Preparazione delle Melanzane Sott’Olio

Ricetta Preparazione delle Melanzane Sott’Olio di , Pubblicata il 23 Luglio 2008, Aggiornata 29 Agosto 2026

“Le preparazione delle melanzane sott’olio sono una preparazione saporita e ricca di gusto, ideale da portare in tavola, facile da preparare. La ricetta prevede dosi per 15 persone e richiede circa 1 ora e 25 minuti di preparazione.”
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Pronta in 1 ora e 25 minuti

La preparazione delle melanzane sott’olio non presenta grandi difficoltà.
La ricetta è collaudata, purché si seguano le indicazioni suggerite nella nostra versione della conserva.

Ingredienti per Preparazione delle Melanzane Sott’Olio

Dosi per 15 persone

    • 2 kg di melanzane

    • mezzo litro di aceto di vino

    • 3 spicchi d'aglio

    • 1 mazzetto di prezzemolo

    • 2 peperoncini

    • olio extravergine d'oliva

    • sale

Come preparare le Preparazione delle Melanzane Sott'Olio

Preparazione
  1. 1
    Lavare e melanzane, asciugarle e rimuovere i piccioli. Sbucciare per intero le melanzane. Tagliarle a strisce un po’ grosse e sistemarle a strati in un recipiente, ricoprendo ogni strato con sale abbondante.
  2. 2
    Metterle sotto pressa per 24 ore. Strizzarle e metterle sotto pressa in aceto per 1-2 ore o più, a piacere. Strizzare nuovamente le melanzane, mettendole, per esempio, sotto pressa in uno scolapasta per un'ora.
  3. 3
    Indi, deporle fra due strofinacci di cucina e pressare sulla superficie, in modo che la stoffa assorba l'acqua ancora rimasta nelle melanzane Successivamente, condirle con origano, aglio ed un pezzettino di peperoncino.
  4. 4
    Disporre, quindi, le melanzane in un vaso di vetro a chiusura ermetica, precedentemente sterilizzato assieme ai coperchi mediante bollitura per 20 minuti e, successivamente, perfettamente asciugato. Coprirle di olio, badando che non restino spazi vuoti. Per facilitare l’operazione, sbattere leggermente i barattoli sul tavolo.
  5. 5
    Tenere presente che il livello dell’olio deve essere più alto di 2 cm rispetto alle melanzane. Se dopo un paio d’ore il livello dell’olio si sarà abbassato, aggiungerne dell’altro. Chiudere, quindi, i barattoli ermeticamente e procedere ad un’ulteriore sterilizzazione (la seconda dopo quella del barattoli).
  6. 6
    Mettere, quindi, i barattoli in una pentola che li possa contenere agevolmente. Separarli l’uno dall’altro con canovacci e riempire la pentola di acqua fredda, fino a 4-5 cm al di sopra dei coperchi.
  7. 7
    Portare l’acqua ad ebollizione e fare bollire, a fuoco basso, per 45-60 minuti (dall’inizio del bollore). Il tempo dipenderà dalle dimensione dei barattoli. Prima di togliere i barattoli dalla pentola, lasciarli raffreddare nella stessa acqua.
  8. 8
    A procedimento ultimato, levare i barattoli dall’acqua ormai fredda, asciugarli ed etichettarli, in modo da potere, in seguito, controllare la data di preparazione.
  9. 9
    Metterli, infine, in un luogo fresco, buio ed asciutto. Le melanzane possono essere consumate dopo due mesi. Tenerle in dispensa per un tempo massimo di 6 mesi. Una volta aperto il barattolo, conservarlo in frigorifero e consumare le melanzane in tempi brevi.
  10. 10
    Via via che le melanzane sott'olio vengono consumate è necessario rabboccare l'olio in modo che ne siano sempre ricoperte, per lo meno fino un dito sopra lo strato superiore. Inoltre, è sempre necessario controllare che non restino spazi vuoti.

