Ricetta Deep Dish Pizza di Redazione, Pubblicata il 18 Aprile 2016, Aggiornata 14 Settembre 2026
Dosi per 6 persone
(per una teglia dai bordi alti circa 5-7 cm e dal diametro di circa 34 cm)
Per l’impasto
470 g di farina 0
90 g di farina gialla di mais
3 cucchiai e ½ di burro fuso (ma non caldo)
6 cucchiai di burro morbido
2 cucchiaini di zucchero semolato
25 g di lievito di birra fresco
circa 290-300 ml di acqua tiepida (a 40°)
1 cucchiaino di sale
Per ungere
olio extravergine d’oliva q.b
Per la salsa
1 kg di pomodori pelati a pezzettoni
2 spicchi d’aglio svestiti
1 cipolla tritata
1 cucchiaio raso di origano secco
2 cucchiaini di zucchero semolato
qualche foglia di basilico
olio extravergine d’oliva
sale
pepe
peperoncino
Per la farcia
3 grosse mozzarelle (circa 600 g)
500 g di salsiccia italiana di maiale
150 g di parmigiano grattugiato
Ingredienti facoltativi
200 g di salame piccante tagliato a fettine sottili
2-3 peperoni
NOTE
Generalmente la Deep dish pizza viene accompagnata con una birra leggera, made in U.S.A.
“Deep dish pizza” significa letteralmente pizza “profondo piatto” cioè pizza in teglia alta.
Il nome prende spunto dalla forma della “pizza” che non è appiattita e con un cornicione come le pizze italiane, ma è formata da una crosta friabile, alta all’incirca 5-7 cm, che nella versione base racchiude al suo interno grandi quantità di mozzarella, salsiccia e salsa di pomodoro dolce e nelconyempo piccante.
La Deep dish pizza negli U.S.A viene anche chiamata Pizza americana o Chicago Style Pizza, in quanto è considerata la specialità di Chicago.
La “pizza” (le virgolette sono d’obbligo in quanto la pietanza poco ha in comune con la pizza nostrana) è caratterizzata da un impasto burroso, reso croccante dall’aggiunta di farina di mais e friabile dalla particolare tecnica di lavorazione, la “stratificazione o laminazione “.
Con l’impasto viene rivestita una teglia molto oleata, in modo tale da facilitare la rimozione della “pizza” e da creare un effetto di fritto sulla parte esterna della crosta.
Il rivestimento viene realizzato con una crosta di medio spessore, ma molto, molto alta.
Esistono due varianti di questo prodotto gastronomico: la pizza aperta, che prende il nome di “Deep dish pizza” e quella chiusa, la “Stuffed pizza”, che ha l’aspetto di una torta salata coperta.
LA “DEEP DISH” PUÒ ESSERE CONSIDERATA UNA PIZZA?
La “Deep dish pizza”, pur essendo chiamata “pizza” non somiglia neppure lontanamente alla pizza italiana.
Esaminiamo alcune delle dissomiglianze.
CONSERVAZIONE DELLA PIZZA AVANZATA
NON TUTTI SANNO CHE…
La vera Deep dish pizza si mangia solo a Chicago, soprattutto nelle catene delle famose pizzerie “Uno’s” e Giordano’s” e nelle decine di piccoli locali o imprese disseminati in tutta la città.
Pur se la “Deep dish pizza” è pubblicizzata e realizzata in tutti gli Stati Uniti, le pizze fatte in altre città differiscono per ingredienti (talvolta, ma non sempre), ma soprattutto per consistenza e qualità.
Molti estimatori della “pizza” ritengono che la differenza sia dovuta principalmente all’acqua ricavata dal lago Michigan, la quale è considerata l’ingrediente più importante della pizza.
Oggi la Pizzeria Uno è diventata un grande marchio, la Uno Chicago Grill, con catene di ristoranti in più di 26 stati.
Le catene forniscono un servizio di vendita della “Deep dish pizza” (precotta) in tutti gli U.S.A.
La Pizzeria Uno è ubicata al 29 E Ohio St., nella zona centrale di Chicago.
Un isolato più a nord si trova la Pizzeria Due, appartenente agli stessi proprietari.
VARIANTI
Come spesso accade, anche della “Deep dish pizza” esistono numerose varianti.
La versione base della Deep dish prevede che la crosta venga farcita con mozzarella, salsiccia e salsa di pomodoro.
L’aggiunta di peperoni e salame piccante da noi suggerita è la variante più comune della ricetta.
Altre varianti prevedono l’aggiunta di ingredienti a scelta tra cipolle, funghi, bacon, carne macinata, etc.
In pratica le pizzerie americane inseriscono nella Pizza americana qualsiasi ingrediente si desideri gustare.
Una ulteriore diversificazione riguarda la realizzazione della “ Chicago style stuffed pizza ” o Pizza americana chiusa..
Una volta farcita la “pizza”, si appoggia sulla sua superficie un ulteriore strato di pasta, facendolo aderire bene.
La “pizza” assume, dunque, una forma a cupola, rifinita con un piccolo cordoncino.
Spesso i pizzaioli americani praticano un piccolo foro al centro del” coperchio”, in modo che il vapore acqueo possa fuoriuscire durante la cottura, impedendo alla “pizza” di esplodere.
Talvolta, ma non di frequente, prima della cottura in forno altra salsa di pomodoro viene versata sul “coperchio di pasta”.
