Sfinci Messinesi

Ricetta Sfinci Messinesi di , Pubblicata il 4 Febbraio 2010, Aggiornata 29 Agosto 2026

“Gli sfinci messinesi sono un dolce goloso, perfetto per concludere il pasto, facile da preparare. La ricetta si prepara in circa 1 ora, con dosi per 6 persone.”
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Sfinci messinesi

Pronta in 4 ore

Le Sfinci Messinesi sono una specialità della cucina siciliana.
Le sfinci sono dei dolci tipici che vengono preparati nel periodo di Carnevale e durante le feste di Natale.
La Ricetta, gli Ingredienti e i Consigli.

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Ingredienti per Sfinci Messinesi

Dosi per 6 persone

  • Per l’impasto

    • 500 g di farina 00

    • 25 g di lievito di birra

    • acqua q.b

    • 1 cucchiaio abbondante di olio extravergine d’oliva

    • 2 cucchiai di zucchero

    • la buccia grattugiata di un limone o di un’arancia non trattati (facoltativo)

    • 150 g di uva passa

    • poco meno di mezzo cucchiaio di sale

  • Per spolverizzare

    • zucchero semolato e qualche pizzico di cannella in polvere

  • Per friggere

    • olio di semi di arachidi

Come fare gli Sfinci Messinesi

Preparazione
  1. 1
    Fare rinvenire l’uva passa in una tazza di acqua tiepida. Dopo una decina di minuti, scolarla ed asciugarla. Setacciare la farina. Versarla in una ciotola a formare la classica fontana.
  2. 2
    Versare nella cavità l’olio ed il lievito sciolto in mezzo bicchiere di acqua tiepida.
  3. 3
    Iniziare a lavorare l’impasto, aggiungendo, in successione, lo zucchero, la buccia grattugiata di limone o di arancia (facoltativo) ed il sale.
  4. 4
    In ultimo, unire l’uva passa infarinata. Seguitando a sbattere, aggiungere, a poco a poco, l’acqua tiepida indispensabile per ottenere una pastella morbida e vellutata.
  5. 5
    Continuare a lavorare l’impasto, sbattendolo con la mano leggermente flessa e le dita aperte, in modo da smuoverlo con il palmo della mano e, contemporaneamente, lasciarlo scivolare tra le dita.
  6. 6
    Proseguire, sbattendo energicamente l’impasto, finché risulterà perfettamente liscio ed omogeneo.
  7. 7
    Occorreranno all’incirca tra i 15 ed i 20 minuti dall’inizio della lavorazione. Dipende, poi, dal vigore con cui si sbatte l’impasto.
  8. 8
    A questo punto, coprire la ciotola e lasciare lievitare l’impasto per 2-3 ore o fino a quando sulla sua superficie cominceranno ad apparire delle bollicine.
  9. 9
    Friggere, poi, le sfinci, poche alla volta, a cucchiaiate nell’olio caldo. Appena diventeranno gonfie e dorate, prelevarle con una schiumarola forata e metterle a sgocciolare su carta assorbente da cucina.
  10. 10
    Lasciarle raffreddare e, prima di servirle, rotolarle, una per una, nello zucchero semolato mescolato alla cannella. Consumare le sfinci messinesi calde o fredde.

NOTE

CURIOSITÀ

A Messina la ricetta prende il nome di “Sfinci di Carnilivari”
A seconda della località, si considera il nome “sfince” femminile o maschile.
Si dice, infatti,”le sfinci”, “gli sfinci” o “i sfinci”
Per la stessa varietà lessicale, in alcune zone vengono chiamate “sfincie” o “Sfince”.
Occorre precisare che vengono chiamate spesso anche “spinci”.

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14 commenti all'articolo “Sfinci Messinesi”

  1. rosaria ha detto:

    sono buonissimi lo dice una messinese

  2. Pippo ha detto:

    Sono ottimi cosi’,questa è la ricetta originale!
    lo dice un (sampirotu)Sampietrese(Me). Io ho sostituito l’acqua con il latte. provate! restano piu’ chiare e piu’ morbide.

