Nduja fatta in casa

Ricetta Nduja fatta in casa di , Pubblicata il 29 Ottobre 2014, Aggiornata 19 Settembre 2026

“La nduja fatta in casa è una preparazione di base utile da conoscere e riutilizzare in cucina. La ricetta richiede un tempo di circa 30 minuti.”
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Nduja preparata in casa

Pronta in 30 minuti

La ‘Nduja Fatta in Casa è uno dei prodotti tipici calabresi più conosciuti.
Si tratta di un insaccato dalla consistenza morbida e dal gusto piccante.
La ‘nduja calabrese è realizzata con pochi ingredienti e i principali sono carne di suino e peperoncino piccante.
La Ricetta, gli Ingredienti e i Consigli.

Ingredienti per Nduja fatta in casa

Dosi per persone

  • Per l’insaccato

    • 1 kg di carni scelte di suino grasse e magre (pancetta, lardo e guanciale), a seconda dei gusti da 150 a 250 g di peperoncino calabrese fresco

    • 50 g di peperoncino piccante già essiccato e macinato

    • 30 g di sale e pepe nero q.b

  • Occorrente per l’insaccatura

    • budello dell’intestino cieco chiamato “orba” (da orbus=cieco) o in alternativa adoperare altri tratti di budello

Come preparare la Nduja fatta in casa

Preparazione
  1. 1
    Lavare il budello sia dentro che fuori con acqua calda e sale (oppure aceto), poi controllare che non presenti fori o altri difetti. Lasciarlo a bagno in una bacinella contenete acqua tiepida, sale e ½ bicchiere di aceto per circa 3 ore. Successivamente, sgrondarlo e lasciarlo asciugare perfettamente.
  2. 2
    Macinare i peperoncini essiccati in un luogo ben arieggiato per evitare la lacrimazione degli occhi. Lavare i peperoncini freschi, poi rimuovere i piccioli. Tagliare la carne in piccoli pezzi e passarla più volte nel tritacarne assieme al peperoncino fresco sminuzzato fino ad ottenere un composto cremoso.
  3. 3
    Metterlo in una ciotola (o sul piano di lavoro) ed unire il peperoncino macinato. Insaporirle di sale, di pepe ed impastare energicamente con le mani fino ad ottenere un miscuglio omogeneo di consistenza tale da essere spalmabile.
  4. 4
    Lasciarlo riposare per alcune ore. Con il tritacarne munito di imbuto insaccare il miscuglio di carne suina/peperoncino/sale nel budello cieco. In alternativa, se si desidera preparare degli insaccati più piccoli insaccare il miscuglio in budella più piccole. Prima di legare l’estremità del budello, pressarlo e punzecchiarlo con un ago per fare fuoriuscire l’aria.
  5. 5
    Poi, nel caso di ‘nduja insaccata nell’orba, con lo stesso spago da cucina creare una gabbia tutto intorno al budello (come si fa per l’arrosto). Questa operazione contenitiva non è necessaria per il salame insaccato in un budello piccolo. A questo punto appendere l’insaccato ed affumicarlo esponendolo al fumo di legna di olivo e di robinia per 7 giorni.
  6. 6
    A tale proposito, è bene precisare che per la preparazione in casa della ‘nduja, il cui uso è strettamente legato all’ambiente familiare, generalmente non si utilizza l’affumicatura. Passare, quindi, alla stagionatura del prodotto, i cui tempi di stagionatura dipendono dalla pezzatura della ‘nduja.
  7. 7
    Appendere, dunque, la ‘Nduja alle travi del soffitto della cantina e lasciarla stagionare per un tempo variabile da 1 mese agli 8 mesi ed oltre, a seconda della grandezza del salame.
  8. 8
    Durante il periodo della stagionatura, il budello della ‘nduja si asciugherà diventando di color marroncino. Invece, l’interno del salame rimarrà morbido, cremoso e spalmabile. A stagionatura avvenuta, lasciare la ‘nduja preparata in casa nel budello e, una volta aperta, conservarla in frigorifero.
  9. 9
    In alternativa, eliminare il budello e trasferire la nduja in un vasetto di vetro (precedentemente sterilizzato) unto sul fondo di olio e cosparso di peperoncino in polvere (facoltativo).
  10. 10
    Pressare, quindi, la ‘nduja con la punta delle dita in modo da non lasciare spazi vuoti, poi ricoprirla di olio. Lasciare il vasetto semichiuso per un giorno intero, poi se necessario rabboccare l’olio. Tappare e mettere la ‘nduja in frigorifero.

