Ricetta Struncatura di Redazione, Pubblicata il 26/01/2023, Aggiornata il 20/06/2024
La Struncatura, voce dialettale calabra per l’italiano Stroncatura, è un primo piatto povero ed umile della cucina calabrese.
Il piatto prende il nome dalla pasta adoperata per ...
Dosi per 4 persone
400 g di pasta struncatura
40 g di filetti di acciughe sott’olio
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 spicchio d’ aglio svestito
1 ciuffo di prezzemolo tritato
60 g di pangrattato
olio extravergine d’oliva
sale
pepe
Versare in una padella il pangrattato.
Lasciarlo tostare fino a doratura, poi metterlo da parte.
Scaldare in un’altra padella 3 cucchiai d’olio e lasciarvi imbiondire uno spicchio d’aglio intero.
Unire le acciughe sgocciolate e sminuzzate e lasciarle sciogliere a fuoco moderato.
Aggiungere, poi, il concentrato di pomodoro e diluirlo con due cucchiai di acqua calda.
Non appena anche il concentrato di pomodoro si scioglie, aggiungere una spolverata di prezzemolo tritato e togliere la padella dal fuoco.
Unire 2-3 cucchiai di pangrattato tostato al sughetto delle acciughe, fino a farlo quasi addensare.
Mettere da parte.
Lessare la struncatura in abbondante acqua salata per circa 12 minuti.
A metà cottura, prelevare 1-2 mestoli di acqua di cottura e versarli nel sughetto, in modo da diluirlo.
A cottura ultimata, scolare la pasta, dopo avere messo da parte un mestolino di acqua di cottura, nell’eventualità che possa giovare.
Rimettere il condimento sul fuoco e saltare la pasta a fuoco dolce per 1 minuto, giusto il tempo di amalgamare i sapori.
Se necessario, bagnare con poca acqua di cottura.
Trasferire la struncatura nei piatti e spolverizzarla con il pangrattato tostato avanzato.
Portare immediatamente in tavola la stroncatura.
Sostituire il concentrato di pomodoro con 2 pomodori maturi, precedentemente privati dei semi, del liquido di vegetazione e sminuzzati.
QUALCHE NOTIZIA SULLA STRUNCATURALa struncatura ha origini molto antiche, in maniera accertata amalfitane.
Furono, infatti gli amalfitani, legati da secoli da rapporti commerciali con la Calabria, a fare conoscere ai calabresi questa tipologia di pasta.
Da allora in poi struncatura divenne un alimento tipico della cucina calabrese, che cominciarono a produrla artigianalmente nei panifici di Gioia Tauro già alla fine del XVIII secolo.
Viene tramandato oralmente che i residui di farina e crusca delle operazioni di molitura del grano venivano raccolti dal pavimento.
Una volta impastati, tali scarti venivano adoperati per realizzare una pasta di colore scuro, molto saporita, chiamata in dialetto struncatura.
Tale pasta veniva venduta a prezzi irrisori ed inizialmente era destinata all’alimentazione degli animali, per lo più galline e maiali.
Le famiglie meno abbienti, non potendo permettersi di meglio, cominciarono ad acquistare la struncatura per il proprio fabbisogno alimentare, anche quando divenne una merce per così dire “di contrabbando”, essendo stata vietata dalle Autorità per motivi igienici .
Nel tempo la ricetta della struncatura è stata migliorata e la sua preparazione è stata adeguata alle normative igienico-sanitarie vigenti.
Oggi la pasta viene realizzata in pastifici artigianali con farina di grano duro e farina integrale. ingredienti controllati dal punto di vista sanitario.
In onore della struncatura ogni anno nella provincia di Reggio Calabria vengono organizzate due sagre, una a gioia Tauro ed una a Palmi.
La ricetta della struncatura si valorizza ancora di più quando la inserisci in un menu completo e se alterni sapori e consistenze, con richiami alle ricette calabresi. Per un risultato più conviviale, considera antipasti e secondi.
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