Ricetta Cassata di Ricotta alla Siciliana di Redazione, Pubblicata il 28 Ottobre 2014, Aggiornata 8 Settembre 2026
Dosi per 8 persone
Per il Pan di Spagna
85 g di farina 00
65 g di fecola di patate
5 uova medie (da 50-60 g) a temperatura ambiente
150 g di zucchero semolato
1 baccello di vaniglia Bourbon
1 pizzico di sale
Per la crema di ricotta
500 g di ricotta freschissima di pecora
285 g di zucchero semolato
¼ di bustina di vaniglia
70 g di zucca candita
70 g di cioccolato in gocce
70 g di scorza d’arancia candita
Per la Pasta reale
200 g di farina di mandorle
200 g di zucchero
120 ml di acqua
un pizzico di vaniglia
qualche goccia di colorante alimentare verde
Per la bagna
240 ml di acqua
160 g di zucchero e ½ bicchierino di maraschino
Per la glassa di zucchero (o fondente)
150 g di zucchero a velo vanigliato
20 ml di acqua calda
Per decorare
frutta candita assortita (ciliegie, arance candite, cedro candito, nastri di zuccata, etc.)
NOTE PER LA PASTA REALE
ETIMOLOGIA DEL TERMINE “CASSATA”
L’etimologia del termine “cassata” è incerta e la nascita del dolce oscilla tra leggenda e realtà.
Due sono le più accreditate opinioni in merito:
LA NASCITA DELL’ODIERNA CASSATA
Il dolce a cui abbiamo fatto riferimento finora era, dunque, una torta rotonda, formata da una pasta addolcita, la pasta frolla, contenente una crema di ricotta dolcificata.
Essa veniva cotta al forno.
La cassata che è diventata il simbolo della Sicilia, nella sua forma odierna, nacque intorno al 1878, per merito di un celebre pasticcere palermitano, il cav. Salvatore Gulì, che si fregiava del titolo di “Confetturiere di Casa Reale”.
Egli ebbe l’dea di sostituire la pasta frolla, che andava infornata, con un impasto più morbido, il Pan di Spagna.
Il cav. Gulì inserì anche la zuccata tra gli ingredienti che, nel frattempo, si erano andati aggiungendo alla crema di ricotta e, cioè, il cioccolato ed i canditi.
Era nata, dunque, la Cassata siciliana, dolce “degli Dei” e simbolo della raffinatezza dei dolci siciliani.
NOTE
NOTIZIE STORICHE SULLA CASSATA
GLI ANTICHI PROVERBI INNEGGIANO ALLA CASSATA
Il già citato“Tintu è cu non mancia a cassata a matina ri pasqua” oggi potrebbe essere reinterpretato diventando “Tintu è cu non mancia a cassata quannu avi valia”, cioè quando ne ha voglia, dal momento che la Cassata è diventata nel tempo un dolce da consumare durante tutto l’anno, non solo in Sicilia, ma, grazie all’esportazione, in tutto il mondo.
Un altro proverbio recita: “Cu nn’appi nn’appi cassateddi i Pasqua”, cioè “Chi ne ha avuto ne ha avuto di cassatelle di Pasqua”.
Il senso dell’antico detto è chiarissimo per noi siciliani: cogli l’attimo, non rimandare, assapora una bella fetta di cassata siciliana, perché, quando finisce, chi ne avuto ne ha avuto e, chi non ne ha approfittato, ha meritato di rimanere “a bocca asciutta”.
Cucinare con la ricotta permette di variare tra piatti semplici, portate più complete e preparazioni adatte anche alle occasioni speciali. Come alternativa da fine pasto puoi preparare i bicchieri di meringa, lamponi e ricotta, mentre se vuoi preparare tutto in casa puoi scegliere la ricotta fatta in casa. Se preferisci un dessert fresco, come dessert fresco puoi provare il gelato alla ricotta light. Per altre proposte puoi esplorare la sezione dedicata alle ricette con ricotta.
Per approfondire l’utilizzo di questo ingrediente in cucina, può esserti utile anche la guida su per preparare gli gnocchi di ricotta colorati.
Cucina con attenzione
Le informazioni pubblicate su FraGolosi sono fornite a scopo informativo e non sostituiscono indicazioni mediche, nutrizionali o professionali. La preparazione e il consumo delle ricette restano una scelta personale e sotto la responsabilità di chi le utilizza.
Scopri tutte le buone pratiche in cucina →
Hai provato questa ricetta?
Raccontaci com'è andata, condividi una variante o chiedici un consiglio sulla preparazione. Il tuo commento può essere utile anche ad altri lettori.