I dolci tipici della città di Messina e del suo territorio sono davvero numerosi.
Ciascuno di essi è un vero e proprio peccato di gola, un attentato alla linea, una goduria inimmaginabile.
Nella maggior parte dei casi sono il riflesso della cultura gastronomica dei popoli che sono transitati sulla nostra isola.
Infatti, la Sicilia è stata, nel corso dei secoli, terra di approdo e di conquista da parte di popoli diversi.
Ben tredici dominazioni si sono susseguite sul suolo di Sicilia, ma i siciliani non si sono mai fatti assimilare da nessuna di esse e non hanno mai perso la loro identità distintiva.
Tuttavia, pur se è vero che il carattere peculiare del popolo siciliano non si è fatto mai schiacciare, è anche indiscutibile che tali dominazioni hanno lasciato molteplici tracce della loro civiltà, influenzando la storia, le tradizioni culinarie, la gastronomia e il sostrato culturale dei siciliani.
Anche la cucina messinese, una delle più antiche della Sicilia, pur avendo una propria peculiarità ha subito delle influenze indiscutibili.
Tutti i popoli che si sono succeduti a Messina hanno lasciato tracce più o meno evidenti della loro cucina.
Da loro i siciliani hanno tratto spunti e tecniche, che poi hanno fatto propri.
I Greci sono stati, però, il popolo che ha più influenzato la gastronomia e la pasticceria messinese.
Qualche riferimento storico a questo punto è d’obbligo.
Tra il X e l’VIII secolo a.C. si verificarono continue migrazioni di gruppi di Greci che per motivi politici, ma anche economici dovuti a problemi legati al sovrappopolamento, furono costretti ad abbandonare la madrepatria e si spinsero con le loro navi fino alle coste meridionali dell’Italia, dove diedero origine alla cosiddetta Magna Grecia (Grande Grecia).
Intorno all’VIII secolo a.C. i Greci iniziarono ad insediarsi lungo le coste della Sicilia.
Il primo insediamento greco fu Naxos (735 a.C.) per opera dei Calcidesi.
Successivamente i Calcidesi fondarono Cuma, nei pressi dell’attuale Napoli e questi ultimi Zancle (circa 760 a.C.), oggi Messina.
In nome Zancle è probabilmente di origine sicula e significa “falce”.
Tale nome venne dato alla città fondata dai Calcidesi in riferimento ala forma particolare del porto, che ricorda una falce ricurva.
Furono, poi, i romani a ribattezzare la città Messana, da cui deriva il nome attuale della città dello Stretto.
Ma questa è tutta un’altra storia.
In questo articolo ci occuperemo dei dolci tipici messinesi, onore e vanto della città di Messina.
Come abbiamo già scritto, nella pasticceria messinese (e nella cucina) è indiscutibile l’apporto greco.
La tradizione culinaria greca si è unita a quella del popolo autoctono del luogo, creando una fusione unica e irripetibile.
Greco è l’amore incondizionato per la ricotta.
Furono, poi, i pasticceri arabi a dare vita a dolci a base di ricotta che vennero perfezionati nei conventi siciliani.
Basti pensare alla cassata, ai cannoli e ad altri preparazioni dolci a base di ricotta.
Greca è l’origine di dolci preparati con miele e mandorle, tanto apprezzati dal popolo messinese.
Qua è là nella pasticceria messinese si rilevano spunti dei popoli che hanno governato Messina.
Tra i dominatori non possiamo non ricordare gli arabi che hanno importato in Sicilia gli agrumi, lo zucchero, i fichi d’India, i pistacchi, le mandorle, il sesamo, la pasta di mandorle.
Nella cucina e nella pasticceria messinese non manca l’apporto della pasticceria araba, che tanto influenzò le città della Sicilia occidentale, prima tra tutte Palermo.
La versione messinese dei dolci di ispirazione araba è, però, sempre più semplice e meno barocca della cucina insulare dell’ovest.
Le specialità messinesi sono, per così dire, “sobrie”, semplici, meno spettacolari.
Contengono una quantità minore di zucchero o di miele e vengono farcite con creme più leggere.
La crema più utilizzata in assoluto è quella di ricotta.
Preparata rigorosamente con ricotta di pecora, la crema di ricotta è l’ingrediente indispensabile per farcire molti dolci messinesi tra cui la cassata, i cannoli, i balò, i sospiri di monaca, le sfinci alla ricotta, la piccola pasticceria, etc.
Con la ricotta, i pistacchi, le mandorle, gli agrumi e la pasta di mandorle i pasticceri messinesi hanno nel tempo dato vita ad un ricco panorama di dolci unici al mondo.
Alla ricchezza dei dolci si affianca quella di gelati, granite, semifreddi e sorbetti, che rendono variegata ed unica la gelateria messinese.
Questo articolo vuole rendere omaggio agli innumerevoli maestri pasticceri, senza nome, che nel tempo hanno reso grande nel mondo la pasticceria messinese.
A questo punto è d’obbligo elaborare un elenco dei dolci tipici di Messina.
Certamente non abbiamo la presunzione di avere riportato tutti i dolci della pasticceria messinese.
Sicuramente ne abbiamo dimenticati alcuni non meno importanti, che meritavano di essere annoverati nel nostro elenco..
Di ciò ci scusiamo, promettendo di inserirli in una fase successiva di lavoro.
Qui di seguito riportiamo i dolci messinesi che, a nostro parere, coniugano memoria ed antichi sapori, presente e passato.
Il nostro desiderio è quello è quello di mantenere intatto il ricordo di antichi sapori, di gustare i dolci con quella innocente golosità che avevamo da bambini.
Come scrive lo scrittore francese Marcel Proust ne “Alla ricerca del tempo perduto” e in particolare nel primo volume “Dalla parte di Swann” basta un profumo, un gesto, un colore per far affiorare in noi il ricordo del mondo perduto dell’infanzia.
A maggior ragione, un sapore stimola i ricordi, facendo emergere dal buio della dimenticanza la magia di ricordi e di persone.
Proust racconta a tale proposito l’episodio della madeleine, un biscotto a forma di conchiglia, allungata o rotonda, che per aspetto ricorda la conchiglia di San Giacomo (o capasanta).
Ecco ciò che Swann racconta:
Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè.
[…] Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati madeleine.
[…] Appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato…un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa.
[…] Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della madeleine.
[…] All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di madeleine che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio.
• AGNELLINI PASQUALI

