CUDDURA DI PASTA FROLLA CU L’OVA

La Cuddura di Pasta Frolla cu l’ova è uno dei più famosi dolci pasquali Siciliani.
La Ricetta, gli Ingredienti e i Consigli.

INGREDIENTI

Per la pasta frolla:
500 g di farina 00, 300 g di burro, 150 g di zucchero, 4-5 tuorli, un aroma a piacere (vaniglia, la buccia grattugiata di un limone non trattato, la buccia grattugiata di un’ arancia, una fialetta di rhum o altro liquore), un pizzico di sale.
Per farcire:
uova sode.
Per spennellare:
2 uova.
Per decorare:
confettini colorati, semi di sesamo.

Preparazione della pasta frolla

Versare sulla spianatoia la farina a fontana.
Mettere nel centro il burro e lo zucchero.
Iniziare ad impastare senza alcun liquido, facendo “sabbiare” la farina, il burro e lo zucchero.
Occorre, cioè, ridurre in sabbia questi ingredienti, pizzicandoli velocemente con le dita.
Unire, poi, il sale, l’aroma ed amalgamare il tutto.
A questo punto, unire le uova ed impastare velocemente, fino a formare una pasta morbida ed omogenea.
Fare una palla, avvolgere la frolla nella pellicola trasparente e riporla in frigorifero, coperta, per almeno 40 minuti.
Nel frattempo, preriscaldare il forno a 200°C.

Preparazione delle “cuddure”

Trascorso il tempo di riposo dell’impasto, riprendere la pasta e dividerla in parti più o meno grandi, a seconda di quante “cuddure” si desidera preparare.
Mettere da parte una piccola parte di impasto, che servirà per tenere ferme le uova sode.

Preparazione di una “cuddura” a forma di “campana”

Disegnare su un cartoncino una campana con piccolo batacchio, che abbia una lunghezza di circa 15 cm (più 2 cm di batacchio) ed una larghezza di circa 15 cm (nel punto più largo).
Ritagliare, poi, la sagoma.
Stendere la pasta frolla ad uno spessore di circa 2 cm.
Appoggiarvi la sagoma di cartone e con un coltello affilato seguirne i contorni, in modo da ritagliare un biscotto a forma di campana.
Una volta data alla “cuddura” la forma di una campana, disporla su una teglia imburrata ed infarinata oppure ricoperta di carta da forno.
Ricavare una fossetta nella parte centrale della campana e con una leggera pressione deporvi un uovo sodo.
Fermarlo con una striscia di pasta larga circa 2 cm, ricavata dalla pasta messa da parte.
Spennellare la campana con le uova sbattute e guarnirne la superficie con confettini colorati.
Ricavare con lo stesso procedimento tutte le “cuddure”.

Preparazione di una “cuddura” a forma di “cestino”

Staccare una parte della pasta e stenderla allo spessore di circa 2 cm.
Darle la forma di una piccola borsa, munita di manico.
Quest’ultimo viene realizzato intrecciando tra loro due cilindri della dimensione di un dito.
Le estremità del manico intrecciato devono essere, poi, unite al corpo della “cuddura” con una leggera pressione delle dita.
A piacere, il manico del cestino può essere tondeggiante o allungato.
Una volta data alla “cuddura” la forma di un cestino, disporla su una teglia imburrata ed infarinata oppure ricoperta di carta da forno.
Nella parte bassa del cestino praticare una o più fossette, in base al numero di uova che si desidera inserire nella “cuddura” (uno, tre…).
Naturalmente più uova si desidera inserire, più la “cuddura” deve essere grande.
Con una leggera pressione disporre ogni uovo sodo nella sua fossetta.
Fermarlo con delle strisce strette e lunghe di pasta, ricavate dalla pasta messa da parte.
Posizionarle a croce, in modo da fissare l’uovo al corpo della “cuddura”.
Spennellarla con le uova sbattute e guarnirne la superficie con confettini colorati e semi di sesamo.
Procedere, quindi, alla realizzazione di altri cestini.

Preparazione di una “cuddura” a forma di ciambella intrecciata

Dividere la pasta in tanti pezzi, quante sono le ciambelle che si vogliono preparare.
Suddividere, poi, ogni pezzo in tre parti e ricavare da ciascuna di esse un lungo cilindro.
Successivamente intrecciare tra di loro i tre cilindri, avendo l’accortezza di sigillarne accuratamente le estremità, precedentemente inumidite con acqua.
Una volta data alla “cuddura” la forma di una ciambella, disporla su una teglia imburrata ed infarinata oppure ricoperta di carta da forno.
Nella parte bassa del cestino praticare più fossette, in base al numero di uova che si desidera inserire nella “cuddura” (uno o più uova).
Nel caso in cui si desidera inserire più uova, distanziare le fossette in modo regolare.
Naturalmente più uova si desidera inserire, più la “cuddura” deve essere grande.
Con una leggera pressione disporre ogni uovo sodo nella sua fossetta.
Fermarlo con delle strisce di pasta incrociate, ricavate dalla pasta messa da parte.
Esse vanno posizionate in modo da fissare l’uovo al corpo della “cuddura”.
Spennellarla con le uova sbattute e guarnirne la superficie con i semi di sesamo ed i confettini colorati.
Procedere, quindi, alla realizzazione di altre ciambelle.