QUALCHE NOTIZIA STORICA SULLA “DEEP DISH PIZZA”
La pizza è uno dei prodotti gastronomici più amati negli Stati Uniti d’America.
Furono gli immigrati napoletani arrivati negli Stati uniti tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo a diffondere la cultura gastronomica della pizza.
Pizze preparate con gli ingredienti più svariati vengono preparate in tutto il paese, ma quella realizzata a Chicago è sicuramente una delle più sorprendenti e particolari.
A quei tempi nella “Città del vento” (soprannome di Chicago) era fiorente una comunità di discendenti italo-americani di prima e seconda generazione, i quali come tutti gli italiani amavano la pizza.
A questo punto è lecito chiedersi a chi sia venuta l’idea della versione americana della pizza.
Sull’argomento vi sono pareri contrastanti, giacché non vi è alcuna documentazione ufficiale circa l’inventore della Pizza style Chicago”.
Quel che è certo è che l’origine della “Pizza americana” è legata alla nascita della Pizzeria Uno di Chicago.
L’opinione più accreditata fa riferimento ad una coppia formata dall’americano Ike Sewell, ex stella del football dell’Università del Texas, e dall’italo-americano Ric Riccardo suo commilitone durante la seconda guerra mondiale .
Costoro nel 1943 aprirono nel River North di Chicago la Pizzeria Uno, della quale il piatto forte divenne un nuovo tipo di pizza formato da una crosta croccante, farcita con strati di formaggio, salame e salsa di pomodoro, disposti in ordine capovolto rispetto alla versione classica napoletana.
Questa pizza, che sarebbe stata chiamata Deep dish, era talmente ricca di ingredienti da essere considerata non più come uno snack, ma come un piatto unico, da consumare con le posate, comodamente seduti ad un tavolo della pizzeria.
Essa era completamente diversa da tutte le pizze tradizionali, più simile ad una torta salata a strati che ad una pizza.
Nella Pizzeria Uno ancora oggi la Deep dish pizza viene portata al tavolo fumante, all’interno della teglia di cottura, appoggiata su un apposito piatto adatto al trasporto.
Viene servita con un’apposita spatola in modo che ciascuno possa sollevare una delle fette pretagliate ed accomodarla sul proprio piatto.
Non tutti sono, però, concordi nell’attribuire la paternità della pizza alla coppia Sewell-Riccardo.
Nel 1956 apparve sul Chicago Daily News un articolo in cui si affermava che la ricetta originale della Deep dish pizza era stata inventata dallo chef Adolfo “Rudy” Malnati.
Costui era un ex cuoco della Pizzeria Uno, il quale aveva fondato una delle pizzerie più famose di Chicago, il Malnati’s.
Costui asserì in più occasioni di essere stato lui ad avere creato la “pizza” e di averla distribuita assieme a Ric Riccardo agli angoli delle strade della città, in modo da farla conoscere i passanti.
Questo particolare sarebbe avvenuto, a suo dire, quando Ike Sewel ancora non era diventato socio di Ric Riccardo.
Dopo la morte di Riccardo, Rudy ed il figlio Lou avrebbero co-gestito la Pizzeria Uno, fino a quando nel 1971 Lou aprì la “Pizzeria Lou Malnati” nel quartiere North Shore di Lincolnwood, un villaggio della Contea di Cook (Illinois).
Oggi Lou e il fratellastro Rudy jr Malnati gestiscono due famose pizzerie: la Lou Malnati’s Pizza e la Pinzano’s, dal nome di un congiunto di Rudy.
La pizza di Malnati ha una crosta meno alta e un ripieno meno abbondante rispetto a quella della Pizzeria Uno.
Essa prende il nome di “Malnati Chicago Classic”.
Ma le questioni relative alla Deep dish pizza non finiscono qui.
Nel tempo altri dipendenti della Pizzeria Uno rivendicarono la paternità della “pizza”.
Jeff Ruby, co-autore assieme a Penny Pollack del libro di cucina “Tutti amano la Pizza” (2005), a proposito della creazione della “Style Chicago pizza” ha detto al Chicago Tribune: “ È un enigma avvolto in una crosta di torta […]”.
A proposito dell’annosa questione anche lo storico Tim Samuelson , esaminate le storie contrastanti sull’origine del piatto, in mancanza di una documentazione ufficiale non ha potuto far altro che dichiarare l’impossibilità di individuare il creatore della “Deep dish pizza”.
Questa affermazione ha contribuito a lasciare ampio spazio alla diffusione di numerose leggende sulla nascita della pizza americana.
Per concludere il panorama storico relativo alla Deep dish pizza, occorre infine riferire che attorno alla metà degli anni ’70, due catene di Chicago, la Nancy, fondata da Rocco Palese, e la Giordano fondata dai fratelli Efren e Joseph Boglio, hanno iniziato a realizzare la versione chiusa della pizza, ancora più alta e riccamente farcita della “Deep dish”.
Sia Palese che i fratello Boglio affermarono che la loro “stuffed” pizza (pizza ripiena) era la rivisitazione di una ricetta della madre, e precisamente della “Scarcedda”, una pizza rustica pasquale originaria di Potenza e comune in Basilicata e in Puglia.
Che si tratti di Deep dish pizza aperta o chiusa, quel che è certo è che la pizza è diventata negli anni talmente famosa negli U.S.A. da essere celebrata in tutto il paese il 5 Aprile, diventato per gli americani il “Deep dish pizza day”.
Cucina con attenzione
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