Gli agnellini pasquali sono dolci tradizionali messinesi, tipici del periodo pasquale.
Si tratta di agnellini realizzati in appositi stampi con finissima pasta di mandorle.
Possono essere vuoti all’interno oppure ripieni all’interno di pasta di mandorle.
Gli agnellini di Pasqua più pregiati contengono al loro interno del torrone gelato.
Il riferimento simbolico del dolce è chiaro.
Nel Nuovo Testamento l’Agnello Pasquale è simbolo di Gesù Cristo, immolato come vittima innocente per la salvezza dell’umanità.
Nell’iconografia ecclesiastica il Cristo viene spesso rappresentato in forma di agnello portatore di una croce o di uno stendardo.
Per tale motivo, spesso nelle pasticcerie messinesi si trovano in vendita agnellini di pasta di mandorle, portatori di uno stendardo.
• BALÒ DI RICOTTA

Sono dei panzerotti morbidi di forma più o meno grande, che vengono farciti con ricotta di pecora passata al setaccio e lavorata insieme a zucchero, cannella e vaniglia.
A preparazione ultimata, i Balò di ricotta vengono fritti in olio abbondante e passati nello zucchero semolato, talvolta profumato alla vaniglia.

Profiteroles
• BIANCO MANGIARE
Il bianco mangiare è uno squisito dolce al cucchiaio.
È una ricetta molto antica di origini arabe, la cui nascita viene fatta risalire attorno al XII secolo.
Prende il nome dagli ingredienti con cui i dolce viene realizzato, tutti di colore bianco: latte, zucchero e amido.
Ad essi viene aggiunta per profumare una scorzetta di limone.
Gli ingredienti vengono lasciati sobbollire su fuoco dolce fino a quando si addenseranno, formando una crema liscia, leggera e profumata.
• BISCOTTI ALL’ANICE
I biscotti all’anice messinesi sono dei biscotti morbidi che emanano un intenso profumo di anice avvertibile già prima del primo morso.
Hanno la consistenza del pan di Spagna ed un colore ambrato.
La caratteristica del biscotti all’anice è la doppia cottura.
Spesso a Messina si gustano inzuppati della granita, in alternativa alla classica brioche col tuppo.

