TORTA BROWNIES CON GLASSA AL CIOCCOLATO

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INGREDIENTI

Per la torta:
300 g di farina 00, 300 g di zucchero, 75 g di cacao amaro in polvere, 2 uova, 1 bicchiere di olio di girasole (o di soia), 2 bicchieri di latte, 1 bustina di lievito per dolci, un pizzico di sale.
Per la teglia:
burro per ungere, farina.
Per la glassa al cioccolato:
300 g di zucchero a velo, 200 g di cioccolato fondente, 5-6 cucchiai di acqua (o latte), una grossa noce di burro.

PREPARAZIONE

Setacciare la farina con il lievito.
Versarla in una ciotola ed unire lo zucchero.
Mescolare con cura gli ingredienti, senza aggiungere inizialmente alcun liquido.
Sbattere, quindi, le uova ed unirle al composto.
Mescolare con le fruste elettriche, aggiungendo, a poco a poco, il latte e l’olio.
In ultimo, unire un pizzico di sale.
Imburrare ed infarinare una teglia.
Versare l’impasto e cuocere in forno preriscaldato a 160°C per circa 35-40 minuti.
Fare la prova stecchino, prima di estrarre il Brownies cake dal forno.

Lasciare raffreddare il dolce, prima di sformarlo.
Preparare, intanto, la glassa al cioccolato.
Sciogliere a fuoco bassissimo il cioccolato, precedentemente grattugiato o spezzettato, assieme all’acqua (o al latte) e al burro, mescolando in continuazione.
Togliere il pentolino dal fuoco ed unire lo zucchero.
Lavorare bene con una frusta o un cucchiaio di legno.
La glassa sarà pronta quando, prendendone una piccolissima quantità tra l’indice e il pollice e allontanando le due dita, tra di esse si formerà un “filo”.
Spalmare la glassa sul brownies, coprendolo accuratamente.
Lasciare raffreddare, prima di portare in tavola.

QUALCHE NOTIZIA SUI BROWNIES

  • I Brownies sono dei dessert di origine statunitense ,di forma quadrata, che si ricavano da un dolce al cioccolato, cotto al forno, chiamato “Brownie”.
  • Il dolce è conosciuto anche con i nomi di “Chocolate brownie”, “Boston Brownie o “Cocoa brownie”.
  • Il Brownie, a cottura ultimata, viene tagliato in quadrati e la sua superficie, se gradito, può essere glassata.
  • Gli ingredienti basilari del Brownie sono la farina, il burro, lo zucchero e il cioccolato.
  • La ricetta originale non prevede l’utilizzo del lievito, anche se talvolta esso viene aggiunto all’impasto nella misura di un cucchiaino.
  • La consistenza del dessert è simile ad un incrocio tra quella di una torta e di un biscotto.
  • Ciascuna famiglia americana ha una propria versione dei Brownies che tramanda di generazione in generazione.
    Spesso i Brownies vengono arricchiti con gherigli di noci, ma è altrettanto apprezzata la versione senza frutta secca.
  • I Brownies vengono serviti a colazione con latte caldo oppure come spuntino o a merenda assieme a del gelato o a del caffè.
  • Nei ristoranti sono spesso accompagnati da crema inglese o crema chantilly oppure crema pasticcera.
  • I Brownies sono uno dei dessert preferiti dai bambini.
    Vengono venduti, oltre che nelle pasticcerie, nei panifici, nei negozi di generi alimentari e nei supermercati, dove si trovano anche surgelati.

CURIOSITÀ

  • Nelle prime ricette relative a biscotti simili ai Brownies si utilizzava la melassa per addolcire il dolce, che veniva cotto in stampi di stagno.
  • Esiste una versione bianca di Brownie chiamata “Blondie”.
    Essa viene preparata senza cioccolato oppure utilizzando del cioccolato bianco.

ETIMOLOGIA DEL TERMINE BROWNIE

Il dolce è stato battezzato ”Brownie” con un preciso riferimento al colore che gli deriva dalla presenza del cacao e/o del cioccolato fondente.
Infatti, in lingua inglese l’aggettivo “brown” significa marrone.

QUALCHE NOTIZIA SUI BROWNIES TRA STORIA E LEGGENDA

Non esistono notizie certe sull’origine dei Brownies, la cui nascita viene collocata alla fine del XIX secolo.
Negli Stati Uniti circolano tre leggende riguardo alla nascita del dessert.
La prima racconta che sia nato per l’errore di un cuoco che unì del cioccolato alla pasta biscotto.
La seconda riferisce che un cuoco dimenticò di aggiungere la farina all’impasto.
La terza leggenda narra, invece, che una casalinga di Bangor, nel Maine, non avendo del lievito in casa, decise di preparare ugualmente il dolce da offrire ai suoi ospiti.
Costoro lo gradirono talmente da riproporre in altre occasioni la ricetta senza l’aggiunta del lievito.
La stessa leggenda, in una sua variante, riferisce che la casalinga dimenticò di aggiungere il lievito all’impasto e presentò ai commensali una torta certamente appiattita, ma dal sapore appetitoso.
Secondo il Betty Crocker Baking Classics il nome dell’inventrice di questo dolce è Mildred Schrumpf, pessima cuoca, che servì ad una cena una “torta appiattita”, simile per aspetto ai Brownies.

