Sauri arrostiti
Sauri Arrostiti

    INGREDIENTI PER 4 PERSONE

    Per la preparazione:
    4 piccoli sauri del peso di circa 300 g ciascuno, sale.
    Per il salmoriglio siciliano:
    1 limone, 1 spicchio d’aglio, 1 ciuffo di prezzemolo, 3 cucchiai di vino bianco, ½ bicchiere d’olio extravergine d’oliva, acqua q.b., sale e pepe nero.
    Per guarnire:
    fettine di limone.

    PREPARAZIONE

    Per prima cosa, spremere il limone e raccogliere il succo in una ciotola.
    A parte, con una forchetta sbattere in una scodella l’olio assieme ad un trito d’aglio e prezzemolo.
    Continuando a rimestare, unire, a poco a poco, qualche cucchiaio di vino bianco.
    Aggiungere poi, poco per volta, il succo di limone.
    Continuare a sbattere, fino ad ottenere un’emulsione omogenea, che in Sicilia prende il nome di “Salmoriglio” (sammurigghiu).
    Decapitare i sauri, eviscerarli ed eliminare le pinne dorsali, ventrali e pettorali.
    Aprirli, quindi, a libro, eliminando la lisca centrale.
    Lavarli accuratamente, asciugarli con carta da cucina, salarli e peparli internamente.
    Arrostire i sauri sulla brace, bagnandoli di tanto in tanto con un rametto di rosmarino (o un pennello da cucina) intriso di salmoriglio.
    Girarli con delicatezza a metà cottura.
    In alternativa, arrostirli sulla piastra o sulla bistecchiera elettrica.
    A cottura ultimata, trasferire i sauri arrostiti in un piatto da portata e bagnarli con il salmoriglio.
    Lasciarli insaporire e servirli, guarnendo il piatto con fette di limone.

    A PROPOSITO DEL SAURO

    • “Sauru” (italianizzato in Sauro) è il nome dialettale che a Messina viene dato al “Trachurus trachurus”, un pesce di mare appartenente alla famiglia dei Carangidae.
    • Fa parte del gruppo del “pesce azzurro” ed è facilmente reperibile in tutto il Mar Mediterraneo, dove vive in branchi vicino alle acque costiere.
    • È molto comune nei mari meridionali ed è facilmente reperibile in tutta la Sicilia.
    • Prende nomi diversi a seconda della località in cui viene pescato.
    • Come abbiamo scritto a Messina viene chiamato “Sauru”, in Abruzzo “Suro”, nel Lazio “Sugarello” o “Squamutu”, nelle Marche “Sovre” o “Sugherello”, in Campania “Sauriello” o “Sula/o”, in Liguria “Suc” o “Sorello”, in Puglia “Traule”, “Fraule” o Spicaluru”, in Sardegna “Sauru” o “Surellu”, in Toscana “Suro” o “Sugarello”, in Veneto “Suro” o “Surelo”, nella Venezia Giulia “Suro” o “Contarini”, in Calabria “Saurigghiani” o “Sauru verace”, in altre zone della Sicilia “Pisci Sauru”, “Sauru”, “Sauru”, “Saureddu”, “Saurieddu” o “Sauru scurmu”, etc.
    • Questi sono solo alcuni dei nomi dialettali con cui nelle varie regioni viene chiamato il Trachurus trachurus , talvolta definito anche “Sgombro bastardo”.
    • Il pesce ha occhi grandi, bocca ampia, corpo fusiforme ed allungato di colore grigio o verde-blu.
      La linea laterale è coperta di placchette cornee appuntite.
      Comunemente è lungo tra i 15 ed i 20 cm.
      Alcuni esemplari, però, possono raggiungere i 40 cm di lunghezza e, raramente, anche i 50-60 cm.
      La carne è bianca, dal sapore particolare e piacevole da gustare.
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