Brioche Siciliane
• BOCCONETTO
È un dolce da forno la cui origine risale alla dominazione araba. È È tipico di Sant’Angelo di Brolo, in provincia di Messina, cittadina in cui viene chiamato “ Buccunettu”.
Il prodotto è inserito nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali (P.A.T.).
Il bocconetto è costituito da un involucro di pasta farcito con un ripieno a base di zucchina lunga, zuccata, mandorle, cannella, chiodi di garofano e zucchero.
Dopo la cottura in forno il dolce viene ricoperto di glassa e decorato.
• CANNOLO

Cannoli Siciliani alla Ricotta
• CARDINALI
Sono dei biscotti tipici della pasticceria di Patti, un comune in provincia di Messina.
Sono preparati con un impasto a base di mandorle.
Vengono, poi, ricoperti di glassa bianca e decorati con zucchero cristallino rosso.
• CASSATA

Cassata Siciliana
Per quanto riguarda la cassata messinese, essa è una torta a base di pan di Spagna,
che viene farcita con ricotta di pecora impastata con zucchero, cioccolato, canditi ed aromi.
Una volta assemblata, la cassata viene rivestita di pasta reale e ornata con frutta candita e/o decorazioni di vario tipo.
A differenza della cassata palermitana, la cassata messinese è meno “barocca”.
Viene preparata con meno zucchero, con ,meno canditi con una crema di ricotta più raffinata, più leggera e con una glassa più sottile.
La Cassata siciliana viene preparata anche in monoporzione (la cosiddetta “cassatina”).
• CARROBISI
Sono dolci tipici di Alcara Li Fusi, un comune messinese.
Si tratta di ravioli preparati con un impasto arricchito da mandorle ed aromatizzato con buccia di limone e mandarino.
I carrobisi vengono, poi, farciti con un ripieno a base di fichi secchi e cannella cotti nel vino aromatizzato alla cannella.
Ottenuti tanti ravioli, i dolci vengono cotti in forno.
• CIAMBELLINE ALLA MESSINESE

Sono biscotti da inzuppare o da sgranocchiare tipici della città dello Stretto.
Sono realizzate con la pasta frolla aromatizzata con essenza di vaniglia e di cannella.
Una volta modellate, le ciambelline vengono cotte in forno.
Le ciambelline vengono gustate a colazione o a merenda.
Estremamente golose, piacciono a grandi e piccini.

Cuddura cu l’ova

Frutta Martorana
• GELO DI MELLONE

Il gelo di mellone è un gustoso dolce al cucchiaio, da consumare come dessert nelle afose giornate estive.
È fresco, delicato, leggero.
Viene preparato aggiungendo amido e zucchero al succo di anguria, chiamata in dialetto messinese “mellone”.
Il succo viene lasciato addensare sul fuoco e poi arricchito con cioccolato sminuzzato e pezzetti di cedro.

Granita Fragola con Panna
• LATTE DOLCE FRITTO
La ricetta del latte dolce fritto è una specialità tipicamente casalinga, molto apprezzata a Messina e in tutta la Sicilia.
Il dolce ha origini antiche e viene preparato anche in altre regioni.
A Messina viene preparato per Carnevale.
Si tratta di una crema pasticcera profumata con buccia di limone e/o cannella.
Una volta fredda, la crema viene prima tagliata in rombi, poi passata in albumi montati a neve ed infine nel pangrattato.
Per completare, i pezzetti di latte dolce vengono fritti in olio ben caldo e, poi, lasciati raffreddare.
Infine, il latte dolce fritto viene cosparso di zucchero a velo.
• LULÙ MESSINESE
È un dolce tipico della pasticceria messinese, realizzato con la pasta bignè.
Probabilmente è poco conosciuto da chi non è messinese, ma non per questo risulta meno squisito rispetto ad altri dolci.
Il Lulù messinese ha una forma leggermente irregolare.
Una volta pronta, la pasta bignè viene versata in stampini da babà e cotta in forno.
Ciascun Lulù viene , poi, farcito con panna montata aromatizzata e spolverato di zucchero a velo.
Il Lulù messinese viene realizzato anche con crema al cioccolato e, in questo caso, è cosparso di cacao in polvere.
• MOSTARDA TRADIZIONALE (CÀ CINNIRI)