Pur se tutte e tre le leggende sono ancora oggi molto popolari, la più accreditata è sicuramente la terza.
Il nome” Brownie” (al plurale Brownies) appare per la prima volta nel 1886, ma viene utilizzato per indicare una torta a base di melassa, che pooa ha a che fare con la ricetta attuale.
La prima ricetta dei Brownies risale al 1887 e si trova nel Sears Roebuck Catalogue, e precisamente nella sezione “Crackers and Biscuits (pag.16, terza colonna).
Nel 1896 l’educatrice Fannie Merritt Farmer propone la ricetta dei Brownies alla Boston Cooking School (Massachusetts) Cook Book (pag.424).
Il suo dessert era diverso da quello attuale, in quanto non conteneva il cioccolato ed era un dolce molto soffice e leggero.

La ricetta così consiglia nella versione italiana:
[Melassa] Brownies (tipo piccola torta): 1/3 di tazza di zucchero, 1/3 di zucchero a velo, 1/3 di tazza di melassa di Porto Rico, 1 uovo ben sbattuto, 7/8 di tazza di farina, 1 tazza di noci Pecan a pezzi.
Mescolare tutti gli ingredienti e versare il composto in tortiere piccole e profonde.
Guarnire ogni torta con metà [noce] Pecan.
La prima ricetta di Brownies al cioccolato viene, invece, pubblicata nel 1904 dal Service Club Cook Book di Chicago nell’Illinois (pag.68), che, nella sezione su “Candy”, conteneva delle pubblicazioni di ricette inviate dai soci.
La ricetta , denominata “Bangor Brownies”, così suggerisce nella traduzione italiana:
Ridurre in crema ½ tazza di burro e 1 tazza di zucchero.
Aggiungere 2 quadrati di cioccolato (fuso), 2 uova,, ½ tazza di farina per dolci, ½ tazza di noci tritate.

Stendere [l’impasto] sottile su teglie da forno e cuocere per 15 minuti in forno moderato. Vi è, dunque,nel nome del dessert un preciso riferimento alla cittadina di” Bangor”, nel Maine.
Nello stesso anno nella cittadina di Laconia (New Hampshire”), Miss Eleanor P. Quinby pubblica in “ Casa Cookery”(pag.132) una ricetta presentata da Miss C.F. Pitman dal titolo “Brownies”, la quale riproduce fedelmente le proporzioni e gli ingredienti dei Bangor Brownies, ai quali vengono aggiunti “un po’ di sale ed un cucchiaino di vaniglia”e nella quale si suggerisce di tagliare a barre il dolce.
Ciò fa ritenere possibile che le due ricette, pubblicate simultaneamente in due diversi Stati federati degli Stati Uniti d’America molto distanti geograficamente tra di loro, e cioè nel New Hampshire e nell’Illinois, siano state copiate da una stessa ricetta originale.
Nel 1905, nell’edizione del 2 Aprile 1905, a pag.34, il The Boston Daily Globe (Massachuttes) pubblica la ricetta dei “Bangor Brownies” identica a quelle pubblicate nel New Hampshire e nell’Illinois.
Nello stesso anno la ricetta appare a New York nel Casa Cook Book, Ricette pratiche di Expert Cooks.

A pagina 315 viene pubblicata la seguente ricetta, qui riprodotta in italiano:
Brownies (cookie): ½ tazza di burro, ½ tazza di zucchero semolato, 2 uova, la buccia grattugiata di un limone, 4 quadrati di cioccolato grattugiato, ½ tazza di latte, 1 pizzico di sale, 3 tazze di farina.
Mescolare energicamente, stendere e tagliare in forma di Brownie o altre forme […]
Nel 1907 nel Lowney Cook Book, pubblicato dalla Chocolat Co., l’autore Walter Lowney pubblica due ricette relative al dolce.
Nella prima ricetta, che chiama “Bangor Brownies”(pag. 261) modifica la ricetta di Chicago e di Boston in quanto utilizza un solo uovo, meno burro, lo zucchero di canna al posto dello zucchero semolato e tre quadrati di cioccolato al posto di due.
Questa ricetta, pertanto, sembra provenire da una fonte diversa da quella di Chigaco e di Boston.
La seconda ricetta, che si trova a pag.265, alla quale dà il nome di “Brownies di Lowney” è invece identica alle ricette di Boston e di Chigaco.

Potremmo continuare all’infinito a fare riferimento a ricette di Brownies.
Quel che è certo è che l’uso di chiamare la ricetta “Bangor Brownies” o “Boston Brownies” proseguirà fino alla metà del XX secolo.
Un altro racconto attribuisce la creazione dei Brownies ad uno chef del Palmer House Hotel di Chicago (Illinois), il quale nel 1893 realizzò il dessert su richiesta della donna d’affari, filantropa e mecenate Bertha Palmer, nata Bertha Matilde Honoré (22 Maggio 1849-Osprey 5 maggio 1918).
Costei richiese la preparazione di un dessert da offrire alle signore che partecipavano alla Columbian Exposition.

Il dolce doveva avere i seguenti requisiti: doveva essere “ più piccolo di un pezzo di torta e facile da mangiare durante le colazioni al sacco”.
Lo chef accontentò la richiesta della Palmer e creò dei Brownies ricoperti con una glassa di albicocche.
Ancora oggi, i Brownies confezionati nel Palmer House Hotel di Chicago seguono i dettami della ricetta creata dallo chef, il cui nome purtroppo è andato perso.
La ricetta è oggi conosciuta con il nome “ Palmer House Brownies”.
Durante la prima metà del XX secolo il Brownie è diventato popolare in tutti gli Stati Uniti e nel Canada.
Successivamente è stato apprezzato in tutti gli Stati Europei e a tutt’oggi è uno dei dessert più graditi in Cina.

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