CHIACCHIERE AL CIOCCOLATO FONDENTE

INGREDIENTI

Per le chiacchiere:
500 g di farina 00, 50 g di cacao amaro, 100 g di burro, 1 bustina di vanillina, 100 g di zucchero, 60 g di vino bianco, 4 uova, la buccia grattugiata di un’arancia o di un limone, un pizzico di sale.
Per il rivestimento:
300 g di cioccolato fondente, 50 ml di latte.
Per friggere:
olio di arachide.
Per spolverizzare:
granella di pistacchi.

PREPARAZIONE

Setacciare la farina assieme al cacao.
Versare il composto sulla spianatoia, aggiungere il burro a temperatura ambiente, un pizzico di sale, lo zucchero, la buccia grattugiata e le uova (uno alla volta).
Iniziare ad impastare, aggiungendo, poi, la vanillina e il vino.
Lavorare tutti gli ingredienti, fino ad ottenere una pasta elastica e liscia.
Fare riposare il composto in frigorifero per 30 minuti.
Spianare la pasta e con una rotellina dentata tagliarla a striscioline.
Se gradito, incidere ogni chiacchiera al centro con uno o due tagli.
Friggere in olio molto caldo e in una pentola dai bordi molto alti.
Scolare su carta assorbente.
Disporre le chiacchiere sul piano di lavoro.
Sciogliere il cioccolato fondente a bagnomaria assieme al latte.
Posare le chiacchiere, poche alla volta, su una gratella da pasticceria e ricoprirle di cioccolato fuso.
Fare raffreddare e spolverizzare con granella di pistacchi.

NOTA:
Se l’impasto dovesse risultare eccessivamente duro, aggiungere un paio di cucchiai di latte.

CURIOSITÀ E NOTIZIE STORICHE

  • Dolce tipico siciliano, usato prevalentemente nel periodo di Carnevale.
  • Le chiacchiere assumono nomi diversi, a seconda della località in cui vengono preparate.
    Gli ingredienti sono ovunque uguali.
    Quelle che cambiano sono le quantità e, spesso, il tipo di liquore utilizzato per aromatizzare (anice, rum, grappa…).
  • Le chiacchiere vengono chiamate Frappe nell’Italia centrale, Bugie a Genova e Torino, Galani a Venezia e Verona, Crostoli a Ferrara, Intrigoni a Reggio Emilia, Sfrappole a Bologna, Cenci in Toscana …
  • Il nome “Chiacchiere”, però, sembra essere il più usato, dal momento che viene adoperato nel Milanese, in Umbria, nel Lazio, in Campania, nella Puglia, nella Calabria, nella Sicilia e nella Sardegna.
  • Il nome chiacchiere o bugie sembra voler alludere al fatto che, nel periodo carnevalesco, si può dire (o fare) qualsiasi cosa, senza timore di essere rimproverati.
    A carnevale quasi tutto è lecito: anche irridere o dire false verità.
    Infatti un antico proverbio recita:
    “A carnevale ogni scherzo vale”.
  • Le chiacchiere vengono usualmente cosparse di zucchero a velo.
    In alcune località, però, le ricoprono di miele, invece che di zucchero a velo.
  • La consuetudine di utilizzare il miele tra gli ingredienti delle Chiacchiere, ricorda antiche preparazioni dolci risalenti al periodo romano, chiamate “Frictilia”.
  • Le Frictilia erano focacce di farina, olio e miele.
    Venivano preparate con lo stesso procedimento della pasta fatta in casa, aromatizzata, però, con il miele.
    Una volta preparate, le focacce venivano fritte nel grasso di maiale.
  • Venivano vendute per la strada da donne anziane, con il capo cinto di edera, in occasione delle “Liberalie”, cerimonie che si celebravano nel mese di Marzo.
    Esse erano organizzate in onore del Liber Pater, una divinità del Pantheon romano, protettrice della fecondità vegetale, animale ed umana.
  • I “Liberalia” erano celebrati il 17 Marzo, una data molto importante per i giovani romani.
    Infatti, in questo giorno, i ragazzi, al compimento del sedicesimo anno di età, con una solenne cerimonia, indossavano la toga virile, passando dalla condizione adolescenziale a quella di uomini liberi e responsabili.
  • Al dio Liber ed alla moglie Libera, durante la cerimonia venivano offerte le Fructilia.
  • La festa in onore del dio Liber aveva sostituito quella in onore di Bacco, dio della fecondità, del vino e degli eccessi, corrispondente al dio greco Dioniso.
    Infatti i Baccanali erano stati vietati perché giudicati sfrenati e violenti.
    Nel tempo erano stati sostituiti dai “Liberalia”, giudicati più tranquilli ed equilibrati.
    Essi mantenevano, però, inalterato il carattere scherzoso, che era stato una delle caratteristiche dei Baccanali.
  • Quando, con l’avvento del Cristianesimo, le festività pagane vennero abolite, il ricordo dell’allegria della festa romana portò, nel tempo, alla celebrazione di una festa allegra e briosa: il Carnevale.
  • Anche la ricetta delle “Frictilia si è andata tramandando nei secoli.
    Dalla sua elaborazione e trasformazione sono nate le Chiacchiere, il dolce più caratteristico del Carnevale.

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2 Commenti
  1. giusi ha scritto

    avete dimenticato di indicare la quantità di cacao negli ingredienti

    1. FraGolosi ha scritto

      Ciao Giusi, ops… hai ragione! Abbiamo provveduto ad inserirne la quantità… A presto!

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