Mostarda di Uva Tradizionale
• MUSTAZZOLA ‘I MISSINA
I Mustazzola, chiamati anche Mustazzoli, sono dei dolci di origini antichissime.
Probabilmente le prime preparazioni risalgono al tempo degli antichi romani.
Sembra che il termine “mustazzoli” faccia riferimento al mosto che veniva aggiunto agli ingredienti.
Oggi spesso il mosto viene sostituito da vino cotto.
I mustazzola sono dei biscotti che un tempo venivano preparati solo nel periodo di Natale, ma che oggi si possono acquistare in qualsiasi periodo dell’anno.
Esistono diverse versioni dei mustazzola, giacché ogni città siciliana ha la propria variante.
Le versioni messinesi sono due.
La prima versione consiste in una frolla sottile farcita con un composto a base di amido, vino cotto, gherigli di noce, mandorle tostate, buccia di arancia, aromi e spezie.
Successivamente, i biscotti vengono modellati ad S e cotti in forno.
La seconda versione viene preparata con un impasto a base di farina, acqua tiepida, zucchero e lievito, aromatizzato con un trito di mandorle tostate, chiodi di garofano e cannella.
Una volta pronti, sulla superficie dei mustazzola vengono incisi dei disegni con la punta di un coltello oppure i biscotti vengono decorati con una glassa di zucchero.
Infine, i mustazzola vengono cotti in forno.
• NACATULI EOLIANI
Si tratta di dolci tipici delle isole Eolie, un arcipelago in provincia di Messina.
Sono composti da una doppia sfoglia sottilissima di forma rotonda, che racchiude al suo interno una farcia preparata con mandorle, miele o zucchero, cannella, vino dolce e acqua di rose.
Una volta modellati, i nacatuli vengono cotti in forno.
Il nome “nacatolo” deriva dal tardo latino “nucatus”, che significa “condito con noci”.
Infatti, nei tempi antichi i nucatoli venivano farciti con un ripieno base di noci.

Nipitiddate
• ‘NZUDDI

‘Nzuddi

Ossa di Morto

Panini di Cena Messinesi
• SCIAUNI O CIAUNI
È una preparazione dolciaria tipica di Motta Camastra, un comune in provincia di Messina.
I dolci vengono chiamati in dialetto “sciauna o ciauna”.
Sono dei ravioli fritti, ripieni di finissima ricotta lavorata con zucchero a velo e cannella.
Una variante più recente utilizza come farcia la nutella.
• PASTA REALE DI MISTRETTA
Si tratta di una preparazione dolciaria tipica di Mistretta, un comune messinese.
Sono dolci realizzati con la pasta reale o pasta di mandorle, un impasto preparato con farina di mandorle, zucchero, acqua e vaniglia.
I dolci vengono modellati a mano e danno forma a un vasto campionario di fiori o frutta.
Le varie forme vengono, poi, adagiate su una sottile base di pasta frolla e
passate velocemente in forno.
• PASTA SQUADATA
Si tratta di una ricetta tipica delle isole Eolie, un arcipelago in provincia di Messina.
I dolci vengono preparati con un impasto preparato con acqua farina, zucchero ed olio.
Con l’impasto si preparano delle forme per lo più floreali.
Esse vengono prima fritte e, poi, cosparse con un mix di zucchero, cannella e rosmarino in polvere.
• PASTICCIOTTI DOLCI DI CARNE
Sono dei dolci tipici della tradizione dolciaria di Patti, un comune in provincia di Messina.
Sono dei dolci di forma tonda, ripieni di carne di vitello, di mandorle tostate e tritate, di aromi e di spezie.
A cottura ultimata, vengono cosparsi di zucchero al velo e decorati con zucchero cristallino rosso posto sulla sommità del dolce.
I pasticciotti di carne sono nati nel Monastero di Santa Chiara, fondato a Patti nel 1407 e retto dalle Clarisse.
Nel monastero venivano educate le giovani fanciulle pattesi, che ebbero modo di apprendere la ricetta dei pasticciotti dolci di carne.
Una volta tornate a casa, esse tramandarono di generazione in generazione le modalità di preparazione della ricetta.

Pesche Dolci Messinesi
La pignolata al miele è un dolce tipico dell’Italia meridionale.
A Messina il dolce è stato probabilmente introdotto durante il periodo della dominazione spagnola.
Si tratta di palline di pasta fritta, che vengono ricoperte di miele e guarnite con confettini colorati.
Per tradizione la pignolata al miele viene preparata durante il periodo di Natale e per Carnevale.

Pignolata alla Messinese
• PIPARELLI MESSINESI

I “Pipareddi ‘i Messina” sono dei biscotti semplici alla mandorla, che vengono aromatizzati con miele, con buccia di arancia e con spezie come la cannella, i chiodi garofano, la vanillina e la noce moscata.
La loro preparazione appartiene alla tradizione dolciaria messinese.
Sono ottimi inzuppati nella Malvasia di Lipari, nel Passito di Pantelleria o nel Marsala.

