Ricetta Sfinci Messinesi di Redazione, Pubblicata il 4 Febbraio 2010, Aggiornata 29 Agosto 2026
Dosi per 6 persone
Per l’impasto
500 g di farina 00
25 g di lievito di birra
acqua q.b
1 cucchiaio abbondante di olio extravergine d’oliva
2 cucchiai di zucchero
la buccia grattugiata di un limone o di un’arancia non trattati (facoltativo)
150 g di uva passa
poco meno di mezzo cucchiaio di sale
Per spolverizzare
zucchero semolato e qualche pizzico di cannella in polvere
Per friggere
olio di semi di arachidi
NOTE
CURIOSITÀ
A Messina la ricetta prende il nome di “Sfinci di Carnilivari”
A seconda della località, si considera il nome “sfince” femminile o maschile.
Si dice, infatti,”le sfinci”, “gli sfinci” o “i sfinci”
Per la stessa varietà lessicale, in alcune zone vengono chiamate “sfincie” o “Sfince”.
Occorre precisare che vengono chiamate spesso anche “spinci”.
Cucina con attenzione
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sono buonissimi lo dice una messinese
Anche noi la pensiamo così… Ciao Rosaria e a presto!
Sono ottimi cosi’,questa è la ricetta originale!
lo dice un (sampirotu)Sampietrese(Me). Io ho sostituito l’acqua con il latte. provate! restano piu’ chiare e piu’ morbide.
Ciao Pippo, grazie per il commento e per l’ottima variante del latte.. A presto!
bhè, le diciture dialettali lasciano a desiderare, cmq si chiamano spinci, proprio per il metodo di preparazione, poichè bisogna lavorarli con molta forza e spinta…
per la ricetta io conosco la versione senza olio ne buccia di limone, me l’ha tramandata mio nonno che era pasticcere in una rinomata pasticcaria di Messina…Bhè allora adesso mi tocca provare la vostra di ricetta!
Ciao Cristina, le “sfinci” (chiamate anche “spinci”) sono frittelle di origine antichissima, la cui consistenza morbida e porosa ricorda quella delle spugne marine.
Sull’origine della parola “sfinci” (al singolare sfincia”) vi sono diverse ipotesi.
Alcuni la fanno derivare dall’arabo “isfang”, termine che indica una frittella morbida e addolcita con il miele.
Altri la fanno derivare dal latino “spongia”, cioè spugna, a propria volta derivante dal greco “sfoggia”, che ha lo stesso significato.
Nessuna ipotesi accreditata collega il termine con la tipologia della lavorazione.
Pertanto, l’asserire che il termine sia collegato al modo di lavorare l’impasto può essere considerato un ‘ipotesi popolare.
Grazie per la variante che ci hai suggerito. La proveremo anche noi. A presto.
In messinese, o almeno nella parlata di Messina citta’, si dice “CANNALUARI” e non “carnilivari”
Grazie per la ricetta – mi ricorda di mia madre!
Sono buonissimi!!!!!!io li ho provati a Trapani cucinati dalla zia della mia amica ……..una favola!!!Ciao Sicilia!!!!!
Le ho mangiate per 40 anni , hanno accompagnato la mia infanzia e la mia adolescenza,sono specialita messinesi ,e per distingurle dalle altre fatte nelle varie citta siciliane , si chiamano crispeddi.,molto usate nel giorno di San Giuseppe e a carnevale ( in siciliano a cannaluari )Vengono anche farcite con la ricotta di pecora.
Tutto quanto è stato scritto è rigorosamente esatto solo che non è stato osservato il particolare che nella tradizione Messinese le spince vengono fritte con modalita’ diverse. !°) la crema di ricotta deve essere inglobata nella pasta prima della frittura (per fare cio’ bisogna essere molto abili) “° la pasta va mischiata con pezzettini di acciuga salata opportunamente preparata: 3°senza niente solo pasta fritta da condire a piacimento,4° con l’uva passa ammorbidita nell’acqua o meglio nel liquore di amarena o ciliegia;5°la parte finale dell’impasto allungarlo con liquore all’amarena e friggerlo
Ciao a tutti!
Premetto che in cucina non sono per niente pratico, ma ho promesso questi dolci ai coinquilini francesi e non voglio deluderli!
Le quantità indicate negli ingredienti, per quante persone sono? Quante sfinci vengono più o meno?
Grazie, ciao!
Ciao, con le dosi indicate nella ricetta si ottengono all’incirca sfinci per 6 persone. A presto!
Ottima ricetta! Secondo voi posso preparare l’impasto la sera prima e friggerle il giorno dopo a pranzo? Grazie
Ciao Eli, noi di solito friggiamo le sfinci di carnevale appena completata la lievitazione.
Tu, non appena finita la normale lievitazione a temperatura ambiente, puoi provare a mettere l’impasto in frigorifero.
Ti raccomandiamo di coprire la ciotola con la pellicola alimentare, in modo che esso non s’impregni di odori.
Il giorno successivo, estrai l’impasto dal frigorifero e lascialo rinvenire per almeno un’ora a temperatura ambiente e in un luogo lontano da correnti d’aria.
Quindi, procedi con la frittura delle sfinci di carnevale alla messinese.
Facci sapere com’è andata. A presto!