VARIANTI

AVVERTENZA IMPORTANTE

La scrupolosa pulizia delle verdure e la perfetta conservazione dei cibi sono elementi indispensabile per la preparazione delle conserve fatte in casa.
A tale proposito è bene precisare che la preparazione casalinga di conserve, marmellate ed affini non esclude del tutto la possibilità di formazione di agenti patogeni.
Per favorire lo sviluppo di muffe e microrganismi dannosi basta una pulizia poco accurata sia degli alimenti che dei contenitori per la cottura e la conservazione o l’utilizzo di alimenti contaminati.
L’agente patogeno più pericoloso è il “Clostridium botulinum”, il famigerato “Botulino”, un microrganismo anaerobico che vive nel suolo e si sviluppa in mancanza di ossigeno (sono quindi a rischio i cibi sottovuoto e quelli sott’olio).
Si diffonde mediante la produzione di spore che restano per così dire inattive fino a quando non trovano le condizioni favorevoli per riprodursi: contenitori contaminati o poco puliti, temperatura attorno ai 37°, ambiente privo di ossigeno, etc.
Le spore si riproducono ad una temperatura che si aggira attorno ai 37°, anche se sono conosciuti casi di particolari tipologie di botulino che germinano anche a 3°.
I batteri del Botulino hanno un effetto paralizzante che può causare gravi forme di avvelenamento e in alcuni casi anche la morte.
Il botulino può essere presente in cibi inscatolati o conservati, soprattutto di produzione domestica.
Nel campo alimentare sono a rischio gli alimenti che non vengono lasciati cuocere e che hanno un basso grado di acidità: peperoni, melanzane, fagiolini, funghi, olive, etc. sono gli alimenti a maggior rischio.
Tra le conserve preparate in casa sono maggiormente da attenzionare quelle contenenti cibi sott’olio, in quanto l’olio, impedendo il passaggio dell’ossigeno, crea un ambiente privo di ossigeno in cui si possono sviluppare le spore di botulino.
Le verdure sott’olio sono, dunque, uno dei prodotti più facilmente a rischio di contaminazione da botulino.
Il rischio diminuisce quando la conserva contiene zucchero (in quantità superiore al 50% della frutta) o sostanze acide quali possono essere aceto o limone, che dovrebbero impedire il formarsi del batterio.
Per questo motivo prima dell’invasamento è consigliabile fare bollire le verdure nell’aceto o in una soluzione di acqua e cloruro di sodio (sale da cucina) al 10-15%
Per fortuna i batteri del Botulino hanno una labile termoresistenza e pertanto le spore vengono distrutte ad una temperatura superiore agli 80°.
Per questo motivo, anche se non previsto in tempi antichi quando non si era a conoscenza degli effetti pericolosi del botulino, è indispensabile sottoporre le conserve ad una sterilizzazione (la seconda dopo quella dei barattoli e dei coperchi) mediante bollitura a 100° (dal momento in cui inizia l’ebollizione) per un tempo variabile dai 45 ai 60 minuti, a seconda delle dimensioni dei contenitori.
Per essere sicuri che anche dopo la bollitura, pur se prolungata, non vi siano più spore attive, occorrerebbe procedere con la Tindalizzazione che consente un margine di sicurezza più elevato.
Il metodo è il seguente; si fanno bollire a 100° i barattoli ben ricoperti d’acqua per 45 minuti (dal momento in cui inizia l’ebollizione) poi si tolgono dall’acqua e si lasciano raffreddare per 24 ore, coperti con dei canovacci per evitare sbalzi di temperatura.
Successivamente si ripete l’operazione per altre 2 volte con le stesse modalità.
Una volta preparate le conserve, prima di consumarle è opportuno controllare l’aspetto sia dei contenitori che del prodotto.
Le conserve vanno buttate via quando i contenitori presentano dei rigonfiamenti nel coperchio o il liquido di conservazione appare torbido oppure si evidenzia una qualsiasi alterazione del prodotto (muffa, bollicine, odore di rancido, etc).
Infatti le alterazioni sono le conseguenze derivanti da un avviato processo di fermentazione.
A conclusione di quanto scritto, appare evidente che nelle conserve casalinghe e in particolare nei sott’oli il rischio di contaminazione è sempre latente.
Basta, infatti, un errore nella preparazione, perché gli agenti patogeni trovino terreno fertile per svilupparsi, con conseguenze pericolose per la salute.
Per maggiori informazioni consultare il sito del Ministero della Salute.
Ognuno, poi, si regoli come crede.
FraGolosi declina ogni responsabilità in merito.

NOTIZIE STORICHE

La melanzana venne introdotta in Sicilia dagli Arabi intorno al 1400 e da allora in poi è una delle piante annuali più coltivate dagli agricoltori siciliani.

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