STRINGOZZI UMBRI CON ALBUMI

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

400 g di farina di grano tenero, 3 albumi, un pizzico di sale.

PREPARAZIONE

Setacciare la farina e formare la classica fontana.
Unire un pizzico di sale e versare al centro della fontana gli albumi, precedentemente sbattuti.
Cominciare a raccogliere la farina con una forchetta.
Lavorare, poi, l’impasto con le mani per un decina di minuti, battendolo e ribattendolo più volte sulla spianatoia, fino ad ottenere una pasta soda.
Formare un panetto e lasciarlo riposare per circa 30 minuti.
Con le mani infarinate, schiacciare, poi, il panetto e stenderlo con il matterello, fimo ad ottenere una sfoglia non troppo sottile.
Arrotolarla su se stessa come per fare una grande omelette.
Tagliarla in modo da ricavare delle lunghe tagliatelle più o meno strette, a seconda dei gusti e/o del condimento da assorbire.
Adagiare, quindi, la pasta su un canovaccio infarinato preferibilmente con farina di semola.
Avere l’accortezza di spolverare gli stringozzi di farina e distanziarli, in modo che non si attacchino tra di loro.
Farli asciugare per almeno un’ora.

NOTE E VARIANTI

  • Gli stringozzi, chiamati anche “strangozzi, strengozzi, strengozze…” sono un formato di pasta tipico di tutta l’Umbria e, in particolare, della zona che va da Foligno a Spoleto.
  • Sono, anche, diffusi nelle Marche e nel Lazio.
  • Il loro nome sembra derivare da “stringa” e, in effetti, la loro forma richiama alla mente quella dei lacci in cuoio, adoperati in passato per legare le scarpe.
  • In alcune zone sono chiamati “strozzapreti o strangolapreti”, facendo riferimento ad episodi delittuosi del passato, quando lo Stato Pontificio si estendeva nelle attuali regioni del Lazio, delle Marche, dell’Umbria e dell’Emilia Romagna.
    A quei tempi, gli anticlericali, talvolta, strangolavano i preti con le stringhe delle scarpe.
  • Esistono numerose varianti della ricetta.
    Le principali differenze riguardano gli ingredienti dell’impasto.
    A seconda delle zone esso viene preparato solamente con farina e acqua, oppure con un numero di albumi diverso da quello adoperato nella ricetta da noi suggerita.
    Talvolta, poi, vengono adoperate uova intere.

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