Riso Nero alla Messinese
• SFINGI DI CARNEVALE ALLA MESSINESE
Si tratta di una ricetta tipica del periodo di Carnevale.
L’origine del dolce è antica, ma incerta.
Alcuni studiosi ritengono che le sfinci in origine erano delle frittelle augurali che al tempo dell’antica Roma venivano degustate durante i riti celebrati in occasione del Solstizio d’inverno.
Altri, invece, ritengono che l’origine delle “sfinci” debba essere collocata nel periodo della dominazione araba in Sicilia (827-1091).
Le sfinci alla messinese sono frittelle di pasta lievitata che viene arricchita con l’aggiunta di uva passa.
Vengono fritte a cucchiaiate in olio ben caldo.
Infine, vengono insaporite con un mix di zucchero semolato e cannella.

Sfinci di Riso
• SFINCI DI ZUCCA GIALLA (O SFINCI DI CUCUZZA)
Sono delle squisite frittelle preparate con la zucca gialla (in messinese “cucuzza”).
Vengono fritte a cucchiaiate e, poi, passate nello zucchero semolato.
Alcune versioni del dolce prevedono che le sfinci di zucca, a fine cottura, vengano insaporite con miele o con vino cotto.
In passato, le sfinci di zucca erano ritenute beneauguranti.
In occasione della costruzione di un tetto, le donne per tradizione erano solite preparare le sfinci di zucca ed offrirle, a conclusione dei lavori, a parenti ed amici.
Le sfinci di zucca sono tipiche delle Isole Eolie, un arcipelago in provincia di Messina.
• SOSPIRI DI MONACA ALLA MESSINESE

In dialetto messinese i dolci sono chiamati “Suspiri ‘i monaca”.
È sconosciuta la motivazione dell’insolito nome dato a questi dolci.
Probabilmente la loro delicatezza ha fatto pensare ai sospiri delle fanciulle che un tempo venivano costrette dalla famiglia alla monacazione.
I sospiri di monaca sono dei dolci dal gusto delicatissimo.
Vengono preparati con una pasta savoiarda e cotti in forno.
A cottura ultimata, vengono farciti con una crema soffice e leggera alla ricotta.
Per completare, viene appoggiata sulla crema una scorzetta di arancia candita e il dolce viene cosparso di zucchero a velo.
• SPICCHITEDDI
Sono dei biscotti natalizi, a forma di trapezio o di quadrato, presenti in quasi tutte le Isole Eolie, un arcipelago in provincia di Messina.
Gli spicchiteddi sono preparati con un impasto a base di farina, vino cotto, scorza di agrumi, mandorle, zucchero, strutto, chiodi di garofano e cannella.
Vengono, poi, cotti in forno.
• STELLA DI NATALE
È una specialità tipica del periodo natalizio.
Viene preparata, a forma di stella, con pasta di mandorle profumata con aromi naturali ed arricchita con morbido cedro candito e buccia di arancia candita.
Una volta modellata e completata, la Stella di Natale viene guarnita con creative decorazioni.

Torciglioni al Cioccolato
• TORRONE GELATO
Il torrone gelato (in dialetto “turruni gelatu”), è una delle più tipiche specialità della pasticceria messinese.
Per tradizione è legato al periodo di Natale, ma oggi viene prodotto tutto l’anno.
Il nome del dolce potrebbe fare pensare che si tratti di un gelato.
Niente di più falso.
Il torrone gelato è un torrone molto morbido a base di frutta candita, mandorle, vaniglia, essenza di agrumi e zucchero fondente.
Viene, poi, messo a rassodare in una forma.
Una volta modellato, il torrone gelato viene coperto con cioccolato fondente o con cioccolato bianco (talvolta abbellito con coloranti naturali).
Il torrone gelato, a fine preparazione, viene variamente decorato.
Si serve a fette e si conserva a temperatura ambiente (non in frigorifero).
Il torrone gelato viene prodotto anche in piccoli torroncini monoporzione.
• VASTIDDUZZE
Sono dei dolcetti di varia forma che in occasione della festa di San Giuseppe sono preparati a Salina, una delle isole dell’arcipelago delle Eolie, in provincia di Messina.
Le vastidduzze vengono preparate con una sfoglia sottile farcita con un composto a base di uva passa, mandorle, zucchero, vino cotto e spezie.
Vengono, poi, cotte in forno.
• VIENNESI

Viennesi
Sono, poi, inumiditi con una bagna al rum e farciti con una crema diplomatica.
Infine, vengono cosparsi di zucchero a velo.

Zuccherate Messinesi