Ricetta Gelatina di Susine di Redazione, Pubblicata il 04/09/2009, Aggiornata il 20/03/2025
1,5 kg di susine, 1 kg di zucchero, 8 fogli di gelatina, 500 ml di acqua, il succo di un limone.
PREPARAZIONE
Lavare le susine ed eliminare il nocciolo.
Sminuzzarle e passarle al setaccio e, poi, in un colino a maglie fitte.
Fare cuocere la purea, a fiamma bassissima, rimestandola continuamente.
Dopo 20 minuti, unire lo zucchero, il succo di limone e la gelatina, precedentemente sciolta nell’acqua.
Lasciare sobbollire, prima a fuoco lento e, poi, a fiamma più vivace, rimestando accuratamente, per circa 15 minuti.
Schiumare ogni tanto il composto, in modo da eliminare le impurità che, eventualmente, dovessero venire a galla.
La gelatina è pronta, quando raggiungerà il punto di gelificazione, prendendo la giusta consistenza.
Versare la gelatina di susine ancora calda in barattoli di vetro, precedentemente sterilizzati assieme ai coperchi, mediante bollitura, e perfettamente asciugati prima dell’utilizzo.
Riempire i barattoli fino a 3 cm al di sotto del bordo.
Appena tutti i barattoli saranno colmati di confettura, pulirne il bordo con un panno umido.
Sbatterli, quindi, leggermente sul piano di lavoro, in modo da fare assestare il tutto.
Subito dopo, tappare ermeticamente i barattoli, capovolgendoli per una quindicina di minuti.
Il calore residuo del composto si occuperà di sterilizzarli.
Inoltre, il capovolgimento dei barattoli assicura, con il raffreddamento, la formazione del sotto vuoto, importante sia per la tenuta dei coperchi, sia per verificare l’eventuale formazione di gas tossici.
Rimettere, infine, i barattoli nella posizione di partenza.
A questo punto, per distruggere eventuali spore di Botulino, è necessario ricorrere ad una seconda sterilizzazione.
Avvolgere i barattoli in pezzuole pulite ed immergerli in una pentola ricolma di acqua fredda.
Portare quest’ultima ad ebollizione e lasciare bollire i vasetti per 30 minuti.
Spegnere, poi, il fuoco e lasciare raffreddare i barattoli nella stessa acqua.
Successivamente toglierli dall’acqua, asciugarli e conservarli in un luogo fresco e al riparo dalla luce.
Una Direttiva europea sancisce la distinzione tra “marmellata”, “confettura” e “gelatina”: la prima è un prodotto a base di agrumi ((arancia, limone, mandarino e, più raramente, cedro, pompelmo, clementina e bergamotto), la seconda viene preparata con qualsiasi altro tipo di frutta (o, in qualche caso, di verdura), la terza è prodotta dal succo di frutta senza polpa o buccia.
Nel linguaggio quotidiano, però, si continuano a chiamare marmellate tutti i preparati a base di frutta e zucchero, considerando sinonimi i termini “marmellata” e “confettura”.
Per questo motivo e, soprattutto, per facilitare la ricerca dei visitatoti, continueremo anche noi a chiamare questi prodotti “marmellate”.
Distingueremo, invece, le gelatine.
Le marmellate, le confetture e le gelatine, preparate in casa, sono prive di conservanti.
Pertanto, vanno consumate nell’arco di pochi mesi.
Consigliamo, però, di consumare la marmellata in tempi brevi.
Una volta aperto il barattolo, va conservato in frigorifero.
Pur se la preparazione classica di marmellata o confettura prevede l’utilizzo di un uguale peso di frutta nettata e zucchero, il peso di quest’ultimo può variare, in base alla quantità di zucchero presente nella varietà di frutta adoperata e al gusto personale.
Non deve, però, mai scendere al di sotto del 60% del peso della frutta.
A proposito di conserve, marmellate, confetture ed affini, è bene precisare che la loro preparazione casalinga non esclude del tutto la possibilità di formazione del botulino (Clostridium botulinum), un batterio anaerobico che può contaminare gli alimenti, rendendoli particolarmente dannosi alla salute umana.
Pur se il trattamento termico assicura l’abbattimento della carica microbica e, in linea di principio, la sterilizzazione e una quantità di zucchero equivalente al 60% per kg di frutta rappresenta un buon valore di conservazione, basta un utilizzo di frutta non di ottima qualità, un mancato rispetto delle norme igieniche, un errore, un’inesattezza, una contaminazione, perché si sviluppino agenti patogeni, con conseguenze pericolose.
Tale rischio è sempre latente.
FraGolosi declina ogni responsabilità in merito.
La ricetta della gelatina di susine è una di quelle ricette versatili che funzionano in più contesti e se mantieni gli abbinamenti semplici. Per un risultato equilibrato, abbinala a marmellate e confetture.
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La spiegazione e chiara e completa ricca di notizie utili e sicuramente necessarieda conoscere er una sana alimentazione.
Grazie per il lavoro svolto