Ricetta Weisswurst di Redazione, Pubblicata il 13 Giugno 2018, Aggiornata 17 Settembre 2026
Dosi per 6 persone
Per l’impasto
600 g di carne di vitello magra (spalla)
300 g di carme di maiale magra (spalla)
400 g di grasso di maiale (pancetta senza pelle)
100 g di cotenna di maiale
300 g di ghiaccio tritato finemente
3 g di scorza di limone essiccata
2 g di zenzero essiccato
3 g di cardamomo grattugiato fresco
3 g di macis secco
10 g di cipolla in polvere
20 g di prezzemolo tritato
35 g di sale
3 g di pepe bianco
Per la preparazione occorrono
circa 2,5 metri di budello di maiale
un tritacarne con disco a fori di medie dimensioni
un insaccatore per salsicce
spago bianco da cucina per legare i rocchi di salsiccia
COME MANGIARE I WEISSWURST BAVARESI
Gli abitanti di Monaco di baviera asseriscono che solo i principianti, coloro che non sono nati a Monaco e gli stranieri possono mangiare un weisswurst con forchetta e coltello.
Per i monacensi mangiare i weisswurst è un’arte.
Asseriscono che il solo modo di mangiare una salsiccia bianca è la “Zuzein”, parola che significa “aspirare o succhiare”.
Il weisswurst deve essere tagliato alle estremità, immerso nella salsa alla senape (Bayerischer Süßer Senf,) e il suo contenuto aspirato fortemente tra le labbra, in modo che possa via via essere succhiato fuori dal budello.
Una volta svuotato, quest’ultimo viene buttato via, giacché è troppo duro per essere mangiato.
Un altro modo mangiare il weisswurst è il “Längsschnitt”.
La salsiccia viene incisa su tutta la sua lunghezza, senza scalfire il budello inferiore.
Il weisswurst viene estratto dal budello con una forchetta o semplicemente sollevato con la mano, quindi immerso nella salsa di senape dolce bavarese e gustato.
Il budello viene, poi, eliminato.
QUALCHE NOTIZIA SUI WEISSWURST (o WEIßWURST)
Gli abitanti di Monaco di baviera raccontano che le origini del wesswurst sono locali.
La leggenda narra che la nascita delle salsicce bianche sia legata ad un incidente professionale.
Si racconta che il 22 febbraio 1857, un tale Joseph Moser (detto Sepp), oste della locanda “Zum ewigen Licht” (“Alla luce eterna”), sulla Marienplatz di Monaco.
Costui, avendo esaurito le budella di pecora con cui preparare i tradizionali Bratwurst da arrostire sulle braci e avendo il locale pieno di clienti, mandò il suo garzone a comprarle in gran fretta.
Il garzone trovò solamente delle budella di maiale, troppo grandi e troppo dure i per poter preparare i bratwurst tradizionali.
All’oste non restò altra alternativa che riempire di carne queste budella.
Non potendo arrostire le salsicce bianche sulla brace perché le budella di maiale sarebbero scoppiate, l’oste ebbe l’intuizione di bollirle.
La pietanza venne accolta con entusiasmo dai clienti e da quel giorno, a richiesta della clientela, entrò a far parte del menu del locale.
In seguito, la ricetta fu imitata da tutti gli alberghi e le caverne bavaresi.
Nacquero così i weisswurst.
Un archivista della città di Monaco, Richard Bauer, asserisce che il weisswurst di Monaco risale a tempi ancora più lontani , giacché, a suo dire, esisteva già prima del 1857.
Esso sarebbe derivato da un salume molto più antico, il Maibockwurst, dal quali si sarebbe differenziato per la minore quantità di carne di maiale e per il gusto meno piccante.
Tornando a notizie riguardanti i weisswurst, essi venivano preparati di mattina presto e venivano consumati come spuntino di metà mattinata in quanto, non avendo conservanti, erano facilmente deteriorabili.
Da questa necessità nacque la tradizione che i weisswurst non dovessero sentire i rintocchi delle campane della chiesa che a tarda mattinata annunciano le ore 12.00.
Ancora oggi il weisswurst continua ad essere lo spuntino di metà mattino preferito dagli abitanti di Monaco, che gustano prima di mezzogiorno.
Tuttavia, dopo la diffusione delle moderne tecnologie di refrigerazione, è possibile gustare i Münchner weisswurst in qualsiasi momento della giornata.
Inoltre, ai giorni d’oggi i weisswurst sono prodotti industrialmente e distribuiti in tutto il mondo.
RICONOSCIMENTO "ORIGINAL MÜNCHNER WEIßWURST"
Sull’Original münchner weißwurst è nata una controversia legale.
Un Consorzio di Monaco per la tutela dell’Original Münchner Weißwurst ha cercato di ottenere il riconoscimento di Denominazione di Origine Protetta da parte della Commissione europea a Bruxelles.
Per facilitare il riconoscimento, il consorzio ha depositato il relativo marchio nel 2004 all’Ufficio tedesco dei brevetti e dei marchi (DPMA).
Se la richiesta fosse stata accolta e se i weisswurst prodotti a Monaco di Baviera avessero ottenuto il riconoscimento, soltanto essi avrebbero potuto essere definiti “Weisswurst di Monaco”.
A questa richiesta si è opposta un’Associazione di macellai bavaresi (Fleischerverband Bayern) che ha inoltrato una seconda domanda con la quale ha richiesto che il marchio di originalità venisse esteso oltre i confini di Monaco, comprendendo tutta l’Alta Baviera, la Bassa Baviera, l’Alto Palatinato e la Svevia.
Nel febbraio del 2005, su indicazione dell’Ufficio tedesco dei brevetti e dei marchi, la salsiccia bianca di Monaco ha ottenuto solamente un’Indicazione Geografica Protetta.
Successivamente, il 17 febbraio 2009, il Tribunale federale dei brevetti tedeschi ha definitivamente rigettato la domanda del Consorzio per la tutela dell’Original Münchner Weißwurst, con la motivazione che da decenni il Münchner Weißwurst viene prodotto anche da altre regioni e non solo da Monaco.
Le ricette con il wurstel possono essere veloci, più elaborate oppure adatte alla cucina di tutti i giorni. Per un primo piatto puoi provare la insalata di pasta con wurstel, mentre per un antipasto semplice puoi scegliere il rotolo con wurstel e patatine fritte. Per arricchire la tavola, se vuoi qualcosa di più informale puoi servire le focaccine margherita con wurstel. Altre idee sono disponibili nella raccolta delle ricette con wurstel.
Cucina con attenzione
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I Weisswurst Bavaresi per cucinarli devo lasciarli nell’involucro dove sono sottovuoto?
Ciao Maria Grazia, i Weisswurst commercializzati, prima di venire cucinati, vanno estratti dall’involucro di confezionamento.
Controlla, però, le indicazioni riportate sulla confezione.