NOTE

ETIMOLOGIA DEL TERMINE ‘NDUJA

Il termine ‘Nduja deriva dal francese “Andouille”, nome dato ad un salsicciotto, di produzione francese, contenente trippa e altre parti di scarto del maiale.
Per successive trasformazioni il nome francese è diventato “Anduill” da cui “A nduja”.
È incerto il momento in cui l’Andouille è stata introdotta in Calabria.
Secondo alcuni l’Andouille potrebbe essere stata importata durante il periodo napoleonico (1806-1815), quando Gioacchino Murat, re del regno di Napoli (del quale faceva parte anche la Calabria) fece conoscere ai napoletani l’Andouille.

Secondo altri l’introduzione sarebbe avvenuta molto prima e precisamente nel XVI secolo durante l’occupazione degli Spagnoli.
Una volta conosciuta l’Andouille, i calabresi ne reinterpretarono la preparazione aggiungendo alla carne di maiale abbondante peperoncino.
Nei tempi antichi la ‘Nduja era un alimento “povero”, preparato con gli scarti e le frattaglie del maiale.
Oggi la sua qualità è indiscussa in quanto la ‘Nduja viene preparata con carne scelta.

PRONUNCIA DEL TERMINE NDUJA

In molte zone della Calabria e dell’Italia è diffusa la pronuncia “nduia” mentre in realtà a Spilinga (VV), paese dove è nata la nduja, la pronuncia è letteralmente “ndugia”.

TEMPO DI STAGIONATURA DELLA ‘NDUJA

A seconda della pezzatura della ‘Nduja il tempo di stagionatura varia.
Per pezzature piccole è sufficiente un mese di stagionatura.
Per pezzature più grandi occorrono all’incirca 5-6 mesi di maturazione, che possono protrarsi anche per un arco maggiore di tempo.
Anche dopo l’anno di stagionatura la ‘Nduja mantiene inalterate le proprie proprietà organolettiche e la consistenza rimane sempre cremosa grazie alla quantità di grasso animale presente nella sua composizione.

CONSERVAZIONE DELLA ‘NDUJA

Una volta aperta, la ‘Nduja deve essere conservata in frigorifero.

USO DELLA ‘NDUJA IN CUCINA

La ‘Nduja si utilizza per condire sughi, legumi, minestre o primi piatti (è famosa la Fileja alla ‘nduja).
Si adopera, anche, come condimento per frittate, pizze, toast, bruschette, crostini, formaggi semi-stagionati, etc.

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10 commenti all'articolo “Nduja fatta in casa”

  1. Prodotti tipici calabresi ha detto:

    Leggo sempre il tuo blog e questa ricetta sull’Nduja mi è piaciuta molto. Complimenti!!

  2. giuseppe ha detto:

    eccelente articolo, preciso e di facile interpretazione, grazie.

  3. doriana ha detto:

    ottimo ho mangiato la pasta,

  4. melina ha detto:

    Ho assaggiato questa meraviglia a casa della mia consuocera e da allora l’ho sempre comprata. Adesso Che ho trovato la ricetta voglio provare a farla in casa.

  5. Roberto ha detto:

    Grazie!

  6. Roberto ha detto:

    Nessun aiuto ?

  7. Giuseppe ha detto:

    salve, vorrei provare a fare la n’duia a casa e vorrei metterla nei vasetti, il procedimento è lo stesso? grazie

    • FraGolosi ha detto:

      Ciao Giuseppe, il procedimento è lo stesso. Metti la Nduja nei vasetti di vetro precedentemente sterilizzati e con il fondo unto d’olio.
      Presta attenzione a non lasciare spazi vuoti. Poi, copri la Nduja con uno strato d’olio e lascia il vasetto semichiuso per un giorno intero.
      Se, trascorso il tempo indicato, l’olio dovesse essere stato assorbito, versane dell’altro sulla superficie della Nduja.
      Chiudi i vasetti con i coperchi e mettili in frigorifero. A presto!

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