Fase finale del procedimento

Infornare le “cuddure” nel forno già caldo a 200°C, per circa 15-25 minuti, a seconda del tipo di forno utilizzato e della grandezza del dolce.
Estrarle quando la superficie diventerà lucida e dorata.
Lasciare raffreddare.
Maneggiare, poi, con cura, per evitare di danneggiare la preparazione finale.

CUDDURA DI PASTA FROLLA, NOTE E CURIOSITA’

  • Preparazione tradizionale messinese
  • Le “cuddure” oltre ad essere realizzate a forma di cestino o di ciambella intrecciata, a seconda della dalla creatività del pasticcere, possono assumere l’aspetto di campana, galletto o colomba, cuore…
  • Le varie forme fanno tutte riferimento alla simbologia cristiana o, comunque, sono considerate di buon augurio:
    – la campana ricorda la celebrazione festosa della Risurrezione di Cristo;
    – il cestino serve ad augurare l’abbondanza;
    – la ciambella è simbolo della corona di Cristo risorto;
    – il cuore rappresenta l’amore verso chi si ama (e quindi verso il
    prossimo);
    – il galletto o la colomba simboleggiano l’augurio di pace……
  • Per tradizione il numero delle uova inserite in una “cuddura” è sempre dispari.
    Oggi, tuttavia questa regola non è sempre seguita.
  • “Cuddura di pasta frolla ccu l’ova” in italiano: CIAMBELLA DI PASTA FROLLA INTRECCIATA CON LE UOVA.

L’ETIMOLOGIA DEL NOME

Il termine “cuddura” deriva dalla parola greca “kolloura” o “kollura” che significa “pane circolare, corona”.
Con questo termine i greci indicavano dei tipi particolari di focacce che venivano offerte agli dei per impetrare il loro aiuto e la loro benevolenza.
Con l’avvento del Cristianesimo l’usanza di preparare dei pani speciali non andò perduta.
La mattina del Sabato Santo “i cudduri” venivano portate in Chiesa e benedette.
Venivano, poi, portate in casa in modo da celebrare anche in tavola la solennità della Pasqua.

RICORDI FAMILIARI

Fino a qualche decennio fa, alle ore undici del Sabato Santo, molte famiglie messinesi si riunivano intorno al desco per festeggiare la Risurrezione di Cristo.
In quel preciso momento le campane delle Chiese suonavano a distesa e ai din don augurali dal porto di Messina, con suoni prolungati e festosi, rispondevano le sirene delle navi ormeggiate o in transito.
Si usava, in quel preciso momento prendere in mano una “cuddura” e, dopo aver tracciato sulla fronte un segno di croce, si era soliti lanciarla gioiosamente in aria (o sulla tavola imbandita).
Ci si sedeva tutti intorno al tavolo e si consumavano in allegria il pane dolce della “cuddura” e le uova sode sbucciate e insaporite con un pizzico di sale.
Questa antica usanza è, oggi, quasi completamente scomparsa, ma nel ricordo essa continua a vivere come simbolo della gioia che accompagna la Risurrezione del Cristo.

CURIOSITÀ STORICHE

  • Nei tempi antichi le “cuddure” erano preparate dai pastori o viandanti con la pasta di pane, alla quale veniva data una forma circolare.
    Per essere maggiormente sostanziosa, nella ciambella, prima della cottura, venivano inserite delle uova. Durante gli spostamenti la “cuddura” veniva infilata in un bastone o in un braccio.
  • Nata come pane da viaggio, la “cuddura” ne aveva tutte le caratteristiche:
    – Era facilmente trasportabile;
    – Era un alimento sostanzioso, in quanto farcito con uova;
    – Era preparato con alimenti facilmente reperibili, anche tra gli strati meno abbienti della popolazione.
  • Con il tempo, però, la preferenza per il dolce, ne ha modificati gli ingredienti ed oggi le “cuddure” sono diventate uno dei dolci più caratteristici della tradizione messinese e, in generale, di tutta l’Italia meridionale.
  • Si tratta di dolci preparati esclusivamente durante il periodo pasquale.
  • La tradizione impone che siano preparati durante tutta la Settimana Santa e che non manchino mai durante la scampagnata del Lunedì dell’Angelo.
  • La consuetudine di recarsi in campagna per la “Pasquetta” sembra rievocare, anche se in modo inconsapevole, la liberazione degli Ebrei dalla schiavitù egiziana ed il loro ritorno in Palestina sotto la guida di Mosè.
  • Dalla memoria di antichi spostamenti, probabilmente, trae origine la necessità di preparare un “pane da viaggio”, da consumare durante i trasferimenti.

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1 Commento
  1. vincenzo ha scritto

    un sito molto interessante..vedrò.di mettere a punto le ricette x poi lasciare un commento..da positivo ad ottimo da consigliare ai miei amici..

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