Patacones
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I patacones sono una ricetta tradizionale colombiana, molto apprezzata in tutta l’America latina e nei Caraibi.
Il nome “patacon” deriva dalle vecchie monete coloniali adoperate in Colombia nel XVIII secolo, alle quali il piatto somiglia.
La preparazione dei patacones è semplice e veloce da realizzare.
I patacones sono dei pezzi di platano verde che vengono fritti due volte.
La prima frittura ha lo scopo di ammorbidire la polpa del platano.
Ciascun pezzo viene, poi, schiacciato e fritto una seconda volta fino a dargli una consistenza croccante ed una colorazione dorata.
I patacones vengono serviti nei ristoranti o nei punti di ristoro di tutta la Colombia
Possono essere serviti come antipasto, come contorno, come merenda o come snack.
Come contorno sono particolarmente indicati per accompagnare piatti a base di frutti di mare e/o di pesce oppure di carne.
Se, invece sono serviti come antipasto, vengono accompagnati da salsa guacamole, salsa hogao (pomodoro e cipolla) oppure da salsa al peperoncino.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

4 platani verdi, olio extravergine d’oliva q.b. sale.

PREPARAZIONE

Con un coltello affilato rimuovere con un taglio le due estremità del platano.
Poi con lo stesso coltello incidere la buccia del platano in senso longitudinale per tutta la lunghezza da cima a cima, seguendo ciascuna linea verticale presente sulla buccia.
Praticare un taglio poco profondo per non correre il rischio di incidere la polpa.
Sollevare con il coltello la parte iniziale di una delle strisce di buccia e tirarla verso il basso con le dita.
Se necessario, aiutarsi con il coltello per facilitare l’operazione. e per rimuovere eventuali pezzetti di buccia rimasti attaccati alla polpa.
Tenere presenti che più verdi sono i platani, più difficoltoso risulterà sbucciarli.

Una volta sbucciati con la stessa tecnica tutti platani, tagliare ciascuno di essi in diagonale in pezzi di circa 3 cm.
Nel caso in cui i patacones sia destinati ad essere farciti, tagliarli in pezzi più grandi.
Scaldare in una padella, a fuoco medio, olio abbondante in quantità tale da coprire i pezzi di platano.
Immergere i pezzetti di platano in un unico strato.
Lasciarli friggere per pochi minuti fino a quando iniziano ad ingiallire, ma non a dorarsi.
Occorreranno circa 3-4 minuti.
Estrarre i pezzetti di platano con una schiumarla forata, poi metterli a perdere l’unto su carta assorbente.
Lasciarli raffreddare per 3 minuti.
Quindi, schiacciare un pezzetto alla volta con un apposito strumento chiamato “pataconera”.
In alternativa, inserire il pezzo tra due piattini e pressare con forza con le mani fino ad ottenere un disco di forma più o meno regolare.

Quando tutti i patacones saranno pronti procedere con la seconda frittura.
Riscaldare olio abbondante a fuoco alto (attorno ai 190°C).
Friggere i patacones circa 2 minuti per lato, facendoli dorare in modo uniforme.
Metterli ad asciugare su carta assorbente da cucina, poi insaporirli di sale.
Servire i patacones ancora caldi o riempirli con una farcia a base di carne, formaggio, verdure e una salsa a proprio gusto.

SUGGERIMENTO

Se si utilizzano i patacones come antipasto, occorre calcolare un platano verde a persona.
Se, invece, si utilizzano come contorno, è sufficiente un platano ogni due persone.
Da ogni platano si possono ricavare 4-5 patacones.

QUALCHE NOTIZIA SUL PLATANO

Il platano è il frutto dell’omonima pianta.
Il termine platano in lingua spagnola significa banana.
In effetti, a prima vista, il platano verde somiglia ad una banana di grandi dimensioni, dalla quali però si differenza in quanto contiene più amido e meno zucchero.
Inoltre, il platano non è indicato ad essere mangiato crudo a causa dell’alta concentrazione di amidi che lo rendono poco digeribile.
È, pertanto, destinato alla cottura, mentre la banana comune viene gustata cruda come dessert.
Il platano è il frutto della specie Musa paradisiaca, un’ibridazione tra la Musa acuminata (la comune banana) e la Musa balbisiana (la banana selvatica).
Come tutte le piante del genere Musa, anche il platano è originario delle zone tropicali comprese tra India, Indonesia e Oceania.
In tempi remoti si è, poi, diffuso in tutta la fascia tropicale, compresa l’America centrale e meridionale e l’Africa equatoriale.
Nelle zone tropicali la pianta del platano fruttifica tutto l’anno.

Il frutto ha una forma arcuata e una consistenza carnosa.
La buccia è dura e può essere aperta solo con l’ausilio di u coltello.
A seconda del grado di maturazione, il platano può essere di colore verde, giallo, rosso, viola o nella maturità marrone.
Quando è verde viene consumato fritto o bollito.
Man mano che matura, essendo molto ricco di amidi, viene trattato come se fosse un ortaggio e cucinato nei modi più svariati (bollito, arrostito, stufato, essiccato, cotto al forno, ridotto in purea, etc.).
L’alto contenuto di carboidrati lo rende simile alla patata e come tale viene utilizzato in zuppe e minestre.
Per tutti questi motivi, il platano è uno dei più importanti alimenti di base non solo di tutta l’America Latina, l’America Centrale e dei Caraibi, ma anche dell’Africa e di tutte le regioni tropicali più povere.
Il platano non viene importato in Italia, dove il frutto è quasi sconosciuto.
È, però, possibile reperirlo nei negozi che vendono alimenti etnici e in alcuni ipermercati ben forniti.

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