 60-70 cm di lunghezza.
Le dimensioni dei pesci commercializzati si aggirano generalmente sui 35 cm (o meno).
La livrea è di colore bianco-grigia con 6 o 7 bande verticali blu-nere.
La pinna dorsale parte dal centro del corpo fino ad arrivare al peduncolo caudale.
La pinna caudale è grande e forcuta.

Nella parte anteriore della pinna dorsale ci sono da 4 a 5 spine dorsali.
Il pesce pilota è un pesce pelagico gregario.
È un carnivoro molto vorace.
Si alimenta di crostacei, ma anche di piccoli pesci e di molluschi
I pesci pilota sono soliti accompagnare specie ospiti, cibandosi di avanzi e ectoparassiti.
I pesci pilota più giovani scortano grandi meduse e alghe alla deriva.
I pesci pilota adulti, invece, seguono grandi predatori marini come squali, mante, razze, tartarughe giganti, etc.
Il rapporto con gli squali è mutualistico e quasi simbiotico.
Vi è, cioè, una stretta cooperazione tra le due specie diverse.

Numerosi pesci pilota nuotano accanto agli squali all’altezza delle pinne dorsali e ventrali del predatore.
Gli squali accettano di buon grado la loro compagnia e li proteggono dagli altri predatori.
In cambio i pesci pilota offrono agli squali un servizio di pulizia, cibandosi dei parassiti presenti sulla loro pelle e degli avanzi del loro cibo.
È estremamente raro che uno squalo si cibi di un pesce pilota.
Addirittura piccoli pesci pilota sono stati visti entrare nella bocca dello squalo per ripulirne i denti dai resti di cibo.
I pesci pilota sono noti perché spesso seguono le navi per cibarsi degli avanzi di cibo quotidianamente gettati in mare.
Questa passione per le navi è conosciuta fin dall’antichità.
Gli antichi marinai greci ritenevano che questi pesci comparissero attorno alla nave quando essa si avvicinava alla costa in modo da pilotarla in porto.
Questo comportamento è all’origine del nome comune di “pesce pilota”.

Il pesce pilota, conosciuto anche con il nome di “fanfaro” è un alimento presente in numerose ricette siciliane.
In Sicilia viene chiamato “Fànfara, Fanfarìnu, Fànfalu, Fànfaru, Infanfoli, Nfànfara Pàmpanu, Pàmpanu-umbra, Ombra, Pàmpana, Pisci d’ummra”.
A Messina viene chiamato pisci Pampina, Pampana o Cavignola.

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