  3. Cristina ha detto:

    bhè, le diciture dialettali lasciano a desiderare, cmq si chiamano spinci, proprio per il metodo di preparazione, poichè bisogna lavorarli con molta forza e spinta…
    per la ricetta io conosco la versione senza olio ne buccia di limone, me l’ha tramandata mio nonno che era pasticcere in una rinomata pasticcaria di Messina…Bhè allora adesso mi tocca provare la vostra di ricetta!

    • FraGolosi ha detto:

      Ciao Cristina, le “sfinci” (chiamate anche “spinci”) sono frittelle di origine antichissima, la cui consistenza morbida e porosa ricorda quella delle spugne marine.
      Sull’origine della parola “sfinci” (al singolare sfincia”) vi sono diverse ipotesi.
      Alcuni la fanno derivare dall’arabo “isfang”, termine che indica una frittella morbida e addolcita con il miele.
      Altri la fanno derivare dal latino “spongia”, cioè spugna, a propria volta derivante dal greco “sfoggia”, che ha lo stesso significato.
      Nessuna ipotesi accreditata collega il termine con la tipologia della lavorazione.
      Pertanto, l’asserire che il termine sia collegato al modo di lavorare l’impasto può essere considerato un ‘ipotesi popolare.
      Grazie per la variante che ci hai suggerito. La proveremo anche noi. A presto.

  4. patrick pregiato ha detto:

    In messinese, o almeno nella parlata di Messina citta’, si dice “CANNALUARI” e non “carnilivari”
    Grazie per la ricetta – mi ricorda di mia madre!

  5. mcrmcr ha detto:

    Sono buonissimi!!!!!!io li ho provati a Trapani cucinati dalla zia della mia amica ……..una favola!!!Ciao Sicilia!!!!!

  6. mariano oliveri ha detto:

    Le ho mangiate per 40 anni , hanno accompagnato la mia infanzia e la mia adolescenza,sono specialita messinesi ,e per distingurle dalle altre fatte nelle varie citta siciliane , si chiamano crispeddi.,molto usate nel giorno di San Giuseppe e a carnevale ( in siciliano a cannaluari )Vengono anche farcite con la ricotta di pecora.

  7. Benito ha detto:

    Tutto quanto è stato scritto è rigorosamente esatto solo che non è stato osservato il particolare che nella tradizione Messinese le spince vengono fritte con modalita’ diverse. !°) la crema di ricotta deve essere inglobata nella pasta prima della frittura (per fare cio’ bisogna essere molto abili) “° la pasta va mischiata con pezzettini di acciuga salata opportunamente preparata: 3°senza niente solo pasta fritta da condire a piacimento,4° con l’uva passa ammorbidita nell’acqua o meglio nel liquore di amarena o ciliegia;5°la parte finale dell’impasto allungarlo con liquore all’amarena e friggerlo

  8. Letti ha detto:

    Ciao a tutti!
    Premetto che in cucina non sono per niente pratico, ma ho promesso questi dolci ai coinquilini francesi e non voglio deluderli!
    Le quantità indicate negli ingredienti, per quante persone sono? Quante sfinci vengono più o meno?
    Grazie, ciao!

  9. Eli ha detto:

    Ottima ricetta! Secondo voi posso preparare l’impasto la sera prima e friggerle il giorno dopo a pranzo? Grazie

    • FraGolosi ha detto:

      Ciao Eli, noi di solito friggiamo le sfinci di carnevale appena completata la lievitazione.
      Tu, non appena finita la normale lievitazione a temperatura ambiente, puoi provare a mettere l’impasto in frigorifero.
      Ti raccomandiamo di coprire la ciotola con la pellicola alimentare, in modo che esso non s’impregni di odori.
      Il giorno successivo, estrai l’impasto dal frigorifero e lascialo rinvenire per almeno un’ora a temperatura ambiente e in un luogo lontano da correnti d’aria.
      Quindi, procedi con la frittura delle sfinci di carnevale alla messinese.
      Facci sapere com’è andata. A presto!

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