Ricetta Forralt Bor (Hot Wine) di Redazione, Pubblicata il 27 Dicembre 2015, Aggiornata 14 Settembre 2026
Dosi per 8 persone
Per il Forralt bor
1 bottiglia di vino rosso (preferibilmente “Egri Bikavér”)
120 g di zucchero semolato
la scorza di un’arancia o di un limone non trattati
2 stecche intere di cannella
8 chiodi di garofano interi
Ingredienti a scelta da aggiungere, se graditi
1 anice stellato
¼ di cucchiaino di pepe di Caienna. ¼ di cucchiaino di pepe nero in polvere
¼ di cucchiaino di paprika ungherese
¼ di cucchiaino di noce moscata
¼ di cucchiaino di cardamomo
qualche fettina di limone o di arancia
1 pezzetto di zenzero (pelato)
Per la componente alcolica, se gradita
30 ml di liquore (palinka, amaretto, rhum, brandy, porto oppure altro liquore)
NOTE
Il Forralt bor cioè “vino caldo”, in lingua inglese “Hot wine”, è una bevanda ungherese a base di vino rosso e di spezie, profumata con agrumi.
È una bevanda tradizionale, il cui consumo è legato al periodo invernale.
Esso, infatti, solitamente viene servito ben caldo.
Nel periodo natalizio, a Budapest, nella centralissima piazza Vörösmarty, a due passi dal Danubio e dal celeberrimo Ponte delle catene, illuminata da migliaia di luminarie ed addobbata da un maestoso albero di Natale, viene allestito il celebre Mercato di Natale, in cui espositori selezionati propongono in apposite bancarelle i loro prodotti.
Tra gli stand più frequentati vi sono quelli gastronomici che mettono in vendita le più conosciute specialità ungheresi (Kurtoskalacs, Langos, Kolbasz, etc.)
Le bancarelle più frequentate sono quelle in cui viene venduto il tradizionale Forralt bor, il cui apporto energetico, dato sia dalla mistura degli ingredienti sia dal calore della bevanda, permette ai visitatori del mercato di affrontare il rigore invernale e il freddo intenso.
QUALCHE NOTIZIA STORICA
Già nell’antica Roma e precisamente nel corso del II secolo era ben consolidata l’abitudine di bere nella stagione invernale un vino caldo ben speziato.
La conquista dell’impero romano portò i Romani ad occupare gran parte dell’Europa, dell’Africa e dell’Asia.
I legionari diffusero ovunque le loro abitudini alimentari, una delle quali era quella di riscaldarsi bevendo il vino caldo.
Precisi riferimenti relativi ad una bevanda a base di vino caldo si ritrovano in Plinio il Vecchio e in Apicio.
Nel XII secolo il poeta medievale Chrétien de Troyes menziona il vino caldo in uno dei suoi scritti.
La prima ricetta relativa al vino speziato appare nel XIII secolo nel “Tractatus de modo preparandi et condiendi omnia cibaria” di autore ignoto e precisamente nella sezione relativa alla composizione dei vini.
Dal 1390 in poi al vino caldo speziato viene dato il nome di “Ippocrate”, con riferimento al medico greco Ippocrate di Coo, al quale viene attribuito il famoso giuramento che i medici-chirurghi prestano prima di iniziare la professione.
La scelta del nome “Ippocrate” non è casuale.
Dipende dal fatto che dal XIV secolo in poi alla bevanda vennero riconosciute proprietà terapeutiche ed addirittura afrodisiache.
In quei tempi era opinione accreditata che il vino e lo zucchero fossero una medicina, i cui effetti curativi venivano potenziati dall’aggiunta di spezie.
La bevanda fu molto apprezzata durante tutto il Medioevo ed il Rinascimento.
Dal XVII secolo in poi in alcune ricette venne aggiunta alle spezie della frutta in pezzi (soprattutto mele, arance e mandorle).
In altre ricette, invece, gli ingredienti del vino speziato vennero integrati con latte e grappa.
Ad un certo punto, però, l’utilizzo del vino caldo speziato andò diminuendo, sostituito da altre bevande.
Il vino caldo speziato venne, infatti, dimenticato a partire dal XVIII secolo in poi.
Ritornato in auge nel XX secolo, oggi il vino caldo speziato è la bevanda tradizionale più apprezzata durante le fredde giornate invernali.
VARIANTI
Esistono numerose varianti del Forralt bor, nelle quali le proporzioni degli ingredienti vengono modificate in base al proprio gusto e alle proprie preferenze.
Le spezie indispensabili per la preparazione della bevanda sono la cannella e i chiodi di garofano, che non possono mancare nella rosa degli ingredienti per nessun motivo.
A questa preparazione di base, si può aggiungere una gamma di ingredienti speziati, scegliendoli tra anice stellato, pepe di Caienna, pepe nero in polvere, paprika ungherese, noce moscata, cardamomo, zenzero, etc.
Pertanto, ciascuno può preparare il Forralt bor con gli ingredienti che più gli piacciono, cominciando una nuova tradizione di famiglia.
Chiarito ciò, qui di seguito riportiamo alcune delle modifiche più accreditate.
AVVERTENZA
Tenere presente che, anche senza l’aggiunta di un liquore, il Forralt bor è una bevanda alcolica, in quanto il vino non è stato riscaldato in modo tale da fare evaporare tutta la componente alcolica.
Cucina con attenzione
Le informazioni pubblicate su FraGolosi sono fornite a scopo informativo e non sostituiscono indicazioni mediche, nutrizionali o professionali. La preparazione e il consumo delle ricette restano una scelta personale e sotto la responsabilità di chi